Il "Premio Bandiera Blu" è stato istituito in Italia nel 1987 dalla Fondazione per l'educazione ambientale (Fee), per stimolare una politica di sostenibilità. Il premio viene infatti riconosciuto per chi delle località balneari rispetta i criteri di sostenibilità ambientale. Fu istituito nel 1987, anno europeo dell'ambiente, evidentemente per incoraggiare una politica gestionale lungimirante, che si prendesse cura delle risorse ambientali senza prevaricare con pratiche indiscriminate e invasive, propriamente umane. Sono state premiate circa 269 località costiere italiane con la Bandiera Blu, un riconoscimento prestigioso che conferma le bellezze italiane marine come mete turistiche di assoluto interesse. Si conferma a primo posto la Liguria, con 20 località nei quattro comuni di Genova, La Spezia, Imperia e Savona; il primato è seguito dalla Toscana (dalla Versilia alla Maremma), con l'aggiunta di altre 17 località (dalla Fenivia alla Marciana Marina), Isola d'Elba e anche il Giglio. L'Emilia Romagna si è aggiudicata la bandiera a Gatteo Mare, e il Veneto con la Sottomarina, Caorle, Jesolo, Eraclea, Treporti, Lido di Venezia, Cavallino e Bibione (prima spiaggia dove è vietato il fumo di sigarette).
Quelle citate per rimaner nel centro-nord Italia, in modo approssimativo, ma per fortuna il campo da premiare va dalle isole, da quella delle civiltà nuragiche fino a quelle sicule, dai golfi pugliesi alle coste romagnole. Purtroppo Maglia nera all'Abruzzo ha perso quattro bandiere delle sue spiagge.
Ci sono dei criteri per verificare la sostenibilità delle proprie coste, per esempio campionature delle acque e condotte precise da seguire. Sono servizi che vengono ripagati da questo titolo ecologico. Tirando le somme, il mare è una risorsa da proteggere e valorizzare nella nostra penisola, così come hanno sempre fatto i nostri antenati, i nonni delle nostre civiltà, che puntarono sul mare per lo sviluppo delle loro società.
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