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L'ARTE DI DONARE - MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI FIRENZE

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L’Arte di donare

Nuove acquisizioni del Museo Archeologico Nazionale di Firenze

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Testa-ritratto di età romana, in marmo bianco, raffigurante un personaggio maschile. Per stile e tecnica può essere datata intorno alla fine del II secolo d.C., ossia alla fine dell’età antonina (180-200 d.C.). Rievoca infatti le sembianze dell’imperatore Commodo (161-192 d.C.), ma presenta nel contempo alcune peculiarità come ad esempio la resa del ciuffo eretto sulla fronte (anastolé), ispirata a raffigurazioni del condottiero macedone Alessandro Magno.

Firenze, Museo Archeologico Nazionale- dal 10 marzo 2018 al 10 marzo 2019 si potrà visitare la mostra L’Arte di donare. Nuove acquisizioni del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, a cura di Mario Iozzo e Maria Rosaria Luberto.

Il titolo dell’esposizione L’Arte di donare, intenzionalmente scritto con la A maiuscola, evoca l’antico significato di Ars donandi, breve espressione latina carica di significati e tesa a sottolineare e a riconoscere l’importanza che i proprietari riconoscono a tali opere a tal punto da desiderare che queste diventino patrimonio comune e quindi decidere di donarle ad un museo per permetterne la visibilità e la fruizione universale, dimostrando enorme sensibilità e senso civico.

La mostra, infatti, espone recenti acquisizioni pervenute grazie a donazioni, cessioni e prelazioni: un insieme di ben 126 tra amuleti, mummie, statuette e ushabti egizi (lepiccole figurine “che rispondono” al posto del defunto, chiamato ai lavori agricoli nell’Aldilà), pregevoli sculture romane in marmo, bellissimi vasi figurati di produzione greca, magnogreca, etrusca e italica, lucerne siro-palestinesi, capitelli tardomedievali, reperti in oro, bronzo, legno, faïence, vetro e piombo, oggetti di uso quotidiano, religioso e funerario, nonché un gruppo di volumi antichi, cui si aggiungono due ricostruzioni moderne di manufatti greci. Tutte opere che arricchiscono ulteriormente le collezioni d’arte che fanno del Museo Archeologico Nazionale di Firenze il più grande e più importante museo archeologico d’Italia a nord di Roma.

Una parte notevole delle opere esposte è rappresentata dalle due donazioni di Giuseppe Colombo (2016 e 2017), che si aggiungono al primo lotto già acquistato dal Museo fiorentino nel 2012, riunificando la sua collezione di arte magnogreca in un’unica sede museale.

La raccolta, giunta in eredità a Giuseppe Colombo, era stata iniziata dal bisnonno Carlo e dal nonno Giovanni Battista, nel periodo in cui, tra l’800 e il ‘900, avevano realizzato, con la loro impresa di costruzioni ferroviarie, la linea ionica fra Basilicata e Calabria e arricchitasi anche da numerosi reperti recuperati nell’area di Foggia dove il padre, Carlo, era funzionario della locale e Agricoltori. La collezione Colombo è prevalentemente costituita da materiale ceramico probabilmente proveniente da tombe e santuari proveniente in particolare dal versante ionico tra Taranto e Reggio Calabria, da contesti databili principalmente al IV sec. a. C.

Fondamentale l’apporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, che con ammirevole senso civico segnalò, anni fa, all’allora Soprintendenza Archeologia, l’esistenza, nella sua pregevole collezione d’arte, di alcune sculture antiche, prontamente cedute al Museo grazie all’intervento del Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale – Nucleo di Firenze: un bellissimo busto romano, copia del Satiro in Riposo di Prassitele, un raro e peculiare sarcofago la cui forma speciale e i cui motivi decorativi (leogrifi e candelabri) rivelano l’appartenenza a un adepto della religione orfico-pitagorica, e due capitelli corinzi tardomedievali di ambito senese.

A donazioni private e all’attività del Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale – Nucleo di Roma si deve l’acquisizione dei reperti egizi, dei volumi antichi e del cratere etrusco a figure rosse, dono di Richard C. Bronson, studente americano che negli anni immediatamente precedenti l’alluvione studiava Etruscologia a Firenze. Da uno scambio, particolarmente vantaggioso per il Museo Archeologico, con l’Akademisches Kunstmuseum, il Museo d’arte dell’Università di Bonn, è giunta la parte mancante di una rara coppa figurata, che ha permesso di integrare il vaso e la scena su di esso dipinta. Lo scambio, perfezionato dopo un lungo iter burocratico durato quasi due anni, si è concretizzato, per il Museo tedesco nell’acquisizione di un frammento dalle dimensioni di un francobollo, detenuto dall’Archeologico di Firenze, che andava a completare la grande coppa decorata sia all’interno che all’esterno con figure di guerrieri e conservata quasi interamente a Bonn.

In cambio della cessione, il Museo Archeologico Nazionale di Firenze ha ottenuto una parte ben più ampia, quattro frammenti contigui di una kylix a figure nere che completano una coppa a occhioni prodotta intorno al 520 a.C. nella colonia greca di Rhegion , l’odierna Reggio Calabria. Uno scambio particolarmente vantaggioso per il Museo fiorentino che permette di ammirare e di comprendere l’atteggiamento della Ninfa che cerca di sfuggire all’assalto di un satiro irsuto che, accucciato come a nascondersi tra i due occhioni, è pronto ad aggredire sessualmente la sensuale compagna

Tramite acquisto per diritto di prelazione esercitato dallo Stato italiano è invece entrato nelle collezioni museali il bel ritratto romano in marmo, di un personaggio di rango del II sec. d.C.

           

Completano la serie due doni speciali, un perfetto modellino di una nave pentekonteros (con 50 rematori, come quella di Teseo raffigurata sul celebre Vaso François), realizzato da Giancarlo Tanzilli, esperto modellista e studioso di marineria antica, e la ricostruzione di un aulos, il celebre strumento musicale a due canne, copia di un esemplare di età ellenistica oggi al Museo del Louvre, realizzato da Francesco Landucci, esperto nella ricostruzione di strumenti antichi e nel recupero di sonorità perdute.

La mostra, illustrata da pannelli e didascalie in italiano e inglese, è stata realizzata con fondi ministeriali, e con il prezioso contributo di un donatore privato, Olismera//Egoliowww.olismera.com l’azienda italiana dei fratelli Giuseppe e Guido Teti, specializzata nella ricerca e nella creazione di nutraceutici, cioè alimenti funzionali e cosmetici basati su estratti di piante e frutti autoctoni dell’area mediterranea della Magna Grecia. Sostegno economico quanto mai appropriato, visto il tema prevalente della mostra, che ancora una volta sottolinea la fondamentale importanza, oggi, della sinergia tra soggetti pubblici e privati, che integrano i loro sforzi e il loro impegno per la migliore riuscita delle iniziative culturali.

 

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Coppa prodotta in Daunia tra la seconda metà del VI e il V sec. a.C. Tipica elaborazione indigena, si caratterizza per la decorazione plastica antropomorfa dell’ansa che raffigura probabilmente una prefica, una piangente, con le braccia alzate (stilizzate) e che ne sottolinea la destinazione specifica all’ambito funerario.

 

ORARI
Lunedì e sabato dalle  8.30 alle 14.00
Da martedì  a venerdì dalle ore 8.30 alle 19.00,
prima e terza domenica di ogni mese dalle 8.30 alle 14.00
Ultimo ingresso: 45 minuti prima della chiusura

Ingresso compreso nel biglietto del museo 

intero: € 4,00 ridotto: € 2,00

Firenze - MAF Museo Archeologico Nazionale
Piazza Santissima Annunziata n. 9b - 50122 Firenze
Tel. 055 23575       
pm-tos.musarchnaz-fi@beniculturali.it
www.museoarcheologiconazionaledifirenze.wordpress.com

www.polomusealetoscana.beniculturali.it

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