Abbiamo letto in questi giorni della scoperta di nuovi pianeti che sembrano molto simili alla Terra, a meno di 40 anni luce da noi. Questi ruotano attorno alla stella Trappist-1, più piccola del sole (circa l’8% della sua massa) ma che crea un sistema sorprendente perché composto da molti pianeti di cui i 6 più vicini alla stella sembrano essere molto simili alla nostra Terra per dimensione, temperatura e composizione.
Immediata quindi l’idea che su questi pianeti possano esistere forme di vita: tracce che si cercano da sempre nell’inseguire la risposta all’eterno interrogativo del “siamo forse soli in quest’universo?”.
Questa nuova scoperta fa chiaramente sognare chi studia ed esplora lo spazio cosmico e già c’è chi pensa a come trovare un modo di raggiungere queste terre. Al momento non esistono né si riesce a pensare a mezzi in grado di percorrere tutti gli anni luce che ci separano da questo sistema planetario, ma chi cerca nuove strade c’è già.
La proposta di Breakthrough Initiatives lanciata da Yuri Milner e sostenuta da Stephen Hawking prevede di lanciare tra 20 anni una flotta di vele spinte dalla luce laser per cercare forme di vita attorno alla stella Proxima Centauri. Scettico l’italiano Giancarlo Genta secondo il quale le distanze che ci separano dalla Trappist-1 “sono un po’ troppe: la tecnologia delle vele a propulsione laser ancora da sviluppare e consideriamo che ci vorrebbero 400 anni per raggiungere quel sistema planetario, più di 80 perché il segnale torni indietro. Mezzo millennio in tutto: non è fatibile”.
Chiaramente non si può pensare di trovare nuovi modi di viaggiare lo spazio e di sviluppare una fisica completamente diversa nella settimana successiva alla scoperta, ma il fermento è enorme e chissà che presto non si arrivi a nuove scoperte che adesso sembrano impensabili: del resto non era banale neanche pensare di trovare tanti pianeti così simili al nostro, eppure è stato fatto.
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