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Breve storia dell’embargo statunitense su Cuba

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Breve storia dell’embargo statunitense su Cuba

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L’embargo economico commerciale e finanziario, contro l’isola Caraibica, oramai in vigore dal 1960, è esemplificativo della strategia degli Stati Uniti in America Latina e di come venga portata avanti la guerra economica da parte degli stati centrali.

Le sanzioni imposte a Cuba iniziate nel 1959 e mai culminate, furono progressivamente estese nel corso degli anni, in seguito alla “riforma agraria delle proprietà fondiarie con estensione superiore a 405”, ciò prevedeva che, il compenso per i beni espropriati, venisse liquidato con buoni ventennali con un interesse massimo del 4%, portando l’allora presidente Dwight Eisenhower, all’imposizione di misure economiche.

Nel mese di ottobre dello stesso anno il presidente degli USA, approvò un piano, proposto dalla CIA e dal dipartimento di stato che prevedeva […il supporto agli oppositori interni e includeva raid degli esuli contro l'isola a partire dal territorio statunitense…].

 

Questa prima strategia, che venne modificata in corso d’opera il 17 marzo del 1960, si chiamava “A Program of Covert Actions Against the Castro Regime", era basato su 4 punti fondamentali: [… creare un'opposizione unitaria al regime all'estero; mettere in pratica un'offensiva basata sulla propaganda anticastrista; mantenere agenti sull'isola; addestrare una forza paramilitare all'estero preparata per future azioni sull'isola…],questa operazione da parte degli Stati Uniti, ha aperto a una vera e propria stagione del terrore in America Latina, da parte degli Usa e dei suoi alleati interni al continente.

Il 13 marzo del 1960, Cuba stipula un accordo con l’e Sovietica, per la fornitura di petrolio, in risposta a tale accordo il governo degli USA, costringe le compagnie petrolifere Americane a Cuba, a non raffinare il petrolio, di cui tuttavia si assume la responsabilità il governo Cubano il 1 luglio dello stesso anno.

In risposta al "temibile" accordo fra Cuba e e e Sovietica, il congresso degli Stati Uniti, vota una legge che riduce e/o elimini del tutto la quota di zucchero che gli USA importano da Cuba, ma è il 19 ottobre del 1960, che viene imposto un vero e proprio embargo di tecnologie e materie prime alla piccola isola socialista.

Nel 1961, con la presidenza di J.F. Kennedy, le relazioni con Cuba peggiorano ulteriormente - mentre Castro dichiara l’isola socialista - il giorno successivo avviene il cosiddetto “sbarco alla baia dei porci” dove, migliaia di esuli Cubani anti-Castristi grazie all’appoggio della CIA, senza successo, cercano di rovesciare il governo socialista dell’isola.

Nel 1962, Cuba viene esclusa dall'organizzazione degli stati americani, in quanto non allineata con gli Stati Uniti, e il 7 febbraio il governo di Kennedy approva il “Proclama 3447” - ovvero il blocco unilaterale del commercio nei confronti di Cuba - e l’interruzione degli aiuti economici ai paesi che commerciano con essa, ciò porta anche alla crisi missilistica di Cuba, dove i rapporti sempre più tesi fra USA e URSS, mettono a rischio di "guerra nucleare".

Nel 1963, viene approvato il “Cuban Assets Control Regulations”, che prevede […restrizioni al commercio di navi straniere con Cuba e fanno divieto, anche in paesi terzi, di compiere transazioni in dollari con Cuba o cittadini cubani. Si sancisce il totale congelamento dei patrimoni cubani (sia statali, sia dei cittadini) in possesso statunitense e viene posto l'assoluto divieto di mandare rimesse a Cuba o favorire viaggi verso gli Stati Uniti…].

Fra il 1964 e il 1981, c’è un alleggerimento dell’embargo Usa difatti, nel 1975 l’organizzazione degli stati americani, decide di porre fine alle sanzioni obbligatori, nel 1977 vengono consentiti viaggi a Cuba per turismo e vengono rilasciate specifiche autorizzazioni a filiali di società statunitensi di commerciare con Cuba, con nazionalità straniere, con sede all'estero e a navi di Stati esteri.

Nel 1981, grazie all’amministrazione del presidente Ronald Regan, vengono reintrodotte queste sanzioni e nel 1992, grazie a una direttiva del presidente degli USA, L'Office Foreign Assets Contro, chiude i porti a qualsiasi nave di paese terzo che trasporti beni o passeggeri da o per Cuba o in cui Cuba o un cittadino cubano abbiano interesse, sempre nel 1992 grazie al “Cuban Democracy Act” vengono aggravete queste sanzioni difatti, viene impedito alle navi che nei sei mesi precedenti abbiano toccato porti Cubani, di caricare o scaricare merci nei porti USA, qualsiasi tipo di merce si tratti.

Nel 1996, viene varata, la legge Helms-Burton, che aggrava l’embargo, stabilendo che […li USA ritireranno tutti i finanziamenti verso le organizzazioni internazionali che violeranno l'embargo e annullerà le importazioni verso quei paesi che effetueranno traffici con Cuba nella stessa misura delle importazioni da questi effettuate…; questa legge che viola le più elementari norme di diritto internazionale (diritto di autodeterminazione, libertà degli scambi economici, divieto di non ingerenza nelle questioni di sovranità interna), dimostra la natura imperialista dello stato americano.

Da questo breve excursus storico, abbiamo capito cosa è un embargo economico, quali sono gli obbiettivi di chi lo impone, e come esso agisce nel sistema economico del paese colpito, ora è fondamentale capire, l’effetto di questo strumento sulle popolazioni sottoposte all'embargo.

L’obbiettivo della guerra economica, da parte degli stati centrali, è quello di imporre i propri interessi sulle zone periferiche, attraverso degli strumenti come l’embargo e le sanzioni internazionali; l’obbiettivo dell’embargo a Cuba era proprio quello di provocare una tragedia sociale. Mentre l’obbiettivo degli USA era quello di rendere irreperibile alcuni beni di prima necessità, tecnologie, risorse e qualsiasi strumento necessario allo sviluppo in modo tale da provocare una rivolta nel paese, e a quel punto poter intervenire con la scusa di un emergenza umanitaria, invece il governo cubano assieme al suo popolo che è riuscito a garantire, tra le varie cose, cibo a prezzi modici ed alimentazione gratuita negli asili nido, nelle scuole, ospedali ed ospizi. In pochi anni, il governo cubano ha eliminato l’analfabetismo, difatti il tasso di alfabetizzazione è del 99,9%, ha così creato un sistema scolastico all’altezza dei paesi più sviluppati, grazie agli ingenti investimenti, che sono il 13% del PIL (in Italia gli investimenti sono inferiori al 5% del PIL) e anche grazie all’imposizione della scuola fino ai 18 anni.
Questo progetto di sviluppo culturale ha consentito di formare: tecnici, insegnanti e soprattutto medici, formati presso la scuola Latino Americana di medicina (ELAM), che in 20 anni di attività ha istruito più di 20000 medici (provenienti da tutto il mondo), anche secondo Ban Ki-Moon, ex segretario delle nazioni unite è «la scuola di medicina più avanzata al mondo». 
Difatti il sistema sanitario Cubano, nonostante l’embargo economico è riconosciuto a livello mondiale per la sua efficienza e per la sua eccellenza, il tasso di mortalità infantile, è inferiore a quello Statunitense (4,2x1000), la speranza di vita è 78 anni(la più longeva dell’America Latina).

Nel 2004 Cuba assieme al Venezuela, lancia l’operazione miracolo, che ha l’obbiettivo di ’operare gratuitamente i latino-americani poveri affetti da cataratta ed altre patologie dell’occhio, questa operazione in 10 anni, ha consentito il recupero della vista a 3,5 milioni di persone, attualmente in 14 paesi dell’america Latina: Bolivia, Costa Rica, Ecuador, Guatemala, Guyana, Haiti, Honduras, isola di Grenada, Nicaragua, Panama, Paraguay, Saint Vincent e Grenadine, Venezuela e Uruguay, esistono, 49 centri oftalmologici e 82 strutture operatorie, tutto ciò solo grazie alla solidarietà del popolo Cubano, che non si è fermata all’America Latina, come dimostra il piano di LABIOFAM, impresa di produzione chimica e biofarmaceutica cubana, che nel 2014 ha avviato un programma di vaccinazione contro la malaria in 15 paesi dell’Africa occidentale.

Secondo Margaret Chan, direttrice generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Cuba, […è l’unico paese che dispone di un sistema sanitario basato sulla ricerca e sullo sviluppo a sistema chiuso. Questa è la strada da percorrere perché solo attraverso l’innovazione si può pensare di migliorare la sanità …], e ha dipinto Cuba come esempio da seguire […desideri ardentemente che tutta la popolazione mondiale possa avere accesso a dei servizi medici di qualità, come avviene a Cuba…].

Tutto ciò, non dimostra semplicemente come l’embargo, sulla piccola isola Caraibica sia immotivato, da un punto di vista umanitario, ma dimostra soprattutto la necessità per un PVS di mettere al centro del proprio programma di sviluppo: scuola e sanità pubblica, senza le ingerenze di paesi estrerni - che non fanno altro che relegare questi stati a una condizione di sottosviluppo permanente - e che un paese come gli Stati Uniti, non riesce a garantire tali livelli di efficacia da un punto di vista sanitario (il 37% della popolazione Usa ha estrema difficoltà a pagare le prestazioni mediche) abbia semplicemente spiccate mire imperialiste e la volontà di difendere il proprio interesse nazionale con ogni mezzo necessario.

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FONTI:

-Rapporto delle Nazioni Unite sul Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo 2013

-www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/17/istruzione-e-sanita-cuba-batte-italia/1117363/

-www.pressenza.com/it/2014/09/organizzazione-mondiale-sanita-cuba-modello-seguire

- L’embargo statunitense contro Cuba giga autoproduzioni A.Vento

- Sanità USA allo specchio Gianluca Carfagna, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Marzo 2018 19:03 )  

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