Mala tempora currunt

Martedì 15 Aprile 2008 05:21 Giulio Gori
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E' la prima volta dal 1946 che il Parlamento italiano non ospiterà comunisti e socialisti.
L'Italia ha scelto la strada del bipartitismo anglosassone, rinunciando al pluralismo tipico della propria tradizione storico-politica. E' un momento delicatissimo per il futuro del paese, soprattutto perché non ci sono più certezze e punti di riferimento: disoccupazione, precariato sul lavoro, redditi insufficienti, una domanda interna al collasso, una produzione che perde sempre più colpi; ma anche mancanza di credibilità internazionale, rischio di nuove tensioni sociali tra italiani e immigrati e revanscismi religiosi.
L’illustre quotidiano francese « Le monde » in un editoriale scrive: "Il ritorno al potere del ‘Cavaliere’, l’uomo più ricco d’Italia, le cui disonestà sono sfuggite ai magistrati più tenaci, non è una buona notizia né per l’Italia né per l’Europa. Ogni volta che ha occupato Palazzo Chigi, Silvio Berlusconi ha disonorato i propri concittadini e ostacolato l’integrazione europea".
Ieri l'Italia ha fatto la propria scelta, in modo chiaro e inequivocabile. Ma è una scelta che, concedetecelo, introduce a uno dei momenti più neri della storia della Repubblica.

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 15 Aprile 2008 05:32 )