52esimo Festival dei Popoli

Martedì 08 Novembre 2011 20:45 cristina francini
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Torna il 12 Novembre, con la sua 52esima edizione, Il Festival dei Popoli, rinnovato nella Presidenza con Claudio Giua e nella Direzione con Maria Bonsanti e Alberto Lastrucci.
Un’edizione definita all’unanimità da organizzatori e collaboratori come “mai così attuale”, che guarda avanti nella sua indagine sociologica e contamina il linguaggio del documentario con quelli delle nuove tecnologie e dei vari generi cinematografici, come il film di finzione, l’animazione, il cinema sperimentale.
In piena globalizzazione, con la vittoria della forma sulla sostanza, con la massificazione e l’appiattimento dei contenuti, obiettivo alla base del Festival è quello di usare un grande strumento di comunicazione per veicolare proprio il contenuto e la diversità, esaltare il cambiamento e dare voce al “poco noto”, trasmettere senso di comunità nella diversità e di “dignità personale e collettiva” (Claudio Giua).
L’evento sarà inaugurato alle 21.30 da un documentario della “Sezione Eventi speciali”, It might get loud di Davis Guggenheim; tre chitarristi in una stanza raccontano storie di rock e ribellione (con Jimmy Page, Jack White e The Edge). La Sezione in questione, composta da altri 4 film che rendono omaggio a grandi maestri, sarà ancora protagonista della prima giornata con Edgar Morin ospite d’onore all’Istituto Francese, dove presenterà Chronique d’un film di Ayreen Anastas, François Bucher e Rene Gabri, progetto in divenire che usa il materiale inedito di Chronique d’un été (Jean Rouch e Edgar Morin, 1961). Lunedì 14 sarà invece il turno di Werner Herzog e del suo Cave of forgotten dreams in 3D.
Nella “Sezione fuori concorso” si parlerà di persone e comunità ai margini e di come la marginalizzazione può diventare una scelta di vita, fino alla dissidenza e alla rivoluzione. Da citare The Black Power Mixtape1967-1975 di Albert Hofmann’s e Bombay Beach di Alma Har’el, due documentari altamente spettacolari e di spessore internazionale.
La “Sezione Panorama” raccoglierà invece, con 8 titoli in concorso, la migliore produzione italiana dell’ultimo anno.
Dalla collaborazione ormai consolidata con la CCC Strozzina nasce poi un Focus nuovo, arricchito da 1 a 3 film, “Declining Democracy - Ripensare la democrazia tra utopia e partecipazione”. Il Focus si propone come linea guida del festival e vuole mostrare come tali iniziative possano dare un contributo alla democrazia. Dalle “rivoluzioni colorate” degli ultimi anni ( Fragments d’une Rèvolution, opera collettiva by Anonymous) allo sterminio degli Khmer Rossi in Cambogia con Le Khmer rouge et le non violent di Bernard Mangiante, con l’interessante punto di vista dato dall’intrecciarsi della storia con quella di Kaing Guek Eav e del suo avvocato difensore.
Dalle stesse tematiche ha preso avvio quest’anno anche “Adotta un Doc”, con due rarissimi film dall’archivio del Festival sulla difesa dei diritti civili e sul pacifismo negli USA, restaurati grazie a questa iniziativa.
Un’altra innovazione è rappresentata  dalla prima retrospettiva italiana del giovane Isaki Lacuesta, regista spagnolo che sa fondere generi e linguaggi.
In una vastissima proposta di materiale attentamente selezionato, proveniente da 56 paesi e di fama internazionale, i temi finora citati, temi di guerre dimenticate, di dissidenza, di globalizzazione e contemporaneità, si sviluppano in storie di personaggi e di individui che, sia toccandoci nelle emozioni che essendo significative per rappresentazione della società del presente, possono diventare (e questo è il messaggio del Festival) racconto di tutti noi.

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 09 Novembre 2011 09:07 )