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Processo Batacchi - Anarchici a Firenze nell'ottocento - Centro Studi DEA

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Il Centro Studi DEA onlus ha finito il lavoro di Ricerca sulla pubbliczione "Processo Batacchi". Atti a cura di G. Nerbini, Editore -1900. 10 centesimi - Note e commenti di Eugenio Ciacchi. Hanno collaborato: Gianni Brozzi, Piero Fantechi, Silvana Grippi. Il  lavoro è stato interamente fotografato - Fabio Fontanelli (Centro AZ  - fotocopia e rilegatura). Disponibile copia presso il nostro archivio.

 

Abbiamo riprodotto un interessante caso di fine ottocento dove l'imputato Cesare Batacchi dopo ventun'anni di galera viene riconosciuto innocente. Un libro importante che ricostruisce le dinamiche di un processo attraverso gli atti con note e commenti dell'epoca che ci portano a scoprire come si costruisce una colpevolezza per distruggere un movimento anarchico che stava prendendo vigore. Dopo oltre cento anni abbiamo testimonianza che farà discutere. Accovi alcuni cenni di questa storia.

Cesare Batacchi nasce il 1849, da giovane inizia a lavorare come falegname, in seguito diventa macchinista teatrale fino al suo arresto. Da ragazzo inizia a simpatizzare con alcuni movimenti anarchici, conosce anche A. Natta, C. Ceretti, G. Scarlatti (presenti nel libro), collegati con gli Internazionalisti e Bakunin (allora residente a Locarno). Nel 1873, Firenze diventa la sede della Commissione di corrispondenza della Federazione italiana anarchica e il centro dell'organizzazione internazionalista in Italia. Tale  movimento, molto attivo e Firenze, diventa così una delle città dove l'anarchia ha più sostenitori.

Cesare, giovane impulsivo, partecipa alle manifestazioni di protesta e, viene accusato due volte per resistenza a pubblici ufficiali. Successivamente, nel 1875,  viene nuovamente coinvolto in un grande processo a Firenze contro anarchici e repubblicani, accusati di pratiche rivoluzionarie. Quindi, la polizia organizza per conto del Governo una dura risposta, anche perché volevano dare un freno dopo la fallita insurrezione anarchica avvenuta ad Imola. Quindi "reprimere" diventa il principale imperativo utile a stroncare i primi rivoli rivoluzionari del 1874 nelle città di Firenze, Roma e nelle regioni delle Marche e della Puglia.Il processo assume un aspetto di punizione, con la chiara finalità di stoppare tale movimento che sta assumendo una importanza nazionale.

Durante il processo il Batacchi si dichiarò estraneo ai fatti e proclamò di non aver mai fatto parte dell'Internazionale e fu assolto per mancanza di prove, nonostante ciò pochi anni dopo egli si trovò ad essere nuovamente il principale protagonista di uno dei più clamorosi processi contro l'Internazionale. Divenne il capro espiatorio, non si sa se incidentalmente o premeditatamente, di una operazione poliziesca contro l'organizzazione anarchica che, da allora, iniziò il suo declino. Gli internazionalisti, già logorati dal dissidio interno tra gli estremisti "anarchici" e i cosiddetti "evoluzionisti", avevano appena cominciato a riprendersi dal colpo subito nel 1874 e a riorganizzarsi (forse fidando anche in una maggiore tolleranza da parte della Sinistra, che nel 1876 era succeduta nel governo alla Destra), quando ricevettero un nuovo, decisivo attacco proprio dal Depretis.

Dopo l'insurrezione della banda del Matese nel 1877, l'occasione per porre sotto accusa l'organizzazione davanti all'opinione pubblica nazionale, fu offerta al governo dallo scoppio di una bomba avvenuto a Firenze il 18 novembre 1878 in via Nazionale durante una manifestazione organizzata per dimostrare la solidarietà dei fiorentini con il re, scampato, il giorno prima, all'attentato di G. Passanante. Nell'incidente muoiono quattro persone, e gli anarchici vengono indicati come colpevoli. Il Batacchi è il principale indiziato, malgrado fosse stato rilasciato dalla polizia, che lo aveva trattenuto in carcere per motivi preventivi, due ore prima dello scoppio della bomba, e fornito, anche per quelle due ore, un validissimo alibi.

Secondo il Romano, sia l'incidente che il processo hanno tutta l'aria di essere stati una "provocazione poliziesca". Infatti i testi di accusa contro il Batacchi e altri sei anarchici, che vennero in seguito condannati a pene gravissime, erano: confidenti della polizia (un ladro, il Buci) o persone, come F. Alessi e N. Menocci, che, sotto le pressioni e le minacce, deposero il falso.

Il processo, inizia il 31 marzo 1879 e termina con la condanna all'ergastolo del Batacchi.

Nel 1881, quando F. Alessi, fuggito ad Alessandria d'Egitto e N. Menocci a Nizza, finalmente la verità venne a galla. Dichiararono, di loro spontanea volontà, davanti a pubblici ufficiali, di aver inventato le loro accuse per istigazione della polizia e sostennero l'innocenza dei condannati. In seguito a queste rivelazioni clamorose, gli internazionalisti iniziarono una agitazione per la revisione del processo, e nel 1882 Francesco Pezzi pubblicò un opuscolo sul Batacchi con le dichiarazioni dell'Alessi e del Menocci.

"La Lanterna”,  giornaletto anarchico promosse una campagna di stampa a suo favore, ma, dopo la fine dell'Internzionale a Firenze, il caso Batacchi viene dimenticato, finché nel 1899, per iniziativa del giornale socialista fiorentino "La difesa", nasce un comitato pro Batacchi a cui partecipano rappresentanti di tutti i partiti (segretario l'avv. A. Angiolini).

Durante le elezioni del 1900 i socialisti presentano il Batacchi, ultimo dei condannati del 1879 rimasto a scontare la pena nel Mastio di Volterra, come candidato nel collegio di Pietrasanta: egli venne eletto e il suo caso fu discusso in parlamento il 10 marzo 1900Viene graziato e il re come rimborso alla famiglia dona un bar in Borgo Allegri angolo via dell'Agnolo (la famiglia Batacchi - in particolare la sorella - lo ha gestito fino al 1980). Dopo la reazione agli echi suscitati dalla sua elezione (invalidata) egli decide di far perdere le sue tracce e non si avrano più notizie sulla sua vita.

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Autore: Sconosciuto                                    Anno  1900

E me ne stavo mesto a lavorare, rinchiuso là ni' maschio di Volterra e un secondin mi viene a salutare e nella sua la mia destra mi ~erra. E mi disse: " Allegro, grazia la fanno a te, tutti i giornali parlano, combattono per te ".
" La grazia l'accetterò se me la danno, coi miei diritti di buon cittadino: io son rinchiuso qui da ventun anno, non vo' mori' co i' marchio d'assassino.Se gli innocenti li voglion qui serrar, e i nostri patimenti chi li compenserà?

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A breve pubblicheremo  la canzone sul Batacchi

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Edizione G. Nerbini, Editore -1900. 10 centesimi  - Bibliografia e Notizie tratte da:

Gente del quartiere di S. Croce a Firenze 

Enciclopedia Treccani e Archivio Storico della Resistenza Firenze. Per il processo del '75, si veda A. Bottero, Dibattimenti nel processo di cospirazione e internazionalismo davanti alle Assise di Firenze, Roma 1875; per il processo del 1879, si veda E. Ciacchi, Il processo Batacchi, Firenze 1900. 

A. Angiolini - E. Ciacchi, Socialismo e socialisti in Italia. Storia completa del movimento socialista in Italia dal 1850 al 1915, Firenze 1919, pp. 111, 143, 148;
E. Conti, Le origini del socialismo a Firenze (1860-1880), Roma 1950, pp. 186, 207, 215 s.;
L. Bulferetti, Le ideologie socialistiche in Italia nell'età del positivismo evoluzionistico (1870-1892), Firenze 1951, p. 281;
G. Trevisani, Piccola enciclopedia del socialismo e del comunismo, Milano 1951, p. 56;
A. Romano, Storia del movimento socialista in Italia, III, Roma 1954, pp. 176, 177, 324, 327, 328 s., 330 s., 333;
Ente per la storia del socialismo e del movimento operaio italiano. Bibl. del socialismo e del movimento operaio italiano, I, Periodici, Roma-Torino 1956, I, pp. 390, 648; II, p. 737;
A. Gradilone, Storia del sindacalismo, III, Italia, I, Milano 1959, p. 225;
G. Trevisani, Lineamenti di una storia del movimento operaio italiano, Milano 1960, p. 121.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Marzo 2018 10:36 )  

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