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Un nuovo itinerario a Barcellona

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Un nuovo itinerario dedicato a Barcellona.

IL RAVAL

Con questa terza passeggiata completiamo gli itinerari dedicati alla zona vecchia di Barcellona, la cosidetta Ciutat Vella. A differenza dei due quartieri che abbiamo visitato fino ad ora, il Raval ha un'anima più irrequieta e dinamica, ed è stato stato soggetto negli ultimi anni di una intensa opera di restyling. Il Raval significa “sobborgo”, un nome che il quartiere deve alla sua posizione defilata rispetto al nucleo originario della città; il quartiere è stato infatti l’ultimo ad essere incluso nella cerchia di mura che circondava Barcellona durante il Medioevo e come vedremo ospitava le attività più “scomode” della comunità. Per decenni, poi, a partire dal boom economico ed industriale che ha investito la capitale catalana agli inizi del '900 e fino alle Olimpiadi del 1992, questa sovraffollata zona della città non ha goduto di una buona fama e non a caso i romanzieri gialli, uno su tutti Montalbán, hanno attinto a piene mani, per i loro racconti noir, dal vasto repertorio di personaggi e storie di cui il quartiere è ricco. Questo passato è legato ad una storia che ha visto il quartiere svilupparsi ai margini del centro storico di Barcellona ed essere incluso solo nella terza cinta muraria con la quale fu circondata la città. Questa marginalità rappresenta anche la bellezza del Raval, non ancora del tutto intaccata da una consapevolezza che, come spesso avviene, modifica il modo di presentarsi di un luogo, offuscando la sua genuinità. Ancor più affascinante è vedere come questo vecchio Raval interagisca con le creazioni di architetti ed urbanisti, protagonisti di intense opere di riorganizzazione, e sia diventato un importante polo artistico e culturale con l'apertura del Museo di Arte Contemporanea e l'ampliamento delle strutture universitarie.

Plaça Universitat

Il nostro itinerario ha inizio da Plaça Universitat, la fermata precedente a Plaça Catalunya. Il Palazzo della Università costruito nell'’800 ci dà il benvenuto in questo brulicante luogo dove cambia sensibilmente la tipologia di persone rispetto alla più turistica Plaça Catalunya: la camminata e lo sguardo dei passanti si fanno più decisi, meno insicuri rispetto alla meta verso la quale dirigersi. Vediamo studenti che si incamminano verso le biblioteche del Palazzo o nel Raval, pendolari che aspettano l'autobus per spostarsi nella periferia ovest della città, lavoratori che si dirigono verso il quartiere più multietnico della città. Anche noi, dopo aver ammirato il Palazzo che ospita libri importanti nella sua biblioteca come il “Llibre d'hores” del XV secolo o la “Cronica del rei Jaume” scritta nel 1343 e la traduzione catalana della regola di San Benedetto, sappiamo dove dirigerci: seguiamo uno degli studenti che si muove a passo svelto verso la parte alta del quartiere dove si trovano le istituzioni culturali più importanti e più frequentate.

Il cuore culturale del Raval

Da Plaça Univesitat imbocchiamo Carrer dels Tallers che ci conduce in Plaça de Castella. Carrer dels Tallers collega Plaça Univesitat alla parte iniziale della Rambla ed un tempo era la strada di collegamento fra Barcellona ed il vicino paese di Sarrià; deve il suo nome ai macellai (“tallers” ovvero tagliatori di carne ) che qua avevano i propri negozi durante il Medioevo. Adesso è una delle arterie più animate nella parte alta del Raval e brulica di negozi e bar. Gli appassionati di musica e moda giovanile saranno sicuramente interessati a una passeggiata in questa strada che ospita diversi negozi di cd e dischi in vinile dedicati ai più disparati generi musicali, dall'elettronica al jazz. Tralasciamo per il momento gli acquisti e dirigiamoci verso la zona centrale di questa parte del quartiere, quella dove è stato aperto il MACBA ( Museo di arte contemporanea ). Per farlo superiamo Plaça Castella e percorriamo sulla destra Carrer Valdonzella per poi voltare a sinistra per Carrer Montalegre. Sarete accolti nel cuore del Raval che ospita i palazzi di più recente costruzione, dove si incontrano attività intellettuali e tradizione culturale, modernità urbanistica, che continuamente muta il volto del quartiere, e vecchi palazzi. In Carrer Montalegre per esempio si fronteggiano la nuova sede della Universitat de Barcelona, sulla sinistra, ed il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona ( MCCB ), sulla destra, ospitato nella antica struttura dell’orfanotrofio e convento della Casa de la Caritat. Proviamo ad entrare nella sede di quest'ultimo, che rappresenta uno spazio permanente di dibattito aperto ad artisti ed intellettuali riguardante il tema delle città, il luogo dove questo dialogo fra presente e passato continua a livello teorico: qua, nel Pati de les Dones, troviamo da un lato la facciata di cristallo costruita nel 1994 dagli architetti Helio Pinòn e Albert Viaplana e dall'altra una delle facciate del vecchio edificio. Oltrepassando il chiostro del MCCB arriviamo in Plaça Coromines dominata dall'edificio in vetro progettato dall'architetto Cristian Cirici che ospita la residenza universitaria e la Facoltà di Geografia e Storia. Qua ci troviamo nella parte posteriore del Museo di Arte Contemporanea ( MACBA ), che ha la sua entrata principale in Plaça dels Àngels. Raggiungiamo quest’ultima voltando prima a sinistra, percorrendo il passaggio che si apre nella struttura del Museo che possiamo poi ammirare, giunti nella piazza, nella sua totalità.

Progettato nel 1995 da Richard Meier questo edificio ospita opere che vanno dagli anni ’40 ( con quadri di Klee, Candler e sculture del catalano Cristofol ), opere pittoriche degli espressionisti spagnoli dal ’40 al ’60 e opere di internazionali degli ultimi quarant’anni dalla pittura alla scultura con attenzione all’arte concettuale ed agli artisti emergenti nel panorama spagnolo. Nella progettazione dell'edificio l'architetto ha giocato con il vetro, che caratterizza la facciata ed apre il museo alla vita del quartiere, e con il bianco, che rappresenta il colore dominante: una trasparenza ed una luminosità nella quale si inserisce la scultura in nero di Jorge Oteiza “La Ola”. Anche in Plaça dels Àngels si ripropone questo binomio fra modernità e tradizione di cui abbiamo parlato, il dialogo fra vecchio e nuovo, presente e passato: nella piazza che di sera brulica di skateboarders ( che trovano il loro habitat naturale sulle grandi rampe che conducono al museo ) e giovani che gustano un aperitivo nei locali che si affacciano su Carrer Ferlandina, si fronteggiano infatti il moderno MACBA e la struttura gotica del cinquecentesco Convento dels Àngels che ospita il FAD ( Fomento de las Arts Decorativas, istituzione nata all'inizio del '900 che riunisce sotto un unico nome ben sette associazioni di disegnatori ), la cui cappella viene utilizzata per ospitare alcune mostre organizzate dal MACBA. Accanto al Convento si trovano le strutture che testimoniano la funzione di questi edifici nel Medioevo, quando qua venivano ospitate le persone bisognose della città: la Casa dels Infants Orfes adesso sede del Centro di Informazione e Documentazione di Barcellona; in Carrer Elisabets troviamo la Casa de la Caritat, con la Cappella attigua che ospita la bella libreria, La Central. Se volete rinfrescarvi e riposare un po' prima di riprendere il cammino proseguite per Carrer Elisabets, fino ad arrivare in Plaça del Bonsuccess; a destra di questa troverete lo spazio semiporticato e raccolto della Plaça Vincenç Martorell che occupa lo spazio che fino al 1936 era occupato dal Convento del Bonsuccess. Essendo vicino alla Casa de la Caritat, la piazza era il luogo dove spesso venivano abbandonati i neonati indesiderati. Adesso brulica di bar, negozi di moda giovanile e studenti. Qua siamo nel cuore del fermento architettonico e del design catalano e le strade intorno a Plaça dels Àngels abbondano di gallerie di arte contemporanea, studi di design, laboratori di artigiani, librerie specializzate in design ed architettura e negozi di giovani disegnatori ed ancora bar e ristoranti nei quali non manca certo l'attenzione all'arredamento ed al design di interni.

L'attivismo intellettuale, urbanistico ed artistico ha trovato in questa zona del Raval un terreno fecondo ed è affascinante vedere come la spinta al rinnovamento che ha investito Barcellona in varie fasi della sua storia adesso trovi qua il suo habitat naturale: dal dibattito riguardante il tema della città ospitato fra le mura del MCCB, alle realizzazioni architettoniche più recenti, dalla creatività alla ricerca nel campo della architettura e del design che domina le varie istituzioni, laboratori e studi che trovano spazio fra i vecchi palazzi del quartiere. Qua domina il dinamismo e la spinta al cambiamento; la frontiera della città si è adesso spostata nel Raval.

Antic Hospital de la Santa Creu

Proseguendo la nostra passeggiata vogliamo però ritornare a riscoprire gli angoli della Barcellona antica. Per questo dopo aver percorso Carrer dels Àngels ci imbattiamo subito in uno stile architettonico che ci riporta all'epoca in cui il Raval era ancora una zona dove si raccoglievano le genti e le attività non accettate dalla zona ricca della città vecchia, quella del Barrio Gotico e della Ribera. Questa è infatti la zona dell'Antic Hospital de la Santa Creu, costruito fra la fine del '500 e l'inizio del '600, un tempo luogo di ricovero dove si trovava anche la Casa de Convalescència e la Real Academia de Medicina i Cirugía ed adesso occupato dalla Biblioteca de Catalunya ( con una magnifica sala di lettura nello stile gotico catalano che è anche una delle maggiori del paese ), la Escola Massana e l'Istituto d'Estudis Catalans. Tutte queste istituzioni si affacciano su un bel giardino porticato dove si trovano piante di limone ed aranci che, se non troppo affollato, può rappresentare una buona sosta per riprendersi prima di dirigersi verso la Rambla e finalmente l'aspirata “comida” al Mercato de La Boqueria. All'Antic Hospital arriviamo percorrendo Carrer dels Egipcíaques, che si apre davanti a Placa Joan Amade dove siamo arrivati alla fine del Carrers dels Àngels, voltando a destra per Carrer Hospital ed entrando al suo interno dal lato meridionale. Ne usciremo poi dal lato settentrionale dove si apre il Passatges che ci conduce sui Jardins del Dr. Fleming in Carrer de Carme. Da qua al fiume di gente che già vediamo scorrere sulla Rambla il percorso è muy breve, coraggio.

Las Ramblas

Le Ramblas avevano conservato il saggio capriccio delle acque discendenti che erano state la loro origine. Avevano la volontà delle acque che hanno un destino come la gente che le percorreva ad ogni ora del giorno, staccandosi con lentezza dai platani, dalle edicole policrome, dal capriccioso commercio di pappagalli e macachi, dal mercenario giardino delle bancarelle di fiori, dall’archeologia degli edifici che segnavano tre secoli di storia di una città con storia. Carvalho amava quel viale come la propria vita, perchè gli sembrava insostituibile.”

 

Manuel Vazquez Montalbán, “Tatuaggio”

Ecco che dopo pochi metri ci troviamo davanti a quello che può essere considerato il salotto di Barcellona, il luogo di transizione per eccellenza perché si vive camminando, muovendosi verso il mare o spostandosi per raggiungere Plaça Catalunya, fermandosi magari per qualche istante se l'attenzione è attirata dal curioso travestimento di uno dei numerosi artisti di strada che qua si sfidano in una interminabile galleria di trovate sempre più ardite che possano impressionare i turisti. Luogo di passaggio ma anche di condivisione, non una piazza ma un grande viale ombreggiato che degrada dolcemente verso il mare dove si passeggia, che si fruisce nel movimento ma che comunque ci accoglie in uno spazio che paradossalmente è anche statico, un punto di arrivo, uno luogo di permanenza.

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