Le rivolte del Magreb sono esplose davanti ai nostri occhi senza che il nostro paese e la comunità internazionale le abbiano guardate con lenti adeguate e siano riusciti a cogliere la domanda di libertà, democrazia e giustizia che viene da quelle terre. Poco tempo dopo il nostro governo, dopo aver stretto relazioni di amicizia anche personale col dittatore libico e aver cercato di sdoganare Gheddafi come uomo politico credibile e stimabile nei vari consessi internazionali, si è lanciato in un attacco armato sulla Libia in condizione di assoluta improvvisazione.
Nonostante le violenze e i bombardamenti attuati dalle forze NATO e dallo stesso Gheddafi, nessuno, ad oggi, è riuscito a raggiungere l'obbiettivo minimo perchè si creino le condizioni per una presa di parola diplomatica e una conclusione politica di tutta la vicenda: il cessate il fuoco.
Il nostro Paese e l'Europa, pur sostenendo che le operazioni militari hanno lo scopo di proteggere e salvare la popolazione civile, continuano a essere del tutto inadeguati nella gestione dell'accoglienza dei migranti che a vario titolo fuggono da quelle terre per trovare riparo e protezione.
Data la situazione, i movimenti contro la guerra e per la pace hanno lanciato una mobilitazione nazionale a Roma e in tutte le città per affermare il nostro no alla guerra e per chiedere un immediato cessato il fuoco. A Firenze la manifestazione pacifica si è svolta partendo da piazza della Repubblica attraversando la città verso il ponte santa trinita, numerosi gli slogan e le bandiere inneggianti alla pace e contro il le decisioni del governo di appoggiare gli attacchi contro il potere Libico.


| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|
