Tovarich, addio!

Venerdì 04 Febbraio 2011 16:59 Riccardo Fratini
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Anche l'ultima usanza russa – ormai lontano ricordo di un regime sepolto dalla caduta del muro di Berlino – ha lasciato definitivamente i nostalgici del comunismo.

"Tovarich", "compagno" è andato in pensione; il termine, già in disuso dal 1990 sebbene fosse rimasto nel linguaggio comune, adesso – per legge – questa parola non è più ammessa. E' sostituita con "gospadin", "signore".

Questa la notizia di "La Repubblica" di ieri.

In un momento politico europeo di gravi tensioni dove nel Medio Oriente la ribellione dei popoli ha reagito con grande determinazione e coraggio lottando con la supremazia dei regimi totalitari e in altre parti d'Europa si espande una maggioranza di destra la quale spesso destabilizza gli equilibri dei rispettivi paesi, la Russia ha ormai conquistato un regime che appartiene alla cultura di destra. Una destra sempre più attaccata al capitalismo e al potere individuale che non trova riscontro con il benessere collettivo delle popolazioni. Una destra che favorisce il capitalismo ormai corrotto da una ricchezza in contrapposizione ad una povertà in continua crescita la quale ha ridotto in serie difficoltà anche i ceti medio-alti.

Un sistema bancario mondiale che diffonde le grandi speculazioni, gli investimenti pericolosi e difende un potere ormai agonizzante nonostante i ruggiti pericolosi.

In questo scontro dove la lotta per sconfiggere uno stato di dolorosa sopravvivenza e le aspettative di governi responsabili sono sempre meno visibili, annullare un simbolo del vecchio socialismo a favore di un termine che forse rievoca i vecchi tempi zaristi è abbastanza inquietante.

Nella Russia moderna, anch'essa diventata una gestione estremamente corrotta e pericolosa, dovrebbe iniziare una nuova ribellione.

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