Verso il secondo sciopero per il clima

Sabato 11 Maggio 2019 13:33 Fabrizio Cucchi
Stampa

Dopo il (relativo) successo del primo "sciopero per il clima", lo scorso 15 Marzo, è in fase avanzata di preparazione un secondo evento globale della stessa portata: il secondo sciopero per il clima. Il giorno prescelto è il prossimo 24 Maggio. Il sito italiano di "Friday for future", il movimento internazionale che organizza questa protesta, riporta, a proposito degli obbiettivi da raggiungere: "L’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici N.d.R) prevede che, se continuiamo al ritmo attuale e superiamo di 1,5°C l’aumento di temperatura media globale rispetto al periodo pre-industriale, vari feedback loops (meccanismi irreversibili, come ad esempio lo scioglimento del permafrost) entreranno in azione provocando un improvviso aumento della temperatura. A quel punto la situazione sarebbe totalmente fuori controllo e nessun intervento umano sarà più possibile. Per evitare questo rischio concreto, dobbiamo dimezzare le emissioni globali di CO2 entro il 2030 e azzerarle al 2050" (1).

L'esistenza effettiva di cambiamenti climatici legati alle attività umane è oramai un dato di fatto che tutti noi possiamo osservare. L'impatto di questi sulle nostre vite quotidiane è qualcosa che avviene oggi, al presente, non è più "un lontano futuro". Invece diverse catastrofi sono ormai facilmente prevedibili in un prossimo futuro. La colpa di tutto ciò è sicuramente da attribuire ai "padroni del vapore" che hanno voluto la crescita economica a tutti i costi. Adesso siamo "a guardare il conto", che pagheremo tutti noi, non solo "chi si è preso ciò che voleva".

Il primo sciopero globale, degli studenti contro i cambiamenti climatici, ha ottenuto una partecipazione notevole, anche se, come era prevedibile, molti -soprattutto, ma non esclusivamente, tra chi si dovrebbe, a parere di chi scrive, sentire un pò "in colpa"-  polemizzarono con l'iniziativa (2). Il parlamento britannico, anche grazie alle altre proteste sullo stesso tema denominate "Extinction Rebellion" (3), ha dichiarato ufficialmente lo scorso 1 Maggio l'esistenza di un'emergenza legata ai cambiamenti climatici (4), anche se rimane il dubbio che si tratti di una mera formalità. Lo scorso 9 Maggio, anche il parlamento irlandese rilasciava un'analoga dichiarazione (5). Misure un pò più pratiche sono state decise localmente in Scozia e Galles (6).

Per quanto riguarda l'Italia, al di là del "clamore mediatico", poco o nulla di concreto è stato ottenuto con le proteste dello scorso 15 Marzo. Speriamo che questo nuovo sciopero possa ottenere qualche risultato tangibile. In alcune località però si sono comunque creati "gruppi di lavoro locali", come per esempio a Cuneo, dove, come riporta la stampa locale, ogni venerdì gruppi di studenti si ritrovano per raccogliere rifiuti abbandonati e condividere un pranzo a tema (7) e la speranza -forse- è anche quella che una maggiore consapevolezza sul tema sia di per sé stessa un risultato.

Fabrizio Cucchi, DEApress

(1)http://www.fridaysforfutureitalia.it/
(2) Qualche esempio? https://www.ilsussidiario.net/news/cronaca/2019/3/14/sciopero-venerdi-15-marzo-di-studenti-e-docenti-in-piazza-per-il-clima-gli-orari/1859228/
(3)https://www.pressenza.com/it/2019/04/emergenza-clima-a-londra-protesta-extinction-rebellion/
(4)https://www.bbc.com/news/uk-politics-48126677
(5)https://www.bbc.com/news/world-europe-48221080
(6)https://www.bbc.com/news/uk-scotland-48123960
(7)http://www.targatocn.it/2019/03/26/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/24-maggio-2019-e-la-data-per-il-secondo-sciopero-mondiale-per-il-futuro.html

Share