L'interconnessione tra le varie branche del Moloch capitalista è qualcosa di stupefacente...Ritrovare dove porti ogni filo è un lavoro tedioso e sporco (la famosa metafora del “mangiare la minestra con il coltello”), ma necessario. Del resto è colpa nostra: a furia di non chiedersi “da dove viene?” oppure “come è fatto?” il risultato è che siamo circondati “da spazi vuoti nella coscienza”, oggetti che dovrebbero inquietarci ma che invece ci sono familiari, la cui presenza è divenuta quasi rassicurante. Qualche tempo fa, su queste pagine ci inquietavamo per l'onnipresenza dell'olio di palma (http://www.deapress.com/opinioni-e-commenti/laccusa-di-greanpeace-a-nestle ). Problema che del resto non è stato risolto dalla parziale “retromarcia” di Nestlè ( http://www.deapress.com/ufficio-stampa/i-risultati-di-greenpeace-su-nestle ); un numero imprecisato, ma enorme, di oggetti continua del resto a “celare dentro di sè” questa stessa origine (“saponi, polveri detergenti e prodotti per la cura della persona, è usato per curare ferite. E’ perfino impiegato anche per produrre biodiesel ...”). Qualche giorno fa commentavo “il picco del legname tropicale” ( http://www.deapress.com/ecologia/picco-del-legname-tropicale ). Sempre su questo tema, leggendo la discussione circa le azioni dei pescecani ripondenti alle sigle di APP e APRIL (http://it.mongabay.com/news/2011/it0317-pulp_and_paper.html , problematica riproposta ieri del WWF http://www.wwf.it/client/ricerca.aspx?root=30091&content=1 ), che producano polpa di cellulosa distruggendo le foreste tropicali, ho voluto fare una breve ricerca ( 2 minuti) sul tema “polpa di cellulosa”. Oltre a tutto ciò che concerne la carta (quindi dagli imballaggi ai libri passando per la carta igenica) , troviamo la stessa in alcuni tipi di ceramica (“paperclay” - http://www.ceramica.com/comefare/paperclay/paperclay.html ), cellophane e rayon ( http://en.wikipedia.org/wiki/Cellulose ) - quindi potenzialmente qualsiasi cosa sia “tessuta” (http://it.wikipedia.org/wiki/Rayon_(fibra) - oltre che in molti oggetti di uso domestico. Ad un ignorante come me, sorge anche il sospetto che “il suo dominio” si estenda fino ai farmaci e al settore edilizio ( http://en.wikipedia.org/wiki/Hydroxypropyl_methyl_cellulose ). Quanti di noi possono, dormire vedendo (o più spesso, volendo ignorare) "di che lacrime grondi e di che sangue", il mondo degli oggetti che ci circonda? Dobbiamo abituarci a mettere in discussione molte cose che diamo per scontate...Altrimenti, "saranno gli oggetti a dominare noi"...
Fabrizio Cucchi, DEApress
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