
Commentatori, esperti ed opinionisti in queste ore si stanno spellando le mani intenti ad applaudire il nuovo accordo tra USA e Cina contro i cambiamenti climatici. I due colossi, responsabili del 45% delle emissioni del pianeta, dopo 9 mesi di trattative sono finalmente arrivati al punto annunciando che gli USA ridurranno le emissioni di gas serra del 25-28 % entro il 2025, sulla base dei dati fissati nel 2005, e che la Cina ne fermerà l’aumento entro il 2030.
Che questa notizia sia un passo avanti positivo è indubbio ed è anche giustificabile una certa euforia attorno a questo evento ma, analizzando i dati si vede come queste obbiettivi siano di gran lunga meno ambiziosi di quelli dell'e Europea (-40% al 2030) a loro volta giudicati insufficienti ad evitare dolorose conseguenze per il pianeta.
La questione più interessante sarebbe conoscere le vere motivazioni dietro a questo accordo. La semplice volontà di ripulire l'immagine di Obama ed i cieli delle metropoli cinesi, ultimamente quanto mai offuscati? La paura per qualche dossier che finalmente ha convinto le potenze mondiali che il tempo è veramente finito? La convinzione che puntando sulla green economy USA e Cina potranno continuare a far correre le loro economie a scapito di Russia e paesi arabi? Una semplice operazione di facciata per dare un contentino agli ambientalisti? Vedremo alle prossime conferenze sul clima di Lima e Parigi se questo accordo darà finalmente il via alla svolta tanta attesa o se sarà l'ennesimo bluff.
Cosimo Biliotti
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