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Capitalismo e Sottosviluppo in America Latina

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“CAPITALISMO E SOTTOSVILUPPO IN AMERICA LATINA”

A.G.Frank, ci spiega le cause del sottosviluppo in America Latina:

A.G.Frank, economista e sociologo tedesco, oltre ad aver insegnato nelle università di U.SA, Paesi Bassi etc.., ha anche partecipato alle riforme del governo di Salvador Allende, in Chile, egli si spostò in Europa dopo il colpo di stato in Chile del 73, e portò avanti una forte critica nei confronti dei tentativi di ingerenza degli USA, nei confronti di decine di paesi dell’America Latina:

All’interno del saggio “Capitalismo e sottosviluppo in America Latina”, Frank, espone le sue teorie sulle cause del sottosviluppo all’interno del continente Sud-Americano, criticando fortemente la scuola liberale e le teorie della modernizzazione, in favore di una lettura più realistica, e di forte critica ai cosiddetti “aiuti allo sviluppo” e quindi alla forma di cooperazione portata avanti dalle potenze occidentali con l’ausilio di quelle organizzazioni internazionali(WTO,FMI,BM..) che hanno dimostrato di essere semplicemente strumento de stessi stati, per portare avanti la propria politica di potenza.

In questo saggio Frank vuole dimostrare come gli investimenti diretti esteri[1] (“Flusso di inves timenti effettuati dagli operatori in Paesi diversi da quello dove è insediato il centro della loro attività”),abbiano contribuito al sottosviluppo dell’America Latina, però per fare ciò, secondo l’autore […è necessario esaminare i rapporti intercorsi tra i finanziamenti esteri e gli altri aspetti dello sviluppo capitalistico mondiale in ciascuna delle sue fasi storiche…].

Frank in questo saggio analizza ,[2] […il ruolo dei finanziamenti e degli investimenti esteri nello sviluppo coloniale, imperialistico e neoimperialistico della metropoli e nel contemporaneo sviluppo del sottosviluppo dell’America Latina…]

Vuole insomma dimostrare come i finanziamenti diretti esteri, ma più in generale il sistema mondo capitalista siano la causa del sottosviluppo nel continente Sud-Americano.

Egli parte dal periodo di dominazione coloniale Spagnola che definisce di “accumulazione primitiva”, dove i cosiddetti “conquistadores” Spagnoli, partivano per lunghi viaggi verso le colonie con l’obbiettivo di, arraffare le risorse naturali e umane delle colonie, questi viaggi permisero subito profitti altissimi, in confronto alle risorse effettivamente investite per mezzi e uomini, difatti secondo Frank la cosiddetta accumulazione primitiva, non poteva avvenire in Europa, in quanto mancavano sia capitali sia forza lavoro, proprio per questo il “capitale iniziale” doveva venire dalle colonie, attraverso forza-lavoro schiavizzata e dalle razzie di risorse naturali.

Successivamente, furono appunto quegli stati con una finanza “forte”,2 su tutti Inghilterra e Olanda, a dominare la scena coloniale, essi edificarono le cosiddette economie di piantagione, che ebbero un effetto incredibile sul cosiddetto “mercato triangolare” di beni e di schiavi soprattutto Inglese.

E’ chiaro quindi come il flusso di finanziamenti esteri sia avvenuto in realtà dall’America Latina alla metropoli e anche in grosse proporzioni, e che questa causa legata alla mancanza di capitali destinati a finanziare il mercato interno abbiano contribuito al sottosviluppo di questa area.

Dopo le guerre Napoleoniche, dove gli stati-nazione Europei (Gran Bretagna, Impero Ottomano, Russia , Austria, Prussia etc..), si sono alleati per sconfiggere i tentavi ti egemonia regionale   da parte delle truppe Francesi , cambiano le gerarchie Europee, e quindi anche mondiali, a dominare la scena ora sono quegli stati, che oltre a una forza militare, dispongono anche di una finanza forte e di ingenti capitali da investire, soprattutto laddove i profitti erano più elevati, ovvero nelle ex colonie Spagnole.

Come fu prevedibile fu l’Inghilterra, vera e propria artefice della vittoria sulla compagine Francese a tracciare, le proprie direttive sul commercio estero con i paesi dell’America Latina.

Verso il 1830 più o meno fino al 1855, cessarono gli investimenti esteri in America Latina in quanto le borghesie Nazionali latinoamericane, riuscirono a imporre, tariffe protettive e a impiantare fabbriche tessili, moderne quanto quelle Inglesi, e quindi si abbassavano i margini di profitto per le aree centrali, ma questa situazione laddove non si poteva risolvere con la finanza, si sarebbe risolta grazie ai blocchi navali e le guerre, come dimostra la guerra in Paraguay(1864-1870) dove [3][…Le forze metropolitane aiutarono i propri più giovani alleati commerciali latinoamericani con forniture d’armi, blocchi navali e, ove si rese necessario, con interventi militari diretti e l’istigazione a nuovi conflitti, come quello della Triplice Alleanza contro il Paraguay, in cui quest’ultimo perse i sei settimi della sua popolazione maschile per difendere il finanziamento nazionale delle ferrovie e gli sforzi per uno sviluppo autonomo e genuinamente indipendente…].

In queste righe capiamo come nel corso del diciannovesimo secolo, il commercio internazionale, e la potenza militare delle aree metropolitane stavano rendendo il continente latinoamericano “pronto” per il libero commercio, e ciò implicava appunto che, una parte sempre più consistente dell’economia e dello stato dei paesi latinoamericani dovevano subordinarsi agli ordini della metropoli.

Questi eventi provocarono appunto, il cosiddetto “sviluppo del sottosviluppo”, difatti la borghesia internazionale che rappresentava gli interessi delle aree centrali, aveva sconfitto tutti gli altri gruppi di interesse, “impadronendosi” degli stati latinoamericani, e assicurando il monopolio nazionale proprio e delle aree centrali.

Tutto ciò porto semplicemente appunto a un adattamento della struttura economica, politica e sociale alle nuove necessità delle aree centrali, quindi alle necessità del Capitalismo, condannando il latino America al sottosviluppo.

La cosiddetta “struttura del sottosviluppo”, impiantata in America Latina nell’epoca coloniale, rafforzata in quella del libero scambio si è consolidata grazie alle aggressioni imperialiste,del diciannovesimo secolo.

Difatti la fase del libero scambio aveva aperto le porte alla nascita dell’imperialismo e quindi alle nuove strategie di penetrazione politiche ed economiche perpetuate dalle potenze occidentali.

Nel diciannovesimo secolo, la nuova domanda metropolitana e la redditività della produzione e della esportazione di materie prime Latino Americane attrassero investimenti sia pubblici sia privati dell’America Latina, nella maggior parte dei paesi del continente Sud-Americano, vennero costruite linee ferroviarie, vennero aperte miniere di materie prime, venne aumentata la produzione di alcuni prodotti agricoli, aumentando di fatto gli interessi degli investitori stranieri data appunto l’alta redditività degli investimenti.

Ma il capitale straniero non si limito agli investimenti difatti, la strategia della metropoli, era quella di appoggiare un governo che facesse i propri interessi, ovvero che accettasse il fatto che le risorse umane e le materie prime latinoamericane non fossero utilizzate per lo sviluppo del proprio paese ma per finanziare lo sviluppo della madre-patria e laddove un governo disubbidiva a questi ordini, bastava un colpo di stato militare per instaurare un governo che facesse gli interessi della metropoli,

Tutto questo è stato possibile grazie ai finanziamenti diretti esteri che sono semplicemente uno strumento in mano alle borghesie internazionali per lucrare avvalendosi sia delle tasse che la gente paga nella metropoli, sia del lavoro che fornisce la popolazione della metropoli.

In Questo saggio Frank ci vuole spiegare appunto come si è stabilizzato il sottosviluppo nel continente, quali sono state le forme che hanno utilizzato le potenze occidentali per concretizzare il proprio dominio.

Nel ventesimo secolo però grazie alla prima guerra mondiale, il capitalismo inizia una nuova fase del proprio sviluppo, sia perché cambia la cosiddetta gerarchia fra gli stati difatti la nuova potenza egemone sono gli USA sia perché si apre un’altra fase dell’accumulazione capitalista, il monopolio, che si impadronirà di industri locali , manufatti, servizi etc.. per incorporarle nell’impero privato del monopolio con condizioni nefaste per lo sviluppo dell’America Latina.

 


[1] http://www.treccani.it/enciclopedia/investimento-diretto-estero_%28Dizionario-di-Economia-e-Finanza%29/

[2] Capitalismo e sottosviluppo in America Latina A.G.Frank

[3] ivi

DeaPress/Claudio Cataldo

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 12 Marzo 2018 17:41 )  

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