Deafoto a Firenze e nel mondo

Venerdì 23 Novembre 2007 15:45 Silvana Grippi
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Deafoto nasce nel 1987 come progetto di espressione "Visual photo", con l'intento di costituire più laboratori autonomi per la ricerca e lo studio dell'Immagine fotografica. Inizia come struttura didattica ed espositiva e continua ad operare nei paesi del Mediterraneo dall'Afica fino in Medioriente. Da attività sociale come momento didattico e innovativo riesce ad essere punto nodale dell'informazione con deafoto, insieme a giovani fotografi volontari della comunicazione già attivi sul territorio toscano.
Lo Staff DEafoto Inizia a fare corsi e mostre fin da subito entrando anche nell'indagine/sondaggi e reportages per vari giornali (inzialmente freee per attività sociali e culturali).
Lo scopo è stato sempre di coadiuvare i vari settori foto & grafici tra cui la divulgazione e e la promozione di progetti, documentazioni, iniziative per  emergenti, recenzioni, critica per l'editoria.
 Strumento di apertura e indagine sul territorio fiorentino è stato il tema usato durante i corsi per il Comune di Firenze nei vari quartieri. Fin dagli anni ottanta l'intenzione è stata lo sviluppo dei fenomeni sociali attraverso una analisi del "genius loci" e attraverso Laboratori e Seminari di Educazione all'immagine ci siamo confrontati con altri operatori del sociale che ci hanno portato a maturare questo profilo di espressione: medium come terzo occhio.
Il progetto del nostro Centro di Didattica-Espressione-Ambiente è da sempre rivolto non solo ai giovani ma a coloro che si riconoscono in un percorso di "autoanalisi cognitiva atraverso la "Comunicazione Mediamix" per sviluppare la propria personalità attraverso l'obiettivo nei tre settori già presenti nel nostro acronimo.
Al nostro lavoro abbiamo aggiunto una ricerca sperimentale sulla fotografia creativa e una collezione per costituire un  piccolo museo di oggetti video-fotografici, una biblioteca specialistica e un archivio di documentazione che si accresce ogni giorno offrendo una interessante visuale storico-antropologica.
Il nostro linguaggio mix-visuale è rivolto verso una nuova cultura dimensionale che rispetta sia il concetto di luogo che quello di tempo passando dalle emozioni. Quindi, la fotografia come mezzo di interazione  relazionale che si inerfaccia con le "genti" per una società multiculturale.

Vogliamo qui ricordare il nostro maestro Prof. Pio Baldelli con un suo scritto:  ....pezzo per pezzo,  mostrando come è fatto dentro: anche il bimbo sta attorno al giocattolo che smonta e poi getta via." Questa è l'ultima frase del capitolo "Tecnina dell'ineducazione culturale"  a pag. 367 del libro "Informazione e Controinformazione" uscito come I ed. nel 1972 e che indicò una nuova strada alla comunicazione.

Vi invitiamo a visitare le nostre mostre fotogragiche presso la Galleria dell'Immagine a Firenze in Borgo Pinti 42/r e inviateci i vostri lavori che pubblicheremo.

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 29 Dicembre 2007 13:49 )