In base a recenti inchieste si è scoperto che i peggiori pagatori sono i giovani. In base alla fotografia scattata da Intrum Justitia, è questo il panorama che ci appare.
I debitori piu' a rischio insolvenza sono i giovani tra i 25 e i 34. Al contrario i piu' affidabili sono le donne e gli ultrasessantenni.
Tra i motivi di ritardato pagamento spiccano irreperibilita' del cliente e la trascuratezza nel rispettare le scadenze. La regione che ha il maggior tasso di insolvenze e' la Campania. In generale il Nord e' piu' affidabile del Sud.
E nel fra tempo i dati dimostrano che sempre più giovani sono disoccupati e sempre più alte sono le cifre dei precari.
Gli affitti aumentano raggiungendo cifre sempre più esagerate e i prezzi delle case diventano inaccessibili, e per chi ha avuto il coraggio di aprire un mutuo per comprare una casa, le difficolta non mancano. Secondo l'Ance, l'associazione dei costruttori edili, il 2% delle famiglie indebitate con i mutui e' in difficolta', a causa della crescita delle rate.
A soffrire di piu' e' la fascia di popolazione che vive al di sotto dei 12 mila euro all'anno. L'Ance, prendendo come esempio un mutuo che si ammortizza in 15 anni, stima che la rata pesa per il 44,2% del reddito, l'11% in piu' rispetto al 2004.Ancora ostacoli anche alla portabilita' dei mutui.
Dopo l'estensione in Finanziaria delle previsioni della legge 40-2007 (surrogazione senza particolari adempimenti e costi) anche ai mutui frazionati e una sorta di vademecum dell'Abi sulla procedura da seguire, l'ostacolo sembra arrivare dall'Agenzia del territorio, che non pubblica le istruzioni.
Cosi' in quei casi in cui il cliente procede lo fa solo pagando, come accadeva prima del decreto Bersani.
E guai a chi non sa rinunciare al caffe e alla sigaretta.Un'indagine della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) rileva che il costo della tazzina di caffe' nel 2008 potrebbe subire un rincaro, arrivando a 90 centesimi.
L'indagine e' stata condotta su 390 bar, in 27 capoluoghi di provincia. Tra il 2000 e meta' 2007 il prezzo medio dell'espresso era passato da 0,73 euro a 0,82 euro. Un incremento del 12,3%, inferiore pero' all'inflazione dell'intero paniere che e' stata del 16,3%.
Cio' significa, secondo l'associazione, che il prezzo reale della tazzina e' sceso del 4% in 7 anni, ora i baristi intendono recuperare la differenza. Ma in alcune citta' gia' nel 2007 si sono registrati aumenti: il piu' rilevante a Varese, piu' 3,87%.Aumenta anche il prezzo delle sigarette. Per 24 marche (tra cui Ms) e' scattato un rincaro di 10 centesimi a pacchetto. Ieri e' stato pubblicato il decreto dei Monopoli sulla Gazzetta ufficiale.
Selam Eminaj Rezarta - DEApress