Petrolio: Bufera Giudiziaria

Martedì 05 Aprile 2016 11:27 Emma bavecchi
Stampa

Petrolio : Bufera Giudiziaria

Dopo la bufera giudiziaria causata dall'inchiesta di Potenza sulle estrazioni petrolifere in Basilicata, l'attività investigativa si è spostata, dove procede con la massima riserva, a Roma dove i pm lucani - prima dell'inizio degli interrogatori di garanzia, previsti per stamani mattina nel Tribunale di Potenza - hanno sentito per circa due ore, come persona informata sui fatti, la ministra per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi.

Contemporaneamente, alla direzione nazionale del Pd il premier Matteo Renzi concedeva ampio spazio della sua relazione proprio all'inchiesta lucana.

Ci sono atti, in copia, relativi alle concessioni demaniali marittime. E altri documenti sono stati acquisiti nel Comando militare marittimo autonomo. Le concessioni rilasciate riguarderebbero cantieri navali, imprese portuali, pontili e le aree a terra.

Un'inchiesta che ha i presupposti, quindi, per allargarsi "a macchia d'olio" in diverse zone d'Italia. Ma che domani ritornerà a Potenza, ovvero nell'epicentro del "terremoto" giudiziario: è infatti previsto l'inizio degli interrogatori di garanzia per le persone arrestate giovedì scorso, ovvero i dirigenti locali dell'Eni e l'ex sindaco di Corleto Perticara (Potenza), Rosaria Vicino. Che dovranno spiegare ai giudici la loro versione dei fatti sulle attività svolte.

Val d'Agri, in Basilicata, è la più grande riserva petrolifera onshore dell'Europa occidentale. Il 70% del petrolio e il 14% del gas italiani arrivano da qui. Una terra dove, però, lo sfruttamento del sottosuolo non ha dato quella spinta allo sviluppo economico che ci si aspettava. L'estrazione del petrolio, di per sè, tende a creare pochi posti di lavoro e molto specializzati.

Proprio questo sistema, oggi, in Basilicata è sotto accusa. La regione resta tra le più povere d'Italia e la popolazione non percepisce i benefici dello sfruttamento del petrolio in Val d'Agri. Quest’attività sta procurando gravi danni ai coltivatori. Dall'assessore all'Ambiente Aldo Berlinguer arriva anche la denuncia: la Regione non è adeguatamente attrezzata a monitorare l'impatto ambientale e a gestire un fenomeno economico così complesso; gli enti locali sono spesso poco adatti a distribuire i fondi, pur ingenti, in modo efficiente ed efficace.

Share

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 06 Aprile 2016 16:02 )