[cfr. Notizia ANSA]
Le recenti dichiarazioni del ministro Frattini devono far riflettere. Ovviamente, si tratta del “caso umano” Silvio Berlusconi, il quale, bersagliato da una serie di ingiustizie e patimenti, vittima del sadismo di giudici e giornalisti, dovrebbe recarsi di fronte alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per levare il suo umanissimo grido di dolore…
Certo: la privacy è un diritto, e viene prima di molti altri, non c’è dubbio… ma viene da chiedersi: di quali diritti si occupa la Corte dei Diritti dell’Uomo? Il lavoro, l’istruzione: e la privacy viene terza; il cibo, la salute: e la privacy viene quinta; l’identità, la vita: e la privacy viene settima… Insomma, la lista potrebbe procedere molto oltre: e il nostro ministro degli esteri, di fronte alle guerre, alla fame e alle stragi dei senza nome… ci parla del diritto dell’uomo, di un uomo, del nostro Primo Ministro, a vivere liberamente la sua vita di festini, orge e pessime figure di fronte all’opinione pubblica internazionale.
Niente da dire: ne ha tutto il diritto! Ma forse non quello di scomodare una delle più importanti istituzioni nel campo politico e sociale internazionale, per una questione che molto (ma molto) lontanamente tocca le sue competenze; e soprattutto non quello di rovesciare e stravolgere un insieme di valori condivisi dall’intera comunità umana, per affermare l’ “universale necessità” di difendere il privato e personalissimo interesse di un singolo uomo.
Simone Rebora
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