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UNESCO e Trump: un ossimoro.

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Gli USA escono  dall’UNESCO a seguito dell’ingresso della Palestina per “pregiudizi anti israeliani”, e sono seguiti da Israele.

L'UNESCO  (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization)  è stata costituita  il 16 novembre 1945 dalla Conferenza dei Ministri Alleati dell’Educazione (CAME), che aveva lo scopo di diffondere - come organizzazione culturale -  una cultura capace di educare alla pace attraverso la comunicazione tra le nazioni, promuovendo "il rispetto universale per la giustizia, per lo stato di diritto e per i diritti umani e le libertà fondamentali"

Partendo dalla lotta all'analfabetismo, sottolinea il valore della scienza e la connessione con le discipline umanistiche, considera l'Arte patrimonio mondiale: l'UNESCO parla per la prima volta negli anni '50 di problemi come inaridimento e desertificazione; ragiona sulla riconversione dell' atomica per usi pacifici; negli anni '70 comincia a parlare di sviluppo sostenibile, per la tutela dell'ambiente. Parla di etica e di bioetica. Parla di libero flusso delle informazioni come di un diritto universale di conoscenza. E, soprattutto, di diritti umani, per cui si esprime in maniera forte contro ogni razzismo ed ogni incitamento alla guerra.

Per cui uscire dall'UNESCO è coerentemente da Trump. In effetti, cos'ha da spartire con l'educazione, la scienza, la cultura, i diritti umani?

Trump è quel presidente che ha definito l’effetto serra una “truffa” contro l’economia americana, orchestrata dalla Cina. Ha  ritirato gli USA dall’ Accordo di Parigi sul clima ,  e messo a bilancio profondi tagli alle scienze e alle agenzie ambientali.

Ha ordinato di riesaminare circa 40 monumenti nazionali per verificare se questi meritino davvero, secondo lui,  la protezione dell’Antiquites Act (è un atto trasformato in legge da Theodore Roosevelt nel 1906. Questa legge conferisce al presidente degli Stati Uniti la facoltà di creare monumenti nazionali per proteggere significative caratteristiche naturali, culturali o scientifiche dei territori  federali)

Ha abrogato il Piano Dreamers voluto da Obama, una corsia agevolata per regolarizzare quei giovani senza permesso di residenza, che arrivarono negli Stati Uniti da bambini insieme ai genitori.

Ha appena firmato l’ordine esecutivo per modificare l’Obamacare (la riforma sanitaria che estende la copertura anche a quanti non abbiano una copertura assicurativa) non essendo riuscito ad abrogarla per l’opposizione interna al Governo.

Trump è quel presidente che gioca a chi ha l’atomica più grossa con il nordcoreano Kim Jong-un.

Trump è forse il primo presidente americano capace davvero di affossare l’american dream.

Eppure non è la prima volta che  gli Stati Uniti escono dall'UNESCO, già nel 1984 Ronald Reagan la accusò di anti-americanismo ritirando la delegazione. Rientrarono nel 2003  con Bush in cerca di consensi. Lo stesso Obama ha dovuto fare i conti con una legge degli anni '90 che vieta il finanziamento alle organizzazioni dell'ONU che accettino la Palestina come membro, per cui ha dovuto ridurre i finanziamenti all'UNESCO nel 2011 pur dichiarando  “...gli Stati Uniti  intendono continuare il loro impegno all’UNESCO in ogni modo possibile, partecipando alle riunioni e ai dibattiti“.

Nel preambolo dell'atto costitutivo del’UNESCO: “…le guerre nascono nell’animo degli uomini ed è l’animo degli uomini che deve essere educato alla difesa della pace”. 

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 13 Ottobre 2017 12:58 )  

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