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Tra mostra e fiera: entre chien et loup

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A Bologna Arte Fiera 2018 si consolida, confermandosi punto di riferimento per l’arte Italiana, con importanti momenti di approfondimento dedicati sia ai singoli artisti che alla riflessione teorica. Si vuole insomma recuperare carattere di Bologna come città “dotta” e dunque non incline alla spettacolarizzazione globalizzata dell’arte, anche nei suoi momenti dedicati allo scambio commerciale.

Anche questa 42ma edizione, come lo scorso anno, avrà luogo nei padiglioni 25 e 26 del centro fieristico Bolognese (disegnati da Leonardo Benevolo) e ancora una volta le sezioni nell’area espositiva sono state mescolate tra loro - a eccezione del gruppo Nueva Vista.
Grandi mostre e fiere d'arte sono state a lungo considerate eventi distinti, per certi versi opposti, ma negli ultimi anni hanno cominciato ad assomigliarsi sempre più. La direzione artistica ritiene infatti che qualsiasi distinzione tra moderno e contemporaneo non sia più affidabile: che posto spetterebbe, per esempio, ad artisti che fanno parte dell’ambito concettuale e la cui vita si è conclusa da tempo? Come dovrebbero essere collocate gallerie che si concentrano sul primo Novecento, ma che propongono anche artisti giovani? Inoltre una divisione netta tra stand con mostre personali e stand con installazioni collettive finirebbe per rendere la visita monotona - queste le parole di Angela Vettese, direttore artistico.

Anche la fotografia quest’anno è stata distribuita all’interno dei padiglioni, non volendo sottolineare alcuna supremazia o differenza tra l’uso delle varie tecniche artistiche. Il presupposto teorico che sottende tale decisione è che l’arte visiva si è guadagnata, nel corso dell’ultimo secolo, una libertà senza precedenti nell’utilizzo del suo modus operandi e dei diversi linguaggi. La commistione anche temporale dei manufatti sottolinea, inoltre, un dialogo fitto tra l’oggi e il passato, capace di stimolare il gioco delle somiglianze e delle evoluzioni.

 

Arte Fiera promuove il convegno internazionale "Tra mostra e fiera: entre chien et loup", organizzato dall’Università Iuav di Venezia con il patrocinio dell’Università di Bologna.

Un convegno - in corso dal 2 al 4 febbraio 2018 - che intende analizzare modalità e motivazioni del cambiamento in atto nel sistema dell'arte, dove la distinzione tra fiere e grandi esposizioni internazionali sembrerebbe venire meno, così come, nel momento del crepuscolo, quella "tra cane e lupo". Le due giornate di studio e confronto a cui partecipano teorici, editori, curatori e galleristi, sono divise in tre sezioni che affrontano ognuna una questione centrale: le strategie espositive, il ruolo dei media e la circolazione delle opere.

Fiere e biennali: coppia o sorelle?

   a cura di Clarissa Ricci

Riviste d’arte: osservatori privilegiati o strumenti dell’istituzione?

   a cura di Camilla Salvaneschi

Impermanenze: che cosa succede quando l’opera non c’è più?

   a cura di Cristina Baldacci

A seguito del convegno sarà pubblicato un volume dedicato ai temi affrontati e discussioni durante Arte Fiera.

 

Il 4 febbraio sarà invece dedicato ai dialoghi con Cesare Biasini Selvaggi (Exibart), Roberto Casamonti (Collezione Casamonti), Cristina Casero (Università degli Studi di Parma), Stefano Monti (Partner Monti & Taft), Silvia Simoncelli (NABA) e Federica Veratelli (Università degli Studi di Parma in occasione di "Let's Talk. Tra mostra e fiera: il mercato dell'arte in Italia".

 

Per ulteriori informazioni:

artefiera.it

 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 31 Gennaio 2018 12:11 )  

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