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Primo itinerario a Barcellona

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Per chi volesse visitare la capitale catalana un primo percorso suggerito relativo al centro storico.

 

PRIMO ITINERARIO: IL BARRIO GOTICO

Plaça Catalunya

Il nostro primo itinerario a Barcellona non può che avere inizio da Plaça Catalunya. Per chi esce dalla metropolitana sarà gradevole essere accolti in questo grande spazio, anche se la prima impressione può risultare spiazzante per il brulichio continuo che caratterizza questo che è uno dei punti nevralgici della città. Al di là delle sensazioni iniziali Plaça Catalunya rappresenta il luogo dove si incontrano le due “età” di Barcellona, la frontiera fra la città vecchia e quella nuova. Se guardiamo verso il porto abbiamo davanti, partendo dal lato destro della piazza, il Raval, Las Ramblas, il Barrio Gotico che oggi andiamo a visitare e il quartiere della Ribera; alle nostre spalle l’Eixample, la cui costruzione, alla fine dell’800, ha contribuito ad ampliare ( “Eixample” significa ampliamento in catalano ) ed unire Barcellona ai paesi limitrofi. Fu proprio con l'intento di aprire un varco nella cinta muraria che circondava la città, fra la Rambla e la strada che conduceva al vicino paese di Gracia, che iniziarono i lavori nella piazza che troverà una sua definitiva sistemazione negli anni '20.

Se vogliamo avere un'idea dall’alto ed esercitare un po’ di “people watching” sulla grande massa di persone che qua passano ogni giorno, nella parte nord ovest possiamo bere un caffè o fare colazione nella terrazza del Bar Zurich che, a dispetto del suo aspetto moderno, è stato fondato nel 1920. Altra soluzione è sfruttare l’altezza di uno dei grandi palazzi che circondano Plaça Catalunya. Nella parte orientale si innalza infatti l’edificio del grande magazzino El Corte Ingles che ospita all’ultimo piano una caffetteria-ristorante dalle finestre della quale si gode una vista notevole sulla città e sulle differenze urbanistiche che la caratterizzano: da un lato la città vecchia con il suo stretto ed intrigato dedalo di strade, dall’altro la geometria dell’Eixample tagliato a metà dal Passeig de Gràcia.

Avviciniamoci al Barrio Gotico attraverso l’Avenida Portal de l’Ángel che troviamo nella parte sud orientale della piazza e costituisce una appendice di Placa Catalunya, per lo stile dei suoi edifici ed il gran via vai, ma che nasconde nelle sue vicinanze due luoghi che meritano una visita.

Se mantenete lo sguardo sulla destra, pochi metri dopo il palazzo della Telefonica, noterete, in mezzo agli edifici moderni, uno scorcio sulla Chiesa gotica di S.Anna che rappresenta, per chi volesse uscire anche solo per qualche minuto dalla folla che domina la via, un piacevole momento di tranquillità. La chiesa si raggiunge svoltando a destra per il Carrer di Santa Anna dove un portale del XV secolo ci introduce nella Piazzetta di Ramon Amadeu. La chiesa fu costruita fuori dalle mura nel XII secolo e nasconde un delizioso chiostro al quale si accede dalla piazza o dalla chiesa stessa ( aperto dalle 9 alle 13 ).

Se torniamo sulla Avenida, dopo 200 metri sulla sinistra, si apre la piccola stradina del Carrer de Montsiònella quale si intravede, ospitato nell’edificio modernista di Puig i Cadafalch, l’entrata decorata con elementi tipici di ferro forato del caffè Els Quatre Gats, un locale storico frequentato fra fine ‘800 ed inizi ‘900 dai più conosciuti artisti dell’epoca come Rusinol, Casas, Utrillo, Picasso, Gaudì e Nonell. Se entrate per un caffè potete ancora assaporare l’ambiente modernista e bohémien magari immaginandovi ad uno dei tavoli, gli occhi scuri e penetranti del grande Picasso che scrutano i segni di qualche intuizione geniale o seguono le discussioni dei colleghi sui canoni estetici del tempo.

Proseguiamo la nostra passeggiata immettendoci nel Carrer Arcs che dalla Plaça Carles Pi i Sunyer ci porta fino a Plaça Nova. Qua ci troviamo di fronte ad una delle entrate della vecchia Barcino, la colonia romana fondata nel 15 a.c. che fu protetta poi con le mura che affiorano di tanto in tanto in diversi punti del Barrio Gotico. L’entrata a nord della città vecchia avveniva proprio per il portale a due ordini che immette sul Carrer Bisbe, il decumano nella tipica struttura degli insediamenti militari romani.

La Cattedrale

Prima di entrare nella parte più antica spostiamoci lungo l’Avenida de la Catedral per veder aprirsi in Placa de la Seu, subito dopo la Casa de l’Arcadia, la facciata neogotica della Cattedrale, una aggiunta del primo novecento all’edificio religioso, che fu completato fra il XIV ed il XV secolo, nella fase di riscoperta della Barcellona medievale durante la quale si aggiunse l’aggettivo “gotico” al nome di questo barrio della città. Se decidete di entrare nella Cattedrale potete passare in rassegna una significativa testimonianza della pittura gotica catalana. Se poi passate di fronte alla cappella del Sant Crist de Lepant, del Santissim Sagrament i de Sant Oleguer ( alla destra dell’entrata principale ) vi troverete davanti alla statua in legno del Cristo crocifisso che fu portata da Don Giovanni d’Austria nello battaglia navale di Lepanto del 1571, che vedeva scontrarsi le truppe cattoliche e quelle ottomane; si dice che la posizione ad “S” del Cristo sia dovuta al tentativo di scansare una palla di cannone turca. Potete poi soffermarvi sul sarcofago in alabastro che ospita i resti di Santa Eulalia, la patrona di Barcellona martirizzata nell’epoca di Giustiniano, oppure gustarvi un’altra vista dall’alto del barrio salendo sulla cupola della Cattedrale.

Sono in molti ad affermare che la parte più bella della cattedrale sia il Chiostro, luogo dotato di un giardino interno con palme e magnolie, una polla d’acqua che alimenta una fontana ed una colonia di oche che, secondo la tradizione, rappresentano, per il bianco candido delle loro piume la purezza della Santa patrona di Barcellona, Eulalia, e per il loro numero l'età che quest'ultima aveva quando fu martirizzata. Ci arriviamo, proseguendo la nostra camminata, prendendo per Carrer Bisbe, attraverso l’antica porta romana.

Sullo sfondo si vede il ponte che collega la Generalitat alla Casa dei Canonici, eredità della passione neogotica che conquistò gli architetti catalani agli inizi del ‘900, solo l'illusione di una atmosfera che noi andiamo a ricercare in una altra zona del barrio non prima di essersi soffermati, alla nostra sinistra, sul portale della Capella di S.Lucia, l’unico resto della chiesa romanica che è stata poi inserita nel corpo della Cattedrale.

Verso Santa Maria del Pi

In Plaça Garriga Bachs, il Carrer Montjuic del Bisbe ci conduce attraverso un arco in un altro angolo di tranquillità del centro storico: la Placita di Sant Felipe Neri. Se scegliamo di arrivarci dal Carrer di Sant Sever resteremo sicuramente sorpresi dal vedere risplendere, sulla destra, l'interno della chiesa omonima con il suo l’altare in oro che all’improvviso rischiara la stretta stradina del centro; per entrare poi nella piazzetta non resterà che girare a destra alla successiva viuzza.

La chiesa barocca di Sant Felipe Neri domina su questa piccola piazza resa deliziosa dall’ombra dell’acacia che la domina e dal suono dell’acqua della fontana. In questa cornice di tranquillità risaltano ancor più i segni delle esplosioni sulle mura e sull’ingresso della chiesa, eredità della guerra civile. Proseguendo per il Carrer S.Sever e la Baixada di S.Eulalia ci immettiamo nel Carrer Bays Nous così chiamato per la presenza di bagni ebrei nel secolo XII. Era questa infatti la zona del barrio nella quale, durante il Medio Evo, viveva una ricca comunità ebraica, che raggiunse il suo massimo splendore fra il XII ed il XIV secolo prima di essere massacrata nel 1391 perché ritenuta responsabile della peste che stava infuriando in città. Ora il Carrer Bays Nous ed il Carrer Palla nel quale confluisce, è ricco di negozi di antiquariato e di restauratori. Dopo essere arrivati sul Carrer Bays Nous, oltre ad assaporare la pace di questa strada dominata dall’odore di cose antiche, voltatevi sulla destra all’altezza del Carrer Ave Maria e scorgerete in fondo a questa piccola stradina uno degli esempi più alti dello stile gotico catalano, la Chiesa di Santa Maria del Pi, che raggiungiamo.

Se vi ponete davanti alla chiesa vi sorprenderà non solo il magnifico rosone che caratterizza la sua facciata ma anche la larghezza del suo corpo che poi scoprirete, una volta entrati, essere occupato da una sola navata al lato della quale si aprono piccole cappelle. Questa organizzazione dello spazio architettonico è la caratteristica principale del gotico catalano che non è possibile cogliere appieno nella facciata della cattedrale costruita secondo i classici canoni delle cattedrali francesi. Nel gotico catalano infatti si predilige la dimensione orizzontale rispetto a quella verticale, la condivisione di uno spazio comune piuttosto che il suo simbolico slancio verso l’alto, verso la divinità. All’interno della chiesa è possibile comprendere ancora di più questo stile e cogliere, insieme alla ampiezza dell'edificio ( che si distingue anche per l'abside poligonale e non rotondo come nel gotico francese ) la maestria degli architetti ed il significato che questa organizzazione dello spazio riveste per la comunità.

Intorno alla Chiesa di Santa Maria del Pi si sviluppano tre piazze ( Plaça del Pi, Plaça de Sant Josep Oriol che si anima il fine settimana con il mercato degli artisti e la Placita del Pi dal quale si può ammirare il campanile ottagonale della chiesa) dove è possibile, se siete stanchi, fermarsi per una sosta, una tapa od un pasto più consistente, in uno dei vari bar e ristoranti che qui si trovano ( uno su tutti lo storico Antic Bar del Pi ). I golosi di dolci troveranno invece in Carrer Petrixol, a sinistra dei palazzi che fronteggiano la chiesa, “pane per i loro denti”, qua infatti sono riunite diverse pasticcerie che offrono una grande varietà di specialità catalane.

Plaça Sant Jaume

Il nostro itinerario prosegue dirigendosi verso il centro di quella che era la città vecchia ( con l’incrocio delle due principali strade romane ) e che anche ora rappresenta il centro amministrativo della città e dela regione catalana, Plaça Sant Jaume. Per arrivarvi prendiamo, dalla Placeta del Pi, il Carrer Alzina, e dopo aver incrociato Carrer Boqueria prendiamo per Carrer Rauric che ci immette in Carrer Ferran che, insieme al Carrer Jaume, delineano il tracciato dell'altra strada principale dell’insediamento romano, il cardo.

Nella centrale Plaça Saint Jaume si fronteggiano il palazzo dell’Ayuntament e quello della Generalitat, le due grandi istituzioni politiche della città che sono ospitate nei luoghi dove dal XIII secolo, sotto il regno di Giacomo I, furono attivi i primi organismi rappresentativi di Barcellona e della Catalogna, che avevano il compito di affiancare il re-conte nel governo del territorio. Fu questo il periodo nel quale Barcellona conquistò un ruolo di predominio nel Mediterraneo e conobbe un vasto sviluppo urbanistico che, come vedremo, porterà ad un intenso sviluppo urbanistico. Nel palazzo della Generalitat si riunivano Le Corts Catalanes, ovvero la rappresentanza dei tre ordini sociali più potenti (clero, nobiltà e mercanti). Il consiglio permanente di questo organo era rappresentato da dodici uomini che formavano la Generalitat, lo stesso nome che fu dato dai nazionalisti catalani al governo regionale che presiedeva la Repubblica Autonoma di Catalogna, nel 1931, anno della proclamazione della Repubblica in Spagna. L'altro organismo politico era il Consell de Cent, rappresentava le fasce popolari della cittadinanza e si riuniva nel Salò de Cent che si trova all'interno del Palazzo dell'Ayuntament.

Agli albori della città

A poche decine di metri da Plaça Sant Jaume il barrio ci offre un altro angolo incantato che ci riporta agli albori romani della città. Se risaliamo per Carrer Paradís, posta all’angolo destro della piazza, con l’Ayuntament alle spalle, saliamo nel punto più alto del barrio, una collinetta chiamata dai Romani Monte Taber, sopra la quale sorgeva un tempio dedicato ad Augusto. Seguiamo le indicazioni in un percorso che apparentemente sembra condurci solo nel patio di una casa privata ma non è così. Strette in un angolo fra i palazzi che si affacciano su Plaça Saint Jaume e la

Placita di Sant Felipe Neri

Cattedrale ci accolgono, nel loro luogo originario, tre colonne di ordine corinzio del vecchio tempio. Sono sempre rimaste lì ed intanto intorno si sono costruiti palazzi, sono state ricoperte con un soffitto vitreo e quando vi ritroverete ad ammirarle con il naso in su non sarà improbabile essere interrotti nella contemplazione dalle voci di un televisore o dal cinguettio degli uccellini in gabbia, provenienti da uno degli appartamenti che circondano i reperti. Sarà questo il momento di riprendere il cammino visto che siamo vicini a Plaça del Rei che raggiungiamo riprendendo Carrer Paradís ed arrivando in Carrer Pietat che costeggia il lato posteriore della Cattedrale. Svoltando a destra entriamo nella Baixada Santa Clara che ci immette direttamente in Placa del Rei. Qua si affacciano alcuni degli edifici più importanti della storia della città: il Palau Reial Maior che domina la piazza con il suo belvedere ad archi, il Palau del Lloctinent che ospitava i viceré reali, il Salò de Tinell ( dove si dice che Ferdinando ed Isabella abbiano accolto Colombo di ritorno dal suo primo viaggio verso l’America ), la Capella Reial de Santa Agata e il Mirador del Rei Marti. Tutti questi monumenti si visitano entrando nel Museo della Historia de la Ciutat nel quale si può ripercorrere la storia di Barcellona a partire dalle sue origine romane per cui sono visibili i resti della città romana a partire dal I secolo d.c.

Riprendiamo il nostro itinerario fermandoci in una delle piazze più belle fra quelle che circondano la Cattedrale: Plaça Sant Iu. La Piazza fa da cornice ad una dei portali laterali della cattedrale ed è frequentata abitualmente da musicisti. Osserviamo, mentre ascoltiamo una fuga di Bach interpretata magistralmente con la fisarmonica o un motivo flamenco, il portale che abbiamo di fronte. Gettiamo una occhiata sulle piccole figure di angeli con il liuto che fanno da sfondo alle esibizioni musicali degli artisti di strada per poi incontrare più in basso, nella parte sinistra del portale, la raffigurazione di uno dei personaggi più importanti della storia di Barcellona e della Catalogna: Goffredo il Peloso, conte e marchese della città e grande unificatore della regione nell’Alto Medioevo. Nel portale, Goffredo, ricoperto da folto pelo che secondo la tradizione lo contraddistingueva, brandisce un randello con il quale caccia un drago che verosimilmente rappresenta i Saraceni che fino al 801, anno della conquista di Barcellona da parte di Ludovico il Pio, il re franco dell’Aquitania, qua governavano. La leggenda vuole che proprio in uno scontro contro i Saraceni, Goffredo, dopo essere stato ferito a morte, abbia ricevuto la visita dell’imperatore franco Carlo il Calvo e quest’ultimo, visto che lo scudo con il quale il suo alleato aveva combattuto non aveva blasone, dopo aver intinto quattro dita nel suo sangue le abbia fatte scorrere sullo scudo, segnando le quattro strisce rosse che, su sfondo giallo, rappresentano la bandiera catalana. Dopo questo breve excursus sulle origini della storia catalana possiamo andare a rinfrescarci nel caffè ospitato nel chiostro del Museo Frederic Marés ( che ospita i pezzi dello scultore catalano e la sua fornita collezione di oggettistica ).

A sud del Barrio Gotico

Riprendiamo la nostra passeggiata dirigendoci verso la parte meridionale del Barrio Gotico. Per farlo torniamo verso Plaça de Saint Jaume ed incamminiamoci verso Via Laietana dalla parte opposta delle Ramblas. Al lato della rumorosa strada che delimita il confine fra il Barrio Gotico e la Ribera troviamo due piazze: una, Plaça Ramon Berenguer El Grande è dominata dal campanile della cappella di Santa Agata e dal Palau Reial Major e dalla statua equestra di Berengario III; nell’altra, Plaça del Ángel, si apriva una delle porte delle mura difensive romane e deve il suo nome alla leggenda secondo la quale, nel 878, durante la processione che trasportava i resti di Santa Eulalia dalla chiesa di Santa Maria del Mar alla Catedral apparve l’arcangelo San Michele a scoprire il ladro che aveva osato rubare il dito del piede della Santa. Se percorriamo verso sud Carrer Sots Tenet Navarro avremo un'altra interessante visuale dei resti delle mura romane che possiamo percorrere a lato fino alla prima entrata che ci introduce nella parte meridionale del Barrio Gotico. Risalendo per la porta romana che domina la salita della Baixada Caçador e voltando a destra per il Carrer Lleido, ci ritroviamo in Plaça Saint Just ad ammirare la Chiesa gotica di Saint Just i Pastor che riprende all’interno lo stile tipico ad una sola navata che abbiamo già incontrato. Sediamoci pure sulle scalinate per gustare la tranquilla atmosfera di questa piazzetta arricchita dalla presenza della Font de Saint Just, una delle prime della città. Secondo la tradizione in questa piazza, che era occupata in precedenza da un cimitero, furono sepolti i primi martiri cristiani di Barcellona. Questa parte della città si distingue architettonicamente per i palazzi signorili medioevali che successivamente, a partire dal XIX secolo, hanno accolto piccole botteghe artigianali. Proseguiamo per Carrer de Palm de Saint Just che confluisce in Carrer Cometa per poi girare a sinistra e ritrovarsi in Plaça Regomir. Qua, coloro che non hanno ancora saziato la loro voglia di archeologia romana possono visitare il Pati Llimona, un palazzo rinascimentale convertito in centro culturale che conduce attraverso il patio ai resti di una delle porte romane che aprivano il passo alla città. Scendendo verso Carrer Calella e poi ancora in Carrer Comtessa de Sobriadel arriviamo inCarrer Avinyó, strada che taglia a metà, seguendo il tracciato delle antiche mura, la parte meridionale del Barrio Gotico e dove si concentrano numerose boutique di nuovi disegnatori e bar. La strada ha cambiato con gli anni il suo volto visto che Picasso trasse da uno dei postriboli che qui erano ospitati, l’ispirazione per uno dei suoi quadri più famosi “Les demoiselles d’Avignon”.

Prima di dirigerci verso il mare e la fine di questo itinerario soffermiamoci sulla piazza triangolare che si apre pochi metri dopo aver imboccato, sulla destra, Carrer d’Escudellers. Plaça de George Orwell è stata dedicata pochi anni fa al romanziere inglese che partecipò, dal 1936, alla guerra civile in Spagna combattendo nell’esercito repubblicano e, partendo da questa esperienza, scrisse il famoso “Omaggio alla Catalogna”, nel quale testimonia delle lotte interne al fronte repubblicano fra anarchici e comunisti. Per ironia della sorte la piazza, dedicata allo scrittore che ci ha regalato una previsione inquietante sulla nostra società dominata dal Grande Fratello in “1984”, conosciuta anche per il nome hippieggiante di Plaça del Tripi, è stata sottoposta alla videosorveglianza negli ultimi anni per ragioni di sicurezza; oggi ha riacquistato una certa tranquillità.

Se ritorniamo in Carrer Avinyó o decidiamo di prendere per il Carrer Carabassa direttamente da Placa de George Orwell, arriviamo nella parte meridionale del barrio dominata dalla chiesa barocca de la Mare de Deu de la Mercè. Se vi guardate intorno potete accorgervi delle differenza architettoniche di questa zona rispetto alla precedente; prima della costruzione dell’Eixample, fra il XVI ed il XIX secolo, La Mercè tocco il suo massimo splendore per l’espansione del porto divenendo, in particolar modo il Carrer Ample che la attraversa, la preferita dalla aristocrazia e dalla borghesia. Sono molti i palazzi signorili presenti in questa via che percorre il lato meridionale del Barrio Gotico. Prima di concludere il nostro itinerario e risalire la Rambla per un aperitivo in Plaça Real gli appassionati di cinema e letteratura saranno sicuramente interessati a due aneddoti: il primo riguardante il più famoso regista spagnolo contemporaneo, Pedro Almodóvar che, in Plaça Duc de Medinaceli, ha girato una delle scene del suo “Todo sobra mi madre”; il secondo riguardante il nume tutelare della letteratura spagnola, quel Miguel de Cervantes che, poco distante da qua, al numero 2 del Passeig de Colom, la tradizione vuole abbia soggiornato, che elesse Barcellona come unico scenario cittadino per il suo “Don Quixote”, al quale metterà in bocca parole di elogio per la città: “per il luogo e per la sua bellezza, unica”.

Plaça Reial

Dirigiamoci adesso verso La Rambla per Carrer Clave e per il Carrer Josep Anselm Clavé fino ad arrivare a Placa del Portal de La Pau dominata dal Monument a Colom. Qua risaliamo fino ad arrivare a Plaça Reial. Disegnata nel 1848 da Francesc Daniel i Molina la piazza ci accoglie con i suoi porticati, la sua simmetria architettonica, ed i lampioni a sei braccia di segnati da un giovanissimo Gaudì nel 1879. Sotto i portici numerosi bar e ristoranti sono pronti ad accogliervi al termine di questo itinerario ed ad offrirvi un interessante punto di osservazione sulla vita notturna di Barcellona che incomincia, dopo il crepuscolo, a salire.

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