Sabato 06 Dicembre 2008 14:59
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“Mai più uccisi perché gay”. E’ lo slogan del sit-in di protesta promosso da Arcigay, Arcilesbica e Certi diritti, che si svolgerà oggi pomeriggio a Roma, in piazza Pio XII, a San Pietro, al confine tra lo Stato italiano e quello vaticano. L’iniziativa è stata organizzata per protestare contro la posizione assunta dal Vaticano nei confronti della proposta del governo francese all’Onu di depenalizzare l’omosessualità nel mondo. Nei giorni scorsi, il rappresentante della Santa Sede presso le Nazioni Unite a New York, mons. Celestino Migliore, aveva infatti sostenuto in un’intervista la contrarietà della Chiesa di fronte alla proposta francese.

Secondo le associazioni promotrici del sit-in, il Vaticano, non firmando il documento che la Francia ha proposto all'Onu per chiedere la depenalizzazione dell'omosessualità, “di fatto sostiene gli oltre 80 paesi del mondo che perseguitano gli omosessuali”.

Sono 88 i paesi del mondo che condannano con il carcere, la tortura e i lavori forzati le persone in quanto lesbiche, gay e trans. In 7 di questi (Iran, Arabia Saudita, Yemen, Emirati arabi, Sudan, Nigeria, Mauritania) è prevista la pena capitale. “Vogliamo rivolgerci - ha spiegato Fabrizio Marrazzo,  presidente di Arcigay Roma - anche ai fedeli cattolici, offesi, come noi, da parole che negano la vita della persona. A loro chiediamo di riflettere, perché siano al nostro fianco in un momento in cui è importante ribadire con forza che nessun credo religioso può giustificare l’opposizione alla cancellazione di una barbarie che ogni anno produce incarcerazioni e sentenze di morte”. “Questa posizione - ha aggiunto Marrazzo - ha turbato fortemente la nostra comunità, e non solo. Tantissimi sono i messaggi di solidarietà che ci stanno arrivando. Il Vaticano continua a offendere la vita di milioni di persone criminalizzandone l’orientamento sessuale. Una posizione contraria a qualsiasi concetto evangelico di amore e fratellanza”.

Un’analoga manifestazione di protesta si tiene oggi a Genova, sede del prossimo Gay Pride, davanti all’Arcivescovado.

 

Valentina Casini - DEApress

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