
Sul pianeta nano Cerere, per la prima volta con certezza fuori dal nostro pianeta, è stato riconosciuto del materiale organico. Composti che “possono essere considerati i ‘mattoni’ che costituiscono molecole legate a processi biologici”, come li ha definiti Maria Cristina De Sanctis dell'Istituto Nazionale di Astrofisica.
La scoperta, pubblicata su Nature sotto la guida proprio di Maria Cristina De Sanctis, indica che queste molecole fondamentali per la vita si sarebbero formate in modo spontaneo sulla superficie del pianeta nano di 950 km di diametro.
"Non avevamo mai visto così tanta chiarezza la presenza di materiali organici su altri corpi celesti. E, cosa ancora più importante, è che quasi certamente si sarebbero originati in loco, su Cerere, e non trasportati dall'impatto di altri oggetti". spiega De Sanctis. Il dato suggerisce che una formazione spontanea uguale o simile possa essere avvenuta anche su altri corpi celesti e che ovunque nel Sistema Solare si possano trovare segni di vita.
I dati indicano la presenza diffusa di molecole organiche alifatiche: mattoncini che compongono le pareti esterne delle cellule, che secondo i ricercatori si sarebbero formate direttamente sulla superficie del pianeta nano, ricca anche di acqua ghiacciata. A vedere la presenza di queste molecole organiche è stato Vir, lo spettrometro fornito dall'Agenzia Spaziale Italiana installato a bordo della sonda Nasa che dal 2015 orbita attorno a Cerere.
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