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LIMONAIA DEL GIARDINO DI BOBOLI - A CAVALLO DEL TEMPO. L'ARTE DI CAVALCARE DALL'ANTICHITA' AL MEDIOEVO

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alt 340-330 a.C. Protome di cavallo "MEDICI RICCARDI" bronzo fuso, un tempo dorato a lamina e a foglia - Museo Archeologico di Firenze

 

Palazzo Pitti, Limonaia Giardino di Boboli - dal 26 giugno al 14 ottobre 2018 sarà visitabile la bella e originalissima mostra

"A CAVALLO DEL TEMPO. L'ARTE DI CAVALCARE DALL'ANTICHITA' AL MEDIOEVO" allestita nel suggestivo ambiente della settecentesca  Limonaia del Giardino di Boboli.

La mostra, a cura di Lorenza Camin e Fabrizio Paolucci, vuole raccontare l'antico rapporto tra l'uomo e il cavallo che solo sul finire del IV millennio a.C., cessò di essere semplicemente una preda da carne per assumere un rapporto sempre più stretto con l'essere umano.

Sono esposti una selezione di oggetti spesso trascurati a vantaggio di opere più appariscenti e che, invece, sono in grado di narrare le tante possibilità che all'interno della relazione uomo-cavallo, davano vita ad un intenso coinvolgimento quotidiano.

I reperti presenti, da morsetti, speroni, staffe, quali strumenti necessari al controllo dell'animale, sono esposti accanto ad opere scelte per illustrare in modo diretto e realistico il ruolo che il cavallo ebbe nel mando antico.

La mostra si articola in cinque sezioni, ognuna delle quali dedicata ad un preciso momento storico: la preistoria, il mondo greco e magno greco, il mondo etrusco e venetico, l'eppoca romana e il Medioevo.

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STATUA DI CAVALLO- Fine I, inizio II secolo d. C., marmo pentelico - Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture

 

 

Fra i numerosi reperti che, per la prima volta, saranno restituiti alla curiosità del pubblico figura il carro di Populonia. Questo rarissimo esempio di calesse etrusco, rinvenuto alla metà del XX secolo nella cosiddetta Fossa della Biga, è stato ricomposto a seguito del recente intervento di restauro, eseguito proprio in occasione di questa mostra. L’opera, realizzata in legno, ferro e bronzo e databile agli inizi di V secolo a.C., costituiva un veicolo ad andatura lenta destinato al trasporto di personaggi di alto rango.

Di particolare suggestione sono anche due crani equini rinvenuti durante gli scavi della necropoli occidentale di Himera e oggi conservati presso il Museo Pirro Marconi del Parco Archeologico di Himera. Nel 480 a.C., a Himera, i Siracusani sconfissero i Cartaginesi in un violento scontro che portò alla morte di centinaia di soldati e cavalieri. In prossimità del luogo della battaglia sono state rinvenute fosse comuni e tombe destinate ai corpi dei caduti, affiancate da sepolture equine. Gli esemplari esposti in mostra presentano morsi ad anello bronzei, un tipo di imboccatura nota prevalentemente in area iberica, che sembra confermare la presenza di mercenari ispanici entro le fila dell’esercito cartaginese, come testimoniato anche da Erodoto (VII, 165). Il loro rinvenimento risulta straordinario: infatti, nel V secolo a.C. sono assai rare le attestazioni di sepolture equine nel mondo greco e magno greco, ma la risonanza dell’evento fece sì che i soldati e i loro cavalli fossero oggetto di particolari onorificenze.

Vera e propria sintesi del rapporto fra uomo e cavallo può essere considerata la kylix attica a figure rosse con Atena e il cavallo di Troia, oggi conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Firenze. L’esemplare, dipinto dal Pittore di Sabouroff, attivo tra il 470-460 e il 440-430 a.C., presenta sul tondo interno la raffigurazione della dea Atena seduta su trono, intenta ad accarezzare un cavallo di grandiose dimensioni. L’animale è ornato di tainiai niketeriai, le bende in lana rossa simbolo di vittoria. La maggioranza degli studiosi si trova pertanto concorde nell’identificarvi Atena insieme al Cavallo di Troia, emblema dello stratagemma da lei stessa architettato, che portò alla conclusione della guerra con la vittoria achea.

A questi reperti se ne aggiungono molti altri che affronteranno i più diversi aspetti del rapporto fra uomo e cavallo. Nel lavoro quotidiano (esemplificato in mostra da un rarissimo giogo ligneo dai relitti delle navi di Pisa) come nel gioco, nella guerra come nelle celebrazioni religiose i destrieri furono sempre una presenza costante al fianco dell’uomo. Ultimo fra gli animali addomesticati, il cavallo seppe infatti strappare un ruolo di primo piano nell’arte, nella società e nella letteratura del mondo antico grazie alla sua innata bellezza e nobiltà che, inevitabilmente, finivano con l’irradiarsi anche al suo cavaliere.

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SAN GIORGIO A CAVALLO - XII - XIV secolo, incisione a rilievo in steatite verde grigio - Firenze, Museo Nazionale del Bargello

La multivisione “A cavallo del tempo”, ideata e diretta da Gianmarco D’Agostino, completa il percorso espositivo con proiezioni di circa 300 metri quadri. La corrispondenza visiva tra opere in mostra e immagini dal vero, insieme a una colonna sonora immersiva, arricchisce il viaggio alla scoperta dell’amicizia attraverso i secoli tra uomo e cavallo.

A corredo della mostra sono state attivate numerose iniziative destinate alla divulgazione dei principali temi legati al cavallo nel mondo antico. Le proposte sono legate ai centri estivi comunali che, sin dai prossimi giorni, frequenteranno quotidianamente il Giardino di Boboli. Oltre alle consuete visite guidate, tenute da personale appositamente formato di Opera Laboratori e pensate principalmente per un pubblico di giovani e giovanissimi, è stato organizzato uno scavo archeologico simulato. In uno spazio appositamente riservato, i bambini potranno provare l’emozione di portare in luce la riproduzione di un reperto esposto in mostra integro o frammentato. Ai giovani archeologi il piacere della scoperta e la sfida di ricostruire integralmente una coppa attica oppure piccole sculture in terracotta. Inoltre sarà organizzato in collaborazione con l’Associazione Cavallo Ambiente di Firenze un laboratorio di avvicinamento al cavallo che prevederà la presenza di un animale in carne e ossa in prossimità della sede espositiva. Operatori specializzati seguiranno i gruppi dei bambini, aiutandoli a strigliare, accarezzare e a conoscere questo splendido amico. Questa serie di attività verrà coniugandosi con le consuete iniziative organizzate nel Giardino di Boboli dal Dipartimento Scuola e Giovani, in particolare con la “panchina delle favole”, l’ormai collaudata formula che, quest’anno, avrà come fil rouge soggetti tratti dalla letteratura greca e romana.

Numerose anche le attività volte a garantire l’accessibilità della mostra a sordi e ciechi, in stretta collaborazione con il dipartimento di Mediazione culturale e Accessibilità. In particolare, saranno organizzate visite in LIS, affidate all’Ente Nazionale Sordi di Firenze, e percorsi tattili definiti con il concorso dell’e Italiana Ciechi e Ipovedenti di Firenze.

ORARIO

lunedì-domenica

10-19 (giugno, luglio, agosto)

10-18 (settembre, ottobre)

chiuso primo e ultimo lunedì del mese

PREZZO DEL BIGLIETTO

intero 10€ ridotto 5€ per cittadini UE trai i 18 e 25 anni

GRATUITO minori di 18 anni di qualsiasi nazionalità, portatori di handicap e dun accompagnatore, giornalisti, docenti e studenti di Architettura, Conservazione Beni Culturali, Scienze della Formazione, Diploma di laurea in lettere e filosofia con indirizzo archeologico e storico-artistico, insegnanti

Firenze Musei 055290383 www.uffizi.it firenzemusei@operalaboratori.com

 

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