DEApress

Monday
Feb 19th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Uffizi - Il Rinascimento Giapponese

E-mail Stampa PDF

riceviamo e pubblichiamo

Il Rinascimento Giapponese

La natura nei dipinti su paravento dal XV al XVII secolo

Aula Magliabechiana, Uffizi

3 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018

Si apre agli Uffizi una grande mostra, la prima del suo genere in Europa, sull’arte giapponese corrispondente al periodo italiano dal primo Rinascimento agli inizi del Seicento: si tratta di paraventi pieghevoli e porte scorrevoli, molti dei quali Tesori Nazionali e Proprietà Culturali Importanti e provenienti da musei, templi e dall’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone. Le opere, su carta e perciò delicatissime, saranno esposte in tre rotazioni di 13 alla volta, al fine di garantirne la conservazione dall’esposizione alla luce.

Questo evento corona il centocinquantesimo anniversariodelle relazioni diplomatiche bilaterali tra Italia e Giappone intraprese con la firma del Trattato diAmicizia e di Commercio il 25 agosto 1866. « Italia e Giappone si incontrano quindi agli Uffizi e la cultura si rivela così un ponte sul quale due grandi Paesi, eredi di antiche civiltà forti di solide tradizioni, rinnovano la propria amicizia. Un legame antico, consolidato dalle numerose iniziative culturali realizzate nei due Paesi per celebrare questa importante ricorrenza.» (Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo).

Si tratta di una selezione di 39 grandi pitture di paesaggio e natura, molte delle quali difficili da vedere anche in Giappone perché non esposte al pubblico, nel classico formato del paravento pieghevole (byōbu) e delle porte scorrevoli (fusumae). Con questa rassegna si mette in scena il periodo d’oro della produzione artistica giapponese, tra l’epoca Muromachi e l’inizio dell’epoca Edo (XV – XVII secolo), in cui emergono ideali estetici tra loro opposti, e ancora oggi riconoscibili nel paese. Da una parte infatti abbiamo la pittura monocroma ed evocativa, fatta di vuoti interrotti da linee essenziali e veloci, legata alla filosofia zen e alla cultura cinese: non è un caso che questo tipo di bellezza severa abbia incontrato i gusti della classe guerriera a partire già dall’epoca Kamakura, (1185–1333), e che quello stile fosse utilizzato per decorare templi e residenze di samurai. Di segno opposto è la pittura più squisitamente giapponese, con fondi oro e campiture piatte di colore su cui si stagliano delicati elementi naturali: più esplicita e narrativa, essa era adatta a decorare grandi residenze aristocratiche e borghesi, castelli e palazzi. In mostra, paesaggi dalle atmosfere rarefatte e simboliche – di sommi artisti quali Hasegawa Tōhaku, Kaihō Yūshō, Unkoku Tōgan - si confrontano con dipinti della tradizione Kanō, rappresentanti fiori e uccelli, le quattro stagioni, luoghi divenuti celebri grazie alla letteratura e alla poesia rappresentati con colori brillanti secondo le modalità dello yamatoe. Queste gioiose atmosfere, traboccanti gratitudine per le bellezze del creato, così come i caratteri zen riconducibili all’austerità, alla povertà, all’imperfezione, all’irregolarità di forme e materiali, esprimono una concezione della natura come specchio dell’animo umano già presente da secoli e definita con il termine mono no aware, “il sentimento per le cose”. Un insegnamento prezioso e uno spunto di riflessione anche per l’Occidente, per una riconsiderazione dell’ambiente e del rapporto dell’uomo con esso.

La bellezza e la mutevolezza dell’universo che ci circonda - espresse nelle dimensioni imponenti di uno o più spesso due paraventi, a due o sei ante, affiancati l’uno all’altro, o nei pannelli delle porte scorrevoli che dividevano le stanze - comunicano il profondo legame che lega il popolo giapponese alla natura. L’uomo ne diventa parte integrante, immergendosi nel paesaggio con l’attitudine panteistico shintoista che sta alla base di tutta la cultura letteraria e visiva del Giappone.

Come afferma Miyata Ryōhei Commissario del Bunkachō(Agenzia per gli Affari culturali del Giappone) «questa rassegna offre al pubblico italiano la possibilità di ammirare lo splendore della cultura artistica giapponese e comprenderne la profonda sensibilità nei confronti della natura.»

Il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, rileva altresì «che i meccanismi di committenza in Oriente non erano diversi da quelli di una qualsiasi corte rinascimentale e barocca in Europa, né da quello che vediamo ora nella nostra società capitalistica: i paraventi che decoravano residenze, castelli e templi giapponesi erano manifestazione del prestigio del proprietario o del donatore e dovevano rispecchiarne l’autorità, la ricchezza, il potere culturale, il livello d’istruzione. Nel Giappone delle epoche Muromachi, Momoyama e dell’inizio di quella Edo – dal secondo Trecento al primo Seicento, dunque quasi esattamente nello stesso periodo in cui in Europa si affermano Masaccio, Piero della Francesca, Raffaello, Michelangelo, Grünewald, Tiziano, Caravaggio – si assiste a uno sviluppo di committenze che porterà a un’altrettanto grande fioritura delle arti, che possiamo senz’altro definire “rinascimento giapponese”.»

La mostra curata, come il catalogo edito da Giunti, da Rossella Menegazzo (professore dell’Università degli Studi di Milano) con la con la collaborazione di Asaka Hiroshi, Watada Minoru, Tsutsui Tadahito è organizzata dalla Gallerie degli Uffizi in collaborazione con l’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone e con il supporto dell’Ambasciata del Giappone in Italia e promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, le Gallerie degli Uffizi, il Bunkachō (Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone), l'Ambasciata del Giappone, l'Università degli Studi di Milano e Firenze Musei.

Share

 

Concorsi & Festival

Ultime Nove

Silvana Grippi . 19 Febbraio 2018
             ONLUS                                      Forum AMBIENTE Località Palagione, Via Volterrana 50050...
DEApress . 19 Febbraio 2018
FOOD FOREST CAMPING Corso residenziale teorico pratico di progettazione e realizzazione (in parte) di una food forest di 60 metri per 10 che includerà una serie di piccole piazzole per campeggiare completamente autonome da un punto di vista idric...
Piero Fantechi . 19 Febbraio 2018
Università di Firenze, Architettura si racconta Fino a venerdì 23 “Dida Research Week”, incontri con docenti e ricercatori Città collegate da piste ciclabili sopraelevate, spazi di coabitazione, design a prova di terremoto. Dove sta andando l’a...
Piero Fantechi . 19 Febbraio 2018
Giovedì 22 febbraio, dalle ore 19.30, a Siena lo spazio di Cacio & Pere ( via dei Termini 70) ospita un appuntamento all’insegna delle contaminazioni culturali La non violenza come risposta alla guerra: a Siena i fotografi di Life in Syria pre...
Silvana Grippi . 19 Febbraio 2018
Work in Progress DEA - Free Entry   Eccovi le iniziative in programma marzo-aprile 2018 Corsi, Seminari e Laboratori Storia della Fotografia, Montaggio Video. Grafica: Adobe photoshop (post produzione e Adobe Indesign (editing) Eventi Acc...
DEApress . 19 Febbraio 2018
    Il Centro Studi DEA onlus ha finito il lavoro di Ricerca sulla pubbliczione "Processo Batacchi". Atti a cura di G. Nerbini, Editore -1900. 10 centesimi - Note e commenti di Eugenio Ciacchi. Hanno collaborato: Gianni Bro...
Fabrizio Cucchi . 19 Febbraio 2018
  Ci sono molte esperienze, in vario grado “incomunicabili”, ossia esperienze che non possono essere efficacemente descritte a chi non le ha provate. L’esperienza della detenzione è tra queste. Salvatore Ricciardi, il quale è passato attraver...
Silvana Grippi . 19 Febbraio 2018
Una città che vive ai margini: Firenze   Fotonarrazione di Silvana Grippi       Fot. 1 Futuro deserto     Foto 2 - L'angelo vendicatore           Foto 3 - Bar fallito &nbs...
Lara Fontanelli . 19 Febbraio 2018
  VERI Volontari negli Ecovillaggi della Rete Italiana ·  PANTA REI Il progetto Panta Rei nasce con la volontà di recuperare un’area agricola abbandonata e degradata, ma con forti potenzialità. L’idea m...

Galleria DEA su YouTube

Social Share Buttons