Siamo ormai vicini al 13 febbraio. Data di protesta di tutte le donne a questo stato di intolleranza ad una gestione politica fatta di scandali che oltrepassano la comune decenza. Un primo ministro che oltre a dare un pessimo esempio di moralità e definendosi “un peccatore”, lascia irrisolti i veri problemi del Paese a vantaggio dei suoi interessi personali e delle sue “passioni” fuori luogo e fuori ogni decenza.
Un primo ministro il cui comportamento resta illegittimo di fronte alle imputazioni e ai processi che evita regolarmente. La sua difesa è attaccare i magistrati nel pieno delle loro funzioni. Un comportamento, al limite, giustificabile da un fuorilegge; mai da un alto rappresentante delle istituzioni politiche. Un primo ministro la cui considerazione delle donne è limitata alle “escort” lasciando un’immagine della figura femminile che non rappresenta l’immaginario collettivo italiano.
Per questo il 13 febbraio alle manifestazioni “Se non ora quando?” possono e devono essere partecipi in prima persona anche e soprattutto gli uomini a difendere la realtà femminile restituendo alle donne dignità e rispetto. Quella dignità e quel rispetto che devono sempre e comunque essere presenti.
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