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Diego Luci, "Il Promontorio di Piombino"

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Diego Luci

Il Promontorio di Piombino

Foto dell'Autore

 

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Copyright © 2016 Diego Luci - Vietata la riproduzione senza permesso

 

Il Promontorio di Piombino si trova all’estremità meridionale della Costa Etrusca e a quella settentrionale della Maremma. Esso segna anche il confine tra Mar Tirreno, a sud, e Mar Ligure, a nord: la linea immaginaria che divide i due mari corre, per l’esattezza, dalla punta di Capo Vita, sull’isola d’Elba a quella di Punta Falcone.

In epoche geologiche il promontorio fu una vera e propria isola dell’Arcipelago Toscano, costituita in gran parte di pietra arenaria con la notevole eccezione proprio di Punta Falcone, frammento isolato di rocce basaltiche di origine vulcanica. Già in epoca paleolitica tale isola era collegata alla terraferma tramite una laguna non dissimile da quella che oggi possiamo vedere al Monte Argentario. La laguna continuò a esistere in epoca etrusca, romana e tardo antica, per poi diventare una vera e propria palude durante il Medioevo ed essere definitivamente bonificata negli ultimi anni del Granducato di Toscana e nei primi del Regno d’Italia. Le ultime vestigia di questa palude resistono nell’Oasi WWF del Bottagone, punto di ritrovo di numerose specie di uccelli migratori come aironi e fenicotteri. La costa meridionale, quindi, è una zona pianeggiante di dune con spiagge sabbiose e fondali molto bassi.

Sul lato settentrionale il Golfo di Baratti, dopo tre millenni di attività industriale umana, ha ben poco di naturale. Le scorie di ferro accumulate per millenni, mischiate a terra e sabbia, hanno preso il sopravvento sullo scoglio, creando una lunga spiaggia dalla sabbia scura. La costa ovest è una falesia che si estende per più di dieci chilometri, con pareti di roccia quasi verticali interrotte a intervalli regolari dallo sbocco al mare di numerosi botri, alla foce dei quali si sono formate nel tempo delle spiagge ciottolose. Le colline che sovrastano questa costa sono ancora ricoperte dall’originale vegetazione mediterranea, salvatasi dalle speculazioni edilizie che hanno stravolto l’Argentario e Punt’Ala.

 

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Copyright © 2016 Diego Luci - Vietata la riproduzione senza permesso

 

Per quanto riguarda la storia, si parte dalla presenza di insediamenti paleolitici su palafitte ai bordi della laguna per passare alla fondazione dell’acropoli di Populonia verso la metà del secondo millennio a.C.; Populonia si espande e prospera prima sotto il dominio della Volterra etrusca, poi sotto Roma. Nella guerra civile tra Mario e Silla, Populonia si schiera con Mario e la città viene distrutta una prima volta dalle truppe di Silla. Le rovine che è possibile visitare oggi sono quelle della successiva ricostruzione romana. Tutto attorno all’acropoli sorgono cave di pietra trasformate in necropoli, anche se le tombe più antiche e monumentali si trovano a breve distanza dalla spiaggia del Golfo di Baratti. I resti archeologici testimoniano la storia della città di Populonia fino al periodo tardoantico. Dopo i saccheggi dei Goti e dei Pirati Orobiti, la popolazione si trasferisce nella parte sud del Promontorio e, nel X secolo, emerge il Castello di Piombino. Ricaduto quasi subito sotto il governo di Pisa, Piombino diventa ben presto una signoria indipendente sotto la famiglia Appiani; il Principato di Piombino sarà uno dei più longevi tra quelli dell’Italia preunitaria.

Sotto Pisa e sotto gli Appiani Piombino prospera, e di questa prosperità restano ampie testimonianze in monumenti e opere d’arte: il Cassero Pisano, i Canali di Marina, il Rivellino, la Cittadella, le mura progettate da Leonardo da Vinci. Dopo gli Appiani, sotto i Ludovisi-Bongompagni, Piombino conobbe un lungo periodo di crisi, malgoverno e decadenza, interrotto per qualche anno dal governo illuminato di Elisa Bonaparte. In seguito al disboscamento perpetrato da Etruschi e Romani, nonché al declino delle attività dei fabbri pisani medioevali e dei monasteri di San Quirico e di San Giustiniano (anche a causa delle incursioni dei Pirati Saraceni), la macchia mediterranea prese nuovamente il sopravvento sul Promontorio ed è rimasta indisturbata fino ad ora, tanto da essere stata individuata come Zona di Interesse Comunitario per la Biodiversità. In particolare, il piccolo Promontorio del Falcone rappresenta un ecosistema a sé, diverso dal resto del Promontorio di Piombino per le sue origini geologiche: esso rappresenta un vero e proprio concentrato di varietà animali e vegetali tipiche del bacino del Mediterraneo.

Oggi una serie di sentieri e un sistema di parchi permettono di recarsi a piedi da Piombino a Populonia, così da visitarne le bellezze naturali e archeologiche.

 

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 Copyright © 2016 Diego Luci - Vietata la riproduzione senza permesso

 

Diego Luci: fotografo, grafico e illustratore, realizza immagini di vario tipo per editoria (ad esempio copertine di libri o di e-book), siti web e altre necessità.

Portfolio delle illustrazioni

www.diegoluci.it  -  curua@quipo.it  -  338 14 07 897

 

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 02 Marzo 2017 11:25 )  

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