Ai Cittadini e agli Organi di Stampa
Cari lettori, lettrici e Responsabili politici della città
Avete mai pensato al danno futuro per una persona che si trovaa a vivere uno sgombero e l'arriro delle forze armate mentre sta dormendo o si è appena svegliato. Un dramma nel dramma: sparisce in un momento ill lugo, le cose, i ricordi e appare solo la sofferenza. Ho assistito a molti sgomberi e tutti quanti erano dolorosi. La frase che che un uomo disse e mi restò più impressa "come una tazzina di caffé di prima mattina, a buon rendere..." ma purtroppo le sofferenze dovute dal disagio di essere nato povero "non si trasmettono come i virus", nessuno paga e i resti rimangono in tasca a chi ha il potere.
Ieri mattina è stata sgomberata la casina rossa di via Villamagna, dopo le numerose proteste camuffate di disagio ambientale e stimolata, sostenuta e voluta da AN che non perde occasione per presentare proteste in Consiglio comunale di Firenze, con Donselli come capofila contro tutte le altre occupazioni.
A Firenze non si tine conto che le molte occupazioni sono dovute alla mancanza di spazi adibili a persone senza fissa dimora o con disagi vari. I servizi sociali sono senza potere e senza possibilità materiale per gli aiuti e le emergenze.
L'interessaedegli Assessori e dei rappresentanti dei Quartieri sono limiati. Così anche questa volta a farne le spese sono i molti minoli, le donne incinte i gli anziani.di questo piccoli nuclei familiari che sono stati allontanati da Firenzed e portati a Castelfiorentino. Il clima di intolleranza è superiore al falso clima di accoglienza che prospettano alcuni settori del Comune di Firenze che finiscono per creare aspettative false. Le associazioni di volontariato in questi momenti di drammaticità - dove servirebbero per aiutare alla comprensione reciproca - naturalmente non vengono avvisati e non viene valutato quanto grave sia il trauma di uno sgombero per dei bambini che già capiscono che non saranno accettati da una società falsa e ipocrita.
Vorrei tante risposte a questa mio sfogo ma sono sicura che anche a questa lettera aperta farà seguito il silenzio.
Silvana Grippi/ Presidente dell'Associazione socio-culturale D.E.A
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