Pubblico questa lettera di Federico Sanguineti senza commenti:
Oggetto: Università. La Mafia dei baroni. Primo Canfora secondo Sanguineti
Gentile Direttore,
sì, il privato è politico; e allora non ho parole per qualificare quello che è
stato scritto nei confronti di Federico Sanguineti sul numero 3 dell’“Espresso” di
quest’anno. Dire “diffamazione a mezzo stampa” è un puro e semplice eufemismo, e
non solo in considerazione del fatto che Federico Sanguineti non vanta alcuna
parentela con docenti universitari in servizio, essendo il padre pensionato da
sette anni (come apprendo da Wikipedia), la madre casalinga, un fratello
netturbino, eccetera. In eccetera è compreso un altro fratello, Alessandro,
rinchiuso, direbbe Ottieri, in “campo di concentrazione” (leggi: in istituzioni
psichiatriche). A voler far mio il pensiero di Alice Miller: ve lo raccomando io
un padre così! Federico Sanguineti considera gravemente offensiva l’affermazione,
solo in apparenza innocente, secondo cui egli sarebbe “erede del poeta”, giacché
in più di un’occasione, da ultimo al Festival della letteratura di Mantova, ha
pubblicamente preso le distanze
dall’ideologia e dal linguaggio del fascista rosso (stalinista) Edoardo: si veda
l’articolo di Erbani sulla “Repubblica” dell’8 settembre 2006.
Il punto è un altro: come non ricordare che, per primo, è stato proprio
“L’Espresso” (27 dicembre 2000, pp. 199-201) a dare notizia del lavoro del
filologo Federico? Ad esempio: “Un lavoro improbo che ha portato lo studioso a
fare le acrobazie per far combaciare gli impegni di lavoro universitario con la
necessità di raggiungere di persona, pagando di tasca propria treni, vitto e
alloggio, i molti fondi e biblioteche (una trentina solo in Italia) dove sono
sparsi i codici danteschi”. “L’Espresso” dovrà pur chiarire perché ha formulato
elogi come quello appena citato, che, se falsi, inevitabilmente nuocerebbero ai
cosiddetti figli di elettricista, e, se viceversa veri, sarebbero in
contraddizione con quanto diffuso ora al fine di accostare la filologia dantesca
alla mafia dei baroni.
Non dubitando che pubblicherete questa lettera con giusto rilievo e integralmente
Federico Sanguineti
N.B. Credo nella libertà di pensiero, è opportuno incominciare a riflettere su tante cose.
DEApress/silvana grippi
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