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"Il Mediterraneo si confronta", ovvero intelligere la Storia

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 "Il Mediterraneo si confronta" a cura di Silvana Grippi,

organizzato per gli studenti dell'Università di Firenze durante lo stage presso il Centro Studi D.E.A.

 

Il forum "Il Mediterraneo si confronta" è un progetto che ricalca la passione di di Silvana Grippi per le culture europee e che, colpite da carestie e guerre, migrano verso il sogno europeo. Il fine è creare un ambiente di dibattito in cui gli studenti universitari che hanno partecipato allo stage presso il Centro Studi D.E.A. Si sentano immersi nel capitolo di una storia che si ripete sempre uguale, una storia che descrive inaccettabili orbite di sofferenza in mare, in quel mare, in quella profondità che sembra risucchiare I corpi senza conceder loro risonanza e riscatto.

Creare spazi di confronto, di dibattito, al di là dei luoghi comuni, dei pregiudizi e degli stereotipi. Quello che definiamo per antonomasia subisce irrimediabili riduzioni, ne risulta compromessa la complessità di quel soggetto, che sia individuale o collettivo come un Paese. Il forum curato da Silvana Grippi orbita intorno al Mediterrao, bacino di splendore economico, dogana che ha richiesto fin dall'apparizione delle prime civiltà un po' più strutturate guerre, vendette, sotterfugi, per assicurarsi il controllo di questo crocevia di genti, di culture, di denaro. Una ricchezza che oggi resta baritona sul fondo del mare, annebbiata da bandiere che svolazzano verde e inneggiano al campanilismo, al federalismo, al rifiuto di clandestini (si dimentica sempre che spesso l'onda umana da accogliere si definisce meglio con “rifugiati politici”). L'Italia dalle bandiere verdi, quella che dimentica I flussi migratori nazionali, è come la Germania che eisge austerità e pareggi di bilancio, la grande Germania che dimentica il suo passato in rosso con l'Europa, al di là del suo coinvolgimento nella guerra mondiale. Insomma, sembra siamo finiti tutti in un enorme laboratio in cui un dottor Frankestain ci risucchia la memoria, impedendoci di usare quella preziosa facoltà dell'uomo che collega le esperienze, passate, presenti e future. Un intelletto che si fa automa, deficiente, e si lascia definire da criteri che non riconosce. Un intelletto, umano, che non può far a meno della sua umanità, della condivisione di questa natura umana con altri. E in questa eteronomia demagogica ci perdiamo tutti, perchè sembra che l'unica aspirazione legittima sia un pianeta ordinato, di quella felicità di facciata che non passa attraverso il negativo, l'altro. Un pianeta che non si evolve nel riconoscimento dell'altro, che nell'era della globalizzazione è fondamentale.

Per quanto voi vi crediate assolti, siete lo stesso coinvolti”, canta nella sua Canzone di Maggio Fabrizio De Andrè: chi vota la sicurezza e la disciplina, perde di vista un fattore fondamentale, che ha a che fare con la chimica (attenzione, cose serie! Non le chiacchiere dei letterati!).

La vita si definisce nell'incrocio, nel mescolare elementi diversi, nell'incompatibilità che si supera, negli atomi che si accoppiano, quegli atomi che si attraggono perchè sono opposti. La similarità si respinge. È una legge dei laboratori di chimica. Eppure noi ci stiamo trincerando sempre più nei nostri massimi sistemi di cartongesso, e questo è un inconfutabile sintomo di insicurezza, di crisi. Quando l'Impero romano decide di innalzare le mura e di perimetrare I suoi confini siamo al capolino del suo prestigio. Se pretendiamo di esportare modelli politici e multinazionali, poi perchè le risorse umane che -per vicissitudini e pericolosi meccanismi di potere- si trovano sulla rotta delle nostre case vengono respinti, vengono lasciati in mare a marcire non sogni di gloria, ma di sopravvivenza? Insomma, è necessario intelligere, collegare I pezzi di questo enorme mosaico. Provarci, almeno.

L'incontro fa il punto sulle potenzialità e I rischi che si addensano sulla superficie del Mediterraneo, attraverso i flussi migratori verso l'Europa. Le rivolte e le guerre dell'Africa del Centro e del Nord hanno portato gente disperata alla ricerca di nuove prospettive di vita, gente a cui dobbiamo dare accoglienza e risposte di orientamento sociale. Per prepararsi alla comprensione della nuova situazione in atto (o meglio, del necessario, nuovo grado di consapevolezza richiesto dalla situazione!) è stato messo a punto un team che hanno preso in considerazione paesi europei sull'orlo della crisi (Italia, Spagna, Grecia), il Maghreb (Marocco, Tunisia, Algeria), Grand Maghreb (Libia, Sahara Occidentale e Mauritania), il Mashrek (Siria, Libano), Israele, Territori Palestinesi, Giordania, Kuwait, il Medio Oriente (Mashrek + Egitto, Bahrain, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Oman, Yemen, Sudan), Albania (scorcio sull'ex Yugoslavia) e Turchia.

Il forum è stato strutturato con mezzi fotografici e fasi di elaborazione testi, a cura questi ultimi degli stessi studenti, che con supporto anche video hanno messo in luce avvenimenti estrapolati dal fiume di notizie indistinte dei media.

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 30 Settembre 2015 14:25 )  

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