Continuano le proteste in Libia

Lunedì 21 Febbraio 2011 14:23 Fabrizio Cucchi
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Continuano le proteste in Libia. L'agenzia di stampa "Ansa" citando "fonti mediche non confermate" parla di un bilancio di 61 morti nella giornata di ieri. Decessi questi negati dal figlio ( e successore designato) di Gheddafi, nel suo ultimo appello televisivo. Altre fonti ( http://www.puntocritico.net/2011/02/20/rivolta-nel-sangue-in-libia-centinaia-i-morti/ ) parlano di cifre che vanno da 80 a 200 morti, negli ultimi tre giorni. Sembra che ci siano stati vari episodi di scontri tra manifestanti e forze dell'ordine: ad esempio l'agenzia di stampa "Reuters" riporta la notizia dell'assalto dei manifestanti ad un cantiere sudcoreano a Tripoli, assalto che sarebbe stato represso nel sangue. E' probabile che una parte della collera popolare si sia rivolta contro le imprese straniere, indubbia con-causa della miseria della popolazione. A conferma di questa mia congettura citerò l'atteggiamento delle stesse di fronte agli attuali avvenimenti - Finmeccanica, BP e Statoil starebbero (secondo fonti ufficilai) rimpatriando i loro dipendenti - cosa che non avrebbero motivo di fare se le attività delle suddette ditte non fosse nel mirino delle proteste popolari. In un'altro episodio di protesta sarebbe stato dato alle fiamme il parlamento libico. Sembra smentita -almeno per ora- la voce (circolata ieri) di una possibile fuga di Gheddafi medesimo. Gli ambasciatori libici in Cina e in India si sono dimessi. Sembra imminente la fine di un altro dittatore del mondo arabo.

Fabrizio Cucchi, DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 21 Febbraio 2011 15:27 )