Ancora sul tema

Sabato 17 Febbraio 2007 14:23 Fabrizio Cucchi
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 Date le numerose domande a me rivolte, dopo la pubblicazione del mio articolo "La Redgrave e la maschera", istruirò il lettore con le mie conoscenze sul tema calchi. L'usanza di effettuare il calco (di solito in gesso) delle sembianze dei defunti famosi è nota. Pierre Kalfon, nella sua opera: "Il Che -Una leggenda del secolo", Feltrinelli, a pag. 615 parla della maschera mortuaria (più raramente usato- maschera funebre) del Che. Io, ho già parlato della sorte di quella di Trotsky. In attesa del mio prossimo viaggio a Londra, concepito per far luce sulle ultime vicessitudini di quella, darò alcune "dritte" per chi si volesse fabbricare la maschera mortuaria del parente appena defunto. Prendete il caro estinto, chiudetegli gli occhi, rasate ogni pelo superfluo. Innanzitutto sul volto del cadavere è opportuno stendere, con un pennello, un denso strato di sapone disciolto in acqua (consiglio di usare il tipo da bucato o di Marsiglia). Assicuratevi che il detto strato sia uniformemente steso, in particolare sui peli quali sopracciglia etc. Mi raccomando di assicurarsi che non ci siano spazi vuoti. Poi sarà opportuno costruire, una specie di cornice, stile scatola, intorno al volto, per evitare che il gesso se ne scivoli via. Solo successivamente potrete colare il gesso, mi raccomando non troppo acquoso e soprattutto che sia senza noduli. Lasciate riposare fino a che non si è indurito (e magari aspettate ancora qualche altro minuto affinchè si raffeddi bene). Sollevate, e avrete così il negativo del volto. Per fabbricarvi il "positivo", spennellate il negativo col solito sapone, poi colateci del gesso con qualche colorante. Rompendo (con precauzione) il negativo otterrete una bellissima maschera mortuaria. Naturalmente, tutto ciò è di dubbio gusto, ma l'effetto sugli altri parenti è assicurato. 

Fabrizio Cucchi- Deapress

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 17 Gennaio 2008 18:36 )