Un altro suicidio a Sollicciano

Martedì 10 Gennaio 2012 09:11 luca grillandini
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Riceviamo e pubblichiamo per conoscenza

 

Un altro suicidio a Sollicciano
 
"Che faccia fare. E io, che faccia
faccio? Che faccia si può fare o forse si deve fare
quando si prova ad affrontare un argomento così grande e terribile come la guerra?"

Sono giorni che ho in mente di scriverti, volevo farlo con
la testa ma credo che oggi, dopo l'ennesimo suicidio nelle nostre carceri
italiane, nel "mio" carcere fiorentino di Sollicciano, non riuscirò
ad usare la testa ma solo anima e pancia.
Si Paola, avevo deciso di leggermi la tua biografia,
di capire chi eri e da dove arrivi.
Prendere in mano dati, numeri, sentenze, leggi ed usarli per farti presente il
punto di vista di una volontaria che dall'agosto 2007, quasi ogni sabato, varca
quel maledetto cancello, supera i controlli ed i metal dedector per passare uno
dei due giorni liberi della sua settimana lavorativa in mezzo a quell'umanità
che si trova costretta nel carcere di Sollicciano.

Ma oggi è successa una cosa che mi ha fatto abbandonare l'iniziale, razionale,
idea ed eccomi qui con un dolore ed una rabbia che mi spaccano dentro.

Oggi per me doveva essere giorno di vacanza dalla galera ma di prima mattina un
sms di un'amica-volontaria mi ha svegliata: "non ci fanno entrare al
giudiziario, pare ci sia stato un tentativo di suicidio"
Subito partono le telefonate per capire se e quanto la notizia fosse vera.
Di poco fa le notizie di "radio carcere" che, se corrette e
confermate dalla struttura, parlano di un ragazzo italiano, di 33 anni, che
"viveva" nella prima sezione del giudiziario e che questa mattina
avrebbe dovuto incontrare i suoi familiari per un colloquio.
La mia "radio carcere" è un agente di polizia penitenziaria che
montava di servizio nel pomeriggio e che io avevo contattato telefonicamente questa mattina, allarmata dal messaggio e dalle telefonate
ricevute. Ed è stata proprio la telefonata con questo agente che
mi ha spinta a scriverti subito, di getto.
E' stato il tono della sua voce, il dolore che passava attaverso il telefono,
le sue riflessioni che sono anche le mie, le nostre di volontari.
E' stato sentire questa condivisione totale sulla situazione che tutti i
reclusi: detenuti, agenti, operatori vivono da anni.
Esasperazione ed impotenza, abbandono e dolore.

"Non ci sono soldi, questo è uno dei
problemi primari. Pensa che manca la carta igenica ed a volte la porto in
sezione, nelle celle, togliendola dal nostro bagno, tanto noi se dobbiamo
andare in bagno possiamo prendere quella che abbiamo nelle nostre stanze.
Stessa cosa con le lampadine, lo so che non dovrei farlo ma a volte stanno così tanto tempo senza una lampadina che non riesco a
non procurargliela di nascosto.
La notte controlliamo le celle dei detenuti che sono sotto osservazione, che possono avere problemi. Quando lo facciamo non entriamo
in cella, guardiamo dal blindo ma le materasse sono
talmente vecchie che spesso non riusciamo a capire se sul letto c'è il detenuto
oppure no, perchè ci scompare dentro. Per sicurezza non entriamo nella cella di
notte e allora cerchiamo di guardare nella finestrina del bagno per capire se è
lì ma a volte loro la tappano con fogli di giornale. Ma come facciamo a lavorare così?
Durante i cambio turno ci passiamo le consegne e le ci scambiamo delle sensazioni ma è tutto così
difficile, siamo sotto organico e questo è uno dei periodi peggiori perchè ci
sono le feste e la tv li devasta con tutte quelle luci, la gioia, le famiglie
riunite intorno al tavolo imbadito. Invece loro sono qua con quel carrello di ferro che distribuisce cibo immangiabile. Ma come si fa?"

Già, come si fa? Come si fa a vivere in sei in una cella da tre.
Come si fa a fare la doccia solo quando c'è l'acqua e, quasi
sempre, fredda anche d'inverno. Come si fa a non avere la dotazione che
ti permette di lavarti, pulire la cella, andare in bagno perchè non ci sono
soldi per acquistarla? Come si fa ad elemosinare la carta igenica dal compagno
di cella che, fortunato lui, conosce un volontario che gli versa 5 euro sul
conto? Come si fa ad usare, di nascosto, il suo spazzolino da denti perchè non possiamo permetterci di comprarne uno nostro? Come si fa a
stare 22 ore su 24 chiusi dentro una stanza e magari anche senza lampadine.
Come si fa ad aspettare ore, a volte giorni, prima di poter prendere un
antidolorifico mentre la testa ti scoppia. Come si fa ad aspettare settimane la
visita del dentista che non può curarti una carie ed allora decide che è meglio
se ti estrae il dente. Come si fa ad essere sieropositivi,
malati di cuore, diabetici, con la necrosi delle anche ed essere chiusi in una
cella e non in una stanza di ospedale o in una struttura più adeguata? Come si
fa a non sentire la moglie, i figli, i genitori per mesi e mesi solo perchè non abbiamo i soldi per fare una telefonata o, peggio,
abbiamo i soldi ma non possiamo chiamare perchè i familiari hanno solo il
cellulare? Come si fa ad incontrare il proprio educatore solo dopo che sei
definitivo ed entri nei termini per i permessi ed allora, nonostante la
mancanza di tempo per mancanza di organico, gli
educatori sono costretti, dalla tua istanza di permesso premio, a farsi vivi?
Come si fa, quando sei lontano dalla tua famiglia perchè straniero, a sperare
che quella tua domandina riesca ad emergere tra tutte
le altre centinaia e rimanga attaccata alle mani di un volontario che trova il
tempo per incontrarti e capire quali sono le tue necessità? Come si fa a vivere
(?) con la speranza di non essere sempre l'ultimo.
Come si fa a vivere da bestie essendo degli esseri umani?

Come si fa a stare in galera perchè non abbiamo il permesso di soggiorno,
perchè siamo tossicodipendenti, perchè abbiamo spacciato pochi grammi di
schifosissima droga mentre il mondo fuori pullula di veri delinqueti (e per
deformazione professionale penso immediatamente alle decine di centinaia di
grandi e piccoli evasori fiscali che affossano il nostro sistema economico e
sociale godendosi soldi rubati alle tasse - e quindi alla comunità - ad Ibiza
piuttosto che a Cortina)?
Come si fa a non modificare SUBITO delle leggi assurde come la
bossi-fini la fini-giovannardi la cirielli? perchè,
Paola, non lo può fare il Governo Monti?
E invece si sostiene che dare la possibilità di passare gli ultimi 18 mesi alla
detenzione domiciliare svuota le carceri quando le nostre carceri sono piene di
stranieri che non hanno la possibilità di un alloggio alternativo alla galera. Quando un'altra importante fetta di detenuti è tossicodipendente e,
spesso, abbandonato da famiglie esasperate che non ne vogliono più sapere di
loro e i SerT non hanno i soldi sufficienti per trovare strutture di recupero
alternative alla detenzione.
Come si fa ad utilizzare milioni di euro per
completare le carceri invece di utilizzarli per creare stutture alternative
alla carceri stesse?
Come si fa a non fare una VERA riforma fiscale che costringa tutti a pagare le
tasse perchè permette a tutti di detrarsi le spese quotidiane che sosteniamo,
invogliandoci a PRETENDERE ricevute e scontrini?

IMMEDIATI - il Governo Monti ha dovuto prendere provvedimenti immediati in
materia di finanze e di pensioni.
Perchè non sono altrettanto IMMEDIATI i provvedimenti per le carceri?
Cos'è che frena, che blocca, che ostruisce dei provvedimenti immediati che
diano RISULTATI immediati? Cosa dobbiamo ancora aspettare, noi che viviamo le
carceri sotto varie forme e livelli, prima di poter vedere uno sprazzo di luce
in questa notte della ragione?
Quanti morti ancora, Paola, dovranno assommarsi ai
disperati che ci hanno già lasciato?

Pechè il Governo Monti non utilizza i soldi stanziati per la difesa per
difenderci veramente?
Perchè tanti miliardi spesi per ammazzare bambini in Afganistan, piuttosto che
in altre parti del mondo, invece che per salvare vite qua, nel nostro paese?
Perchè Paola?
Perchè non utilizzare quei soldi per Ministeri come quello della Salute, delle
Politiche Sociali, dell'Ambiente, dei Trasporti, del Lavoro.
Utilizzarli per investire sul futuro, quel futuro che se ben gestito darebbe un
ritorno di equità e sicurezza sociale che farebbe invidia a tutti i governi
precedenti.

Come vorrei Paola poter vedere le TUE lacrime durante una conferenza stampa:
lacrime di gioia, non di imbarazzo e di difficoltà come quelle della tua
collega Elsa Fornero, lacrime che fossero il risultato di una vittoria nel
campo della Giustizia carceraria.

Ho iniziato questa mia valanga di parole con una frase dello spettacolo di
Lella Costa "Stanca di guerra".
E' una delle frasi che, purtroppo, molto spesso mi rimbalzano nella mente
quando vivo situazioni nelle quali non so che faccia fare.
Ti voglio lasciare con un altro monologo, con la speranza che tu e molti dei
tuoi colleghi troviate il tempo per realizzarlo
trascorrendo alcuni dei vostri giorni dentro le nostre carceri, in mezzo a
quell'umanità che le popola cercando di sopravvivere anche a sè stessa....
ficcandoci i piedi sopra, appunto, perchè anche la morte di quest'ultimo
ragazzo recluso, in qualche modo non è accaduta, è stata provocata.

"... Però, visto
che si può fare, non è così lontano... Una volta nella vita vai a ficcare i
piedi là sopra... E poi ritornaci... Prova a smentirmi, metticela tutta...
Prova a fartene una ragione... Ma senza fermarti alla diga, perché non si
capisce niente alla diga. Vai avanti fino ai paesi. Poi girati indietro,
ficcaci i piedi sopra... Se hai coraggio e voglia,
parla con qualcuno... E poi leggi, documentati.
Quella che hai sotto i piedi è la seconda più grande frana che sia
caduta sul pianeta da quando è apparso l'uomo: la più grossa è caduta in India,
nel Pamir, sul tetto del mondo. La seconda nel cuore dell'Europa.
E non è caduta. E' stata provocata. ."

Un abbraccio.
Letizia


Letizia Santoni - Volontaria dal 2001 dell'Associazione EMERGENCY ONG ONLUS e dal 2007 dell'Associazione Pantagruel ONLUS con art. 78 L.26/07/75 n. 374  Dipendente C.N.A. Informatica & Servizi srl dal 1980


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Ultimo aggiornamento ( Martedì 24 Gennaio 2012 18:43 )