DEApress

Thursday
Oct 19th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Il rinascimento giapponese. La natura nei dipinti su paravento dal XV al XVII secolo

E-mail Stampa PDF

riceviamo e pubblichiamo

Firenze, Gallerie degli Uffizi - Una grande mostra, la prima del suo genere in Europa, sull’arte giapponese corrispondente al periodo italiano dal primo Rinascimento agli inizi del Seicento: si tratta di paraventi pieghevoli e porte scorrevoli, molti dei quali Tesori Nazionali e Proprietà Culturali Importanti e provenienti da musei, templi e dall’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone. Le opere, su carta e perciò delicatissime, saranno esposte in tre rotazioni di 13 alla volta, al fine di garantirne la conservazione dall’esposizione alla luce.

Questo evento corona il centocinquantesimo anniversariodelle relazioni diplomatiche bilaterali tra Italia e Giappone intraprese con la firma del Trattato diAmicizia e di Commercio il 25 agosto 1866. « Italia e Giappone si incontrano quindi agli Uffizi e la cultura si rivela così un ponte sul quale due grandi Paesi, eredi di antiche civiltà forti di solide tradizioni, rinnovano la propria amicizia. Un legame antico, consolidato dalle numerose iniziative culturali realizzate nei due Paesi per celebrare questa importante ricorrenza.» (Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo).

Si tratta di una selezione di 39 grandi pitture di paesaggio e natura, molte delle quali difficili da vedere anche in Giappone perché non esposte al pubblico, nel classico formato del paravento pieghevole (byōbu) e delle porte scorrevoli (fusumae). Con questa rassegna si mette in scena il periodo d’oro della produzione artistica giapponese, tra l’epoca Muromachi e l’inizio dell’epoca Edo (XV – XVII secolo), in cui emergono ideali estetici tra loro opposti, e ancora oggi riconoscibili nel paese. Da una parte infatti abbiamo la pittura monocroma ed evocativa, fatta di vuoti interrotti da linee essenziali e veloci, legata alla filosofia zen e alla cultura cinese: non è un caso che questo tipo di bellezza severa abbia incontrato i gusti della classe guerriera a partire già dall’epoca Kamakura, (1185–1333), e che quello stile fosse utilizzato per decorare templi e residenze di samurai. Di segno opposto è la pittura più squisitamente giapponese, con fondi oro e campiture piatte di colore su cui si stagliano delicati elementi naturali: più esplicita e narrativa, essa era adatta a decorare grandi residenze aristocratiche e borghesi, castelli e palazzi. In mostra, paesaggi dalle  atmosfere rarefatte e simboliche – di sommi artisti quali Hasegawa Tōhaku, Kaihō Yūshō, Unkoku Tōgan - si confrontano con dipinti della tradizione Kanō, rappresentanti fiori e uccelli, le quattro stagioni, luoghi divenuti celebri grazie alla letteratura e alla poesia rappresentati con colori brillanti secondo le modalità dello yamatoe. Queste gioiose atmosfere, traboccanti gratitudine per le bellezze del creato, così come i caratteri zen riconducibili all’austerità, alla povertà, all’imperfezione, all’irregolarità di forme e materiali, esprimono una concezione della natura come specchio dell’animo umano già presente da secoli e definita con il termine mono no aware, “il sentimento per le cose”. Un insegnamento prezioso e uno spunto di riflessione anche per l’Occidente, per una riconsiderazione dell’ambiente e del rapporto dell’uomo con esso.

La bellezza e la mutevolezza dell’universo che ci circonda - espresse nelle dimensioni imponenti di uno o più spesso due paraventi, a due o sei ante, affiancati l’uno all’altro, o nei pannelli delle porte scorrevoli che dividevano le stanze - comunicano il profondo legame che lega il popolo giapponese alla natura. L’uomo ne diventa parte integrante, immergendosi nel paesaggio con l’attitudine panteistico shintoista che sta alla base di tutta la cultura letteraria e visiva del Giappone.

Come afferma Miyata Ryōhei Commissario del Bunkachō(Agenzia per gli Affari culturali del Giappone) «questa rassegna offre al pubblico italiano la possibilità di ammirare lo splendore della cultura artistica giapponese e comprenderne la profonda sensibilità nei confronti della natura.»

Il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, rileva altresì «che i meccanismi di committenza in Oriente non erano diversi da quelli di una qualsiasi corte rinascimentale e barocca in Europa, né da quello che vediamo ora nella nostra società capitalistica: i paraventi che decoravano residenze, castelli e templi giapponesi erano manifestazione del prestigio del proprietario o del donatore e dovevano rispecchiarne l’autorità, la ricchezza, il potere culturale, il livello d’istruzione. Nel Giappone delle epoche Muromachi, Momoyama e dell’inizio di quella Edo – dal secondo Trecento al primo Seicento, dunque quasi esattamente nello stesso periodo in cui in Europa si affermano Masaccio, Piero della Francesca, Raffaello, Michelangelo, Grünewald, Tiziano, Caravaggio – si assiste a uno sviluppo di committenze che porterà a un’altrettanto grande fioritura delle arti, che possiamo senz’altro definire “rinascimento giapponese”.»

La mostra curata, come il catalogo edito da Giunti, da Rossella Menegazzo (professore dell’Università degli Studi di Milano) con la con la collaborazione di  Asaka Hiroshi, Watada Minoru, Tsutsui Tadahito è organizzata dalla Gallerie degli Uffizi in collaborazione con l’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone e con il supporto dell’Ambasciata del Giappone in Italia e promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, le Gallerie degli Uffizi, il Bunkachō (Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone), l'Ambasciata del Giappone, l'Università degli Studi di Milano e Firenze Musei.

Share

 

Concorsi & Festival

Ultime Nove

massimo.pieraccini . 19 Ottobre 2017
Un'esperienza multisensoriale tra cultura sapori e profumi è quella che ti può regalare una serata al Fulin! Il ristorante cinese che ha saputo portare in riva all'Arno la cultura dell'antico oriente, divenendo uno dei ristoranti asiatici più ricer...
Stefania Parmigiano . 18 Ottobre 2017
San Gennaro che allontana i fulmini dalla città di Onofrio Palumbo - Chiesa della Santissima Trinità (all'interno dell'Ospedale dei Pellegrini)  Foto di Stefania Parmigiano Il concetto di pronto soccorso in Toscana è profondamente d...
Antonella Burberi . 18 Ottobre 2017
Firenze, Museo Archeologico Nazionale – La mostra Pretiosa vitrea, l’arte vetraria antica nei musei e nelle collezioni private della Toscana, visitabile dal 17 ottobre 2017 al 29 gennaio 2018, nasce dalla volontà del Museo Archeologico Nazionale di F...
DEApress . 17 Ottobre 2017
Il socialismo bolivariano non ha una buona stampa in Italia e nemmeno nel resto d'Europa. Per giorni è lanciato in prima pagina, attaccato con le più grandi bugie, poi viene consegnato al silenzio quando dimostra nei fatti di essere un "esperimento...
Riccardo Fratini . 17 Ottobre 2017
Il voto di Vienna ha dato la sua preferenza a destra. Una scelta che si allontanna dal pensiero europeo avvicinandosi allo scettiscismo di chi dispone una chiusura mentale di fronte al progetto di una Europa globalizzata. Certo se per "Europa global...
L'AltopArlAnte . 16 Ottobre 2017
  Il fascino di un racconto estemporaneo e leggendario viene rivestito di un sound ibrido che alterna musica classica e prog per un risultato del tutto innovativo ed accattivante. “Il Distacco” è un brano che racconta l’evento epico della separazi...
DEApress . 16 Ottobre 2017
I premi al miglior medio e corto sono andati rispettivamente a “On the Edge of Life” di Yaser Kassab (Siria) e “Duelo” di Alejandro Alonso Estrella (Cuba). La targa Gian Paolo Paoli va a “Maman Colonelle” di Dieu...
DEApress . 16 Ottobre 2017
“La via Sonora – Musica che urla”| Associazione Musica a Traverso LA VIA SONORA è il progetto pilota che attraverso una serie di eventi affronta il tema dei diritti umani usando l’arte e la musica in particolare. MUSICA CHE URLA focalizza l’atten...

Galleria DEA su YouTube

Social Share Buttons