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mense scolastiche scontro infinito

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A Firenze da qualche tempo è divenuto uno degli argomenti predominanti, il cibo somministrato ai bimbi dal servizio mensa della scuola. Una mattina, addirittura, tre delle radio più ascoltate della città trattavano il medesimo argomento nello stesso momento. Il Comune che gestisce il servizio ha predisposto un menù, ma pare che il menù non sia di gradimento dei bimbi e ciò inevitabilmente scatena il malumore prima, e le ire poi, dei genitori. Ne nasce inevitabilmente una disputa, dove il comune sostiene che il menù è equilibrato e che soddisfa totalmente le necessità di giusto apporto dei valori nutritivi necessari alla crescita dei fanciulli. Le famiglie dal canto loro lamentano che il gusto dei cibi non è di gradimento dei figli, e che un buon settanta per cento dei pasti forniti finisce nella spazzatura. Pronta la replica del Comune che con giri più o meno larghi di parole sostiene che sono bimbi viziati. Tanto che ad una delle suddette trasmissioni radiofoniche una rappresentante del Comune ha candidamente affermato, se il bambino non mangia oggi, mangerà domani o dopodomani, basta non dargli al ritorno a casa sostanziose merende! Una mamma risponde prontamente che non deve essere nessuno a dargli istruzioni su come educare il proprio figlio.
Insomma appare un muro contro muro. Il Comune per quanto formalmente si dichiari disponibile ad andare incontro alle esigenze delle famiglie di fatto, dicono le famiglie, non ha apportato sostanziali cambiamenti ai menù, o comunque quelle poche cose cambiate non hanno prodotto miglioramenti apprezzabili. Il Comune attraverso i vari soggetti coinvolti a più livelli, ha dato origine a commissioni e controlli, che sono andati ad analizzare le modalità di preparazione, le condizioni dei pasti al punto di cottura, che in qualche caso è dentro la scuola, in altri invece è una delle tante società di catering. Non è ancora ben spiegato che risultati queste attività abbiano prodotto ma la cosa certa che è che i bimbi non gradiscono i pasti somministrati e di conseguenza i genitori sono sempre più sul piede di guerra! Non parlano i produttori di questi pasti, che per poco più di tre euro devono acquistare le materie prime, preparare i pasti e trasportarli fino al plesso scolastico. Ora se si pensa che un discreto ristorante, per quanto economico, costa difficilmente meno di venti euro a persona, e non devono consegnare nulla, appare chiaro che ci sia una certa distanza, seppur con tutte le varianti del caso.
Infine, pare che non vi sia neppure la possibilità per i genitori di fornire i propri figli con un pasto preparato a casa da poter consumare a scuola, per i poveri bimbi non resta che adeguare le papille gustative, e apprezzare quello che le mense gli propineranno, fino alla prossima mossa degli agguerritissimi comitati di genitori.
La polemica è apertissima senza esclusioni di argomentazioni, da quelle di qualche rappresentante delle istituzioni che accusa i genitori di strumentalizzare i bambini per le loro lotte ideologiche, a quelle delle famiglie che accusano l'istituzione di non voler far passi indietro e affrontare questo argomento di così alta sensibilità con la tipica arroganza istituzionale.

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