DEApress

Tuesday
Dec 12th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Il Sahara Occidentale esiste!

E-mail Stampa PDF

Cartina geografica - Limes

Il Sahara Occidentale - ex Sahara spagnolo - è una delle ultime colonie nel continente africano.
Dopo molti viaggi e interviste sento il bisogno di raccontare la storia dell'ex sahara occidentale che dal 1975 vive in attesa del referendum per l'autodeterminazione decretata dalle diplomazie europee dopo la Conferenza di Berlino del 1884/85 che tracciarono i confini in modo convenzionale, secondo le traiettorie dei meridiani e dei paralleli. E' una regione geografica molto particolare, ha un'estensione allungata di 266.000 Kmq e da un lato si affaccia all'Oceano Atlantico; ha molte ricchezze naturali ancora da sfruttare nel sottosuolo, molto ricco di  risorse acquifere e minerarie, tra cui fosfati, petrolio e altre risorse ancora in fase di ricerca e sperimentazione (pale eoliche per l'energia elettrica). 

Nel 1975 l'area denominata ex Sahara occidentale viene annessa unilateralmente dal Marocco (Seguiet el Hamra) a Nord e Mauritania (Rio de Oro) a Sud. Il Fronte Polisario, con una guerra lampo sconfigge l'esercito mauritano, che si ritira lasciando libero il territorio del Rio de Oro. Prontamente il Marocco organizza una marcia di circa 350mila individui (tutta povera gente, con problemi di salute, usciti da galera o senza lavoro - raccontati in diretta) che, convinti ad andare per aiutare i fratelli musulmani, con corano e piccole bandierine verdi - a simboleggiare l'islam - oltrepassano il confine con la speranza di avere un miglior futuro. La marcia verrà chiamata MARCIA VERDE.

La popolazione oggi vive una situazione precaria in quanto, pur mantendo l'unità, vive sia nel territorio condiviso con i coloni che tra campi profughi; originariamente la regione era abitata da gente stanziale e che conduceva una vita di transumanza. Vaste aree percorse da nomadi: la nostra conoscenza storico-geografica risale alle origini Maquil provienti dall'oriente arabo del XIII secolo in poi, fino all'assimilazione con i berberi locali con Cabile distinte a seconda dei percorsi dettati sia da scelte cultrali, religiose e soprattutto da riserve d'acqua utili alla pastorizia. 

Alcuni rilevamenti storici si hanno nel 1433-34 quando il portoghese Eanes riuscì ad attraccare sulla costa impervia e a collocarvi un Emporio. Fino a quando nel 1884 la Spagna dichiarò la regione del Rio de Oro sotto il suo protettorato la cui sovranità venne successivamente approvata dalla conferenza di Berlino (1885). 
Nel '900 iniziò l'avanzata del colonialismo francese in Algeria, Mauritania e Marocco; così la Spagna iniziò ad interessarsi a tale territorio (convenzioni 1900 e 1904 di Madrid). Divenne definitivamente possedimento spagnolo nel 1934; la terra dei saharawi venne chiamata Sahara Occidentale.
Il governo spagnolo attribuì alla popolazione una amministrazione controllata ma autonoma, uno stato civile con documenti d'identità obbligatori e un visto per la transumanza, per attraversare i territori confinanti. Questo determinò la "personalità giuridica saharawi": consolidamento e identificazione della popolazione autoctona. Tali azioni convalidarono la presa di coscienza dell'identità sociale e nazionale.
La prima città, Smara, nasce, grazie a Cheick Ma El Ainin, con lo scopo di unire le scuole coraniche. In questa cittadina si formano i primi nuclei religiosi e politici che daranno il via ai primi moti in seguito repressi militarmente dalla Spagna. 

La scoperta dei giacimenti di fosfati a Bou Craa dette una forte spinta allo sfruttamento e intensificò la diatriba tra la Spagna e la Francia; dopo la seconda guerra mondiale varie erano le aspettative di indipendenza (Libia 1951, Tunisia 1954, Marocco 1958, Algeria e Mauritania 1960). Nel 1960 l'ONU (Assemblea Generale) riconosce il diritto dei popoli all'autodeterminazione e nel 1963 anche il Sahara spagnolo viene incluso nella lista dei territori a cui tale principio deve essere applicato.

Il primo "movimento di resistenza civile al colonialismo" fu costituito dal giornalista Mohamed Bassiri (trasformatosi in seguito in MLS). Un passo avanti si ebbe con la risoluzione ONU n. 2/229 (sollecitata dalla Spagna). Bassiri, viene ucciso nel 1970 durante una repressione (centinaia tra morti e feriti). Ci vorranno altre risoluzioni prima di arrivare alla n. 2/293 del 1972, che per la prima volta ribadisce il diritto inalienabile dell'indipendenza saharawi. Nel maggio del 1973 si forma il primo nucleo di nazionalisti saharawi che costituiscono il Fronte di Liberazione di Saguiat al Hamra e Rio de Oro.
ll Fronte Polisario, ancora oggi, rappresenta il popolo saharawi, e il 27 febbraio 1976 viene poclamata l’indipendenza e la costituzione della Repubblica Araba Sharawi Democratica nei campi profughi in Algeria e nei territori liberati. Il territorio conteso è bagnato dall'Oceano Atlantico: l'indipendenza attualmente è riconosciuta da 76 Stati (africani, sudamericani, Unione Africana ma non dall’Onu, che lo ha incluso nella sua lista di territori non autonomi e altri).
La guerra è temporaneamente ferma, con il "cessate il fuoco" del 1991, grazie alla promessa del Marocco di organizzare il referendum sull’autodeterminazione, che però non ha mai avuto luogo.
La questione cruciale è chi ha diritto di voto tra i tanti coloni marocchini giunti in questa terra e la popolazione saharawi, di cui esiste un solo censimento ufficiale fatto dagli spagnoli del 1974.
Migliaia di saharawi vivono in tendopoli nella parte più povera della regione o nei campi profughi dei Paesi vicini, soprattutto l’Algeria. Nel gennaio scorso il Marocco è rientrata nell’Unione Africana e c’è chi spera che questo possa rappresentare un’apertura verso il Fronte Polisario, ma il viceministro degli Esteri marocchino ha detto recentemente che Rabat non riconoscerà mai l’indipendenza del Sahara Occidentale.
Oltre quarant’anni dall’inizio della contesa, né l’ONU né la diplomazia bilaterale sono riusciti a risolvere la questione. Al contrario, il voto al Consiglio di Sicurezza è stato preceduto da un’escalation di tensione, fortunatamente limitata a soli gesti dimostrativi, che ha coinvolto addirittura il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. Il Segretario dell’ONU, in occasione della sua visita nei campi profughi Sahrawi situati nel deserto algerino vicino a Tindouf, dopo aver definito la situazione del Sahara Occidentale una vera e propria “occupazione”, smentisce la suddetta dichiarazione perché queste parole avevano provocato le proteste del governo marocchino, concretizzatesi con l’espulsione di 75 funzionari civili della MINURSO dal Paese. L’ambasciatore del Marocco all’ONU Omar Hilale, ha sottolineato che il Regno di Mohammed VI ha mal digerito la visita di Ban Ki-moon a Bir Lahlou nei territori contestati, dove è stato accolto sotto la tenda del rappresentante del Fronte Polisario alle Nazioni Unite, Ahmed Boukhari. 

Mahmoud Abdelaziz, aveva minacciato il ricorso alla “battaglia armata”, peraltro legittimata dalle Nazioni Unite nel caso di popoli assoggettati a regime coloniale. A questa missiva sono seguiti annunci per mezzo stampa da parte di altri esponenti del Polisario, tra i quali anche esponenti militari, che si sono detti pronti “a prendere le armi” contro Mohamed VI. Probabilmente le provocazioni sono state in qualche modo necessarie a dare un impulso al rinnovo del mandato MINURSO, nella speranza che il CDS potesse sanzionare il regno alawita per le violazioni sui diritti umani.
La risoluzione prevede una stretta sul controllo dei diritti umani nei territori contesi e controllati dal Marocco, ma senza penalità in caso di violazione. Secondo la stampa marocchina, si tratterebbe di una vera e propria “vittoria ad interim” per il regno, visto che nella risoluzione non è menzionata una soluzione obbligatoriamente orientata al referendum. Questo apre per il Marocco un ampio spazio di manovra per negoziare una soluzione alternativa alla concessione dell’indipendenza del Sahara Occidentale, avanzata nel 2007 con la risoluzione n. 1754, la proposta del regno alawita è quella di concedere un’ampia autonomia al popolo Sahrawi entro la propria autorità politica, il margine temporale di un anno lasciato dalla risoluzione 2285 servirà al Paese per lavorare proprio in questo senso. Senza dimenticare che coincide con il cambio di leadership prevista negli Stati Uniti, e all’ONU.
Il rafforzamento dell’ipotesi autonomista implicherebbe un ulteriore acuirsi della situazione militare, viste le premesse poste dai membri del Polisario: in pratica ciò si tradurrebbe in un ritorno alla lotta armata.
La lotta intestina per la successione, pericolosa soprattutto per il Polisario, che vedeva come favorito Mohamed Lamine Bouhali, rappresentate dell’ala dura del movimento, ed ha una battuta d'arresto con il nuovo presidente.
Un ultimo aspetto sul quale è necessario soffermarsi, è quello relativo al “contagio” jihadista che, come accaduto anche per i movimenti autonomisti di altri Paesi africani (vedi Mali), si insinua nel malcontento diffuso tra le minoranze in cerca di riscatto.Il pericolo aleggia così sulla regione sahel-sahariana, Già un ex membro di spicco del Polisario, Abu Walid Al-Sahrawi, ha sposato la causa jihadista, autoproclamandosi “emiro dello Stato Islamico nel Grande Sahara” in un messaggio audio che sarebbe pervenuto all’emittente televisiva Al Jazeera e nel quale egli avrebbe anche minacciato attentati nella zona e contro MINURSO. Nato e cresciuto in uno dei campi di Tindouf, egli potrebbe rappresentare una speranza più concreta di raggiungere l’indipendenza per i giovani Sahrawi che vivono in condizioni molto precarie, pertanto il pericolo di radicalizzazione è tutt’altro che remoto. Qualora il contesto dovesse continuare ad evolversi in questo senso, un’escalation è tutt’altro che un ipotesi remota. La contesa finora ha subito le influenze di Marocco e Algeria, che spesso hanno strumentalizzato la questione per affermare il proprio dominio su tutta la fascia dell’Ovest nordafricano. Tuttavia, il vuoto di potere che si sta creando in Algeria – ed il suo conseguente indebolimento – più che lasciare un vantaggio al Marocco potrebbe, in realtà, causare un aggravamento della situazione, capace di rendere la situazione dell’intera area molto più fragile.

A Dakhla, nei campi di rifugiati saharawi in Algeria, Brahim Gali Uld Sidi Mustafa è stato proclamato nuovo Segretario generale del Fronte Polisario Il nuovo Segretario generale, che acquisisce automaticamente la carica di presidente della Repubblica Araba Saharawi Democratica (Rasd), è stato eletto con il 93% dei voti favorevoli, dei quasi 2.500 delegati saharawi presenti al Congresso. Questo risultato, frutto di un libero dibattito, evidenziato una straordinaria responsabilità politica dei saharawi che sono riusciti a far convogliare le differenti visioni politiche su un unico candidato forte, simbolico, espressione dell’unità nazionale, deludendo così (si fa per dire) le aspettative della controparte marocchina, che con la morte di Mohamed Abdelaziz aveva previsto la spaccatura e la conseguente fine del movimento di liberazione saharawi .

Brahim Gali, classe 1949, è stato co-fondatore del Fronte Polisario di cui fu il primo Segretario generale (1973-1974), dal 1976 al 1989 è stato membro del comitato esecutivo dello stesso movimento di liberazione, Dal 1999 al 2008 è stato rappresentante del Fronte Polisario in Spagna, quando è stato chiamato come ambasciatore della Rasd in Algeria, dove è rimasto fino al 2015. Dopo il 13° Congresso, tenutosi nel dicembre dello scorso anno, ha assunto l’incarico di responsabile politico del Fronte Polisario. Pare che Mohamed Abdelaziz avesse più volte parlato di lui sottolineandone la militanza, la responsabilità e l’esperienza, di fatto individuandolo come suo successore.

Molti osservatori sono concordi nel ritenere che il nuovo Presidente sia tra i sostenitori della soluzione militare del conflitto, la cosiddetta linea “dura” del Fronte Polisario, ma è certamente tra coloro i quali sono consapevoli delle tragiche conseguenze di un’eventuale ripresa delle ostilità. Brahim Gali oltre a essere un militare è un abile negoziatore. Il cattedratico spagnolo Carlos Ruiz Miguel, ha ricordato il suo impegno come diplomatico in Spagna e in Algeria, sottolineando il fatto che Brahim Gali era membro della delegazione del Fronte Polisario che ha incontrato nel 1989 Hassan II e dato inizio ai negoziati che hanno portato alla firma del piano di pace tra Marocco e Fronte Polisario, sotto l’egida della Nazioni Unite.

Ultime notizie rilevate da Leonardo Marinelli e Valentina Locci:

http://it.euronews.com/tag/sahara-occidentale

http://deapress.com/internazionale/20926-alla-ricerca-dellindipendenzasahara-occidentale.html

Il Fronte Polisario, ha dato il suo "accordo di principio" alla nomina dell'ex presidente tedesco Horst Kohler alla carica di inviato speciale del segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara occidentale, in sostituzione dello statunitense Christopher Ross.

it.wesatimes.com/archives/1813

Gianluca Diana - crollo degli aiuti saharawi, i saharawi non hanno più cibo.

"Drastico calo degli aiuti internazionali ai campi profughi in territorio algerino. E gli effetti sono impietosi: il 40% dei bambini fino a 5 anni mostra un ritardo della crescita, il 60% delle donne in gravidanza soffre di anemia."

it.wesatimes.com/archives/1818

COPPPAL ribadisce il suo sostegno alla lotta del popolo saharawi.

"I partiti politici nell'America Latina e dei Caraibi e il COPPPAL, riuniti alla XXXV sessione plenaria ordinaria in Honduras, dopo l'intervento del rappresentante del Fronte POLISARIO, l'ambasciatore Suliman Tied Henan, che ha informato i presenti dell'atuale situazione nella lotta pacifica del popolo Saharawi."

www.jeuneafrique.com

Sumit UA-UE ad Abidjan 29-30 Novembre 2017

 

 

Share

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 27 Novembre 2017 12:02 )  

Concorsi & Festival

Ultime Nove

Leonardo Marinelli . 12 Dicembre 2017
Ha raggiunto l'80% di adesione lo sciopero nazionale dei medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale, indetto per oggi. Sono circa 134.000 i professionisti che hanno deciso di astenersi dal recarsi presso i propri posti di lavoro e le prime p...
L'AltopArlAnte . 12 Dicembre 2017
  Pubblicato dall’etichetta Rusty Records, il caleidoscopico pezzo che unisce pop, folk e accenni di musica classica, anticipa il progetto #robadamati La canzone "Passo Dopo Passo" di Giuseppe D'Amati, è in gran parte autobiografica. E' dedicata...
L'AltopArlAnte . 12 Dicembre 2017
Ritorna il Premio Bindi Winter, l’edizione speciale invernale del Festival della canzone d’autore. Il Premio Bindi si tiene tutti gli anni in luglio davanti al mare di Santa Margherita Ligure ed è uno dei festival più importanti della canzone d...
DEApress . 12 Dicembre 2017
Era il 12 dicembre del 1969: una bomba di Stato chiudeva in modo tragico la decade che aveva visto saldarsi in Italia la rivolta studentesca con quella operaia, segnando pesantemente quella successiva, conclusa con altra bomba, ancor più micidiale, a...
Fabrizio Cucchi . 11 Dicembre 2017
In una visita a sorpresa alla base russa in Siria di Hmeymim, Putin questa mattina ha annunciato un parziale ritiro delle truppe russe dalla regione (1). Questo annuncio è stato accompagnato da "roboanti cifre" sui successi russi nella zona. "Sono st...
DEApress . 11 Dicembre 2017
Riceviamo e pubblichiamo:"Giovedì 14.12.17, ore 18h.30, presso il Centro Java per il ciclo di incontri "Approfondimenti Stupefacenti": Guerra e DrogaIncontro con Alessandro De Pascale - giornalistaMaggiori informazioni su www.infojava.itDagli oppiace...
L'AltopArlAnte . 11 Dicembre 2017
  Il gruppo della versatile musicista traccia in questo disco un percorso musicale d’impronta folk-rock volto a rappresentare la figura femminile in ogni possibile sfumatura. Lionheart è la rappresentazione di una donna, è “La Donna” ed è tante...
L'AltopArlAnte . 11 Dicembre 2017
  Dopo una carriera già ricca di riconoscimenti (finalista al Premio Tenco, attore e autore teatrale e cinematografico, compositore di successi musicali e sigle radiofoniche), l’eclettico artista, già frontman de Il Parto delle Nuvole Pesanti, propo...
L'AltopArlAnte . 11 Dicembre 2017
  Prodotto con la collaborazione di Jamie Sellers (Alesha Dixon, Pixie Lott) presso il Run Wild Music di Londra, il brano incontra atmosfere che spaziano fra pop e dark portando a galla il tema della libertà come superamento delle catene espressive ...

Galleria DEA su YouTube

Social Share Buttons