“Stiamo andando verso una nuova governance mondiale. E, anche se è dura da ammettere, noi non ci saremo”.
Queste le prole di Sandro Gonzi, ex diplomatico a Bruxelles con Romano Prodi e ora deputato Pd responsabile dei rapporti con la Unione Europea.
Il Map – Mutual ossessment process – ovvero il processo innescato dal G20 di Washington ad aprile per valutare gli equilibri finanziari attuali ci porterà a definire alcuni paesi di serie A ed altri di serie B.
Secondo Gonzi, saremo fuori dal G7 e ne spiega i motivi in una intervista rilasciata a l'Espresso di ultima uscita: “ In febbraio a Parigi sono stati scelti tre indicatori su cui valutare lo stato di salute dei paesi e cioè il debito pubblico e il deficit fiscale, il debito e il risparmio privati, gli sbilanci verso l'estero . A Washington – prosegue il deputato – sono stati poi messi a punto quattro strumenti di analisi dai parametri di crescita ai trend statistici: se almeno due su quattro faranno scattare l'allarme equilibrio, per quel paese si aprirà una seconda fase di sorveglianza ma con un ulteriore sbarramento. Deve essere un paese con un'economia di un certo rilievo: in pratica il suo Pil deve essere superiore al 5% del Pil del G20”.
Ad oggi manca l'elenco di chi possiede questo requisito ma l'Italia si fermerebbe al 4,5%, secondo le stime.
“Questo significa – afferma Gonzi – che noi saremmo ignorati. I sette saranno USA, Giappone, Francia, Gran Bretagna, Cine e India. Italia e Canada saranno fuori.”
L'attuale crisi che vede asncora l'Italia in alto mare,rischia – secondo questa analisi – ad aggravarsi ulteriormente fino a concludersi con una emarginazione sostanziale a livello europeo.
La politica e il Governo sempre più irresponsabili e lontani dai bisogni del Paese, necessitano di una cura intensiva affinchè si riappropino di una sobria conduzione delle loro funzioni.
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