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BABELE: non pervenuta…le tante lingue della fotografia
BABEL: Not received...the many languages of photography
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Tethys Gallery Fine Photography porta in rassegna i suoi autori, festeggiando un anno dalla sua apertura. In Via Maggio, 58r Firenze
si è tenuto martedì 27 settembre il vernissage di “BABELE:non pervenuta”, la mostra collettiva di 13 fotografi, che hanno accompagnato il primo anno della galleria Tethys, unica realtà di Firenze, che si occupa esclusivamente di promuovere e diffondere la conoscenza della fotografia contemporanea.
In Via Maggio 58r it was held on Tuesday, September 27 the vernissage of "BABEL: Not received", the collective exhibition of 13 photographers who accompanied the first years of the gallery Tethys, the only space of Florence which focuses exclusively on promoting and raise knowledge of contemporary photography.
E’ attraverso le immagini diverse e suggestive di Stefano Amantini, Lucia Baldini, Massimo Borchi, Guido Cozzi, Daniele Falletta, Carlo Gianferro, Marco Paoli, Pastis, Harri Peccinotti, Sandro Santioli, Alessandro Sardelli, Sandro Vannini, Fabio Zonta che si racconta la realtà in cui viviamo.
It is through the different and evocative images by Stefano Amantini, Lucia Baldini, Massimo Borchi, Guido Cozzi, Daniele Falletta, Carlo Gianferro, Marco Paoli, Pastis, Harri Peccinotti, Sandro Santioli, Alessandro Sardelli, Sandro Vannini, Fabio Zonta that the reality in which we live is told.
Mondi lontani conosciuti attraverso fotoreportage, luoghi vicini narrati attraverso griglie interpretative storico-sociali, o spazi evocati, trascendendo nel surreale: ricerche personali, voci che coniano linguaggi differenti, declinazioni diverse della realtà, senza voler forzatamente indagare sulla dimensione esterna, bensì utilizzandola spesso per portare alla luce le gradazioni interiori dell’essere umano: una Babele di linguaggi fotografici, una collezione di immagini in progress, che la galleria sta via via costruendo.
Distant worlds known through photojournalism, places neighboring narrated through socio-historical interpretative grids, or evoked spaces, transcending the surreal: Personal researches, voices that coin different languages, different facets of reality, without wanting to forcibly investigate the external dimension, but using it often to bring to light shades of the human interior: A Babel of photographic languages, a collection of images in progress, that the gallery is gradually building.
La malìa del tango per la fotografa toscana Lucia Baldini, che continua la sua ricerca, legata all’onirico. Le foto esposte appartengono alla sua Tangomalìa: “Di tutte le musiche del Novecento la più consolatoria è il tango, perché il suo finale è una certezza.” Che stia davvero qui il senso di questa seduzione lunga un secolo? Le foto di Lucia Baldini si muovono su questa malìa, i suoi miti, il suo linguaggio, il suo rapporto con il corpo, la danza, la musica e la poesia.
The enchantment of tango for the Tuscan photographer Lucia Baldini, who continues his research linked to the oneiric. The photos shown belong to her Tangomalìa: "Of all the music of the twentieth century, the most comforting is the tango, because its final is a certainty." The pictures of Lucia Baldini move on this spell, its myths, its language, its relationship to the body, dance, music and poetry. |
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