Chi è Mannu? Mannu è Francesco Mannucci ed è prima di tutto un giovane che si è sempre posto in prima fila per le lotte antifasciste e antagoniste, nella difesa dei più deboli e contro ogni soppruso.
Ebbene su Mannu è stata costruita una camicia non sua...mostrandolo come un "presunto terrorista" invece di un ragazzo pieno di impegno politico e sociale. Questo ci fa suppore che su di lui ci sia una operazione di polizia tendente a distruggere qualsiasi tipo di solidarietà sociale.La montatura non regge e la ricostruzione dei fatti è un pò strana. Cosa gli imputano? Quasi niente ma lo tengono - ancora oggi - in isolamento. Cosa gli si vuole far pagare? Questo è solo una ispiegabile volontà di giustizialismo contro i giovani che lottano per una società migliore.
Dopo il comportamento della questura che ha perquisito molti giovani e arrestato il Mannu considerandolo un "trofeo" per il niente che avevano trovato. A questo punto molti sono gli interrogativi che ci poniamo e qui di seguito riporto i comunicati di coloro che lo conoscono e vivono con lui quest'attesa per la liberazione.
Solidarietà avevamo chiesto e solidarietà abbiamo avuto.
Sùbito.
Il 6 ed il 7 novembre, in due manifestazioni distinte messe in piedi in meno di tre ore, centinaia di LAVORATORI e di rappresentanti della Firenze che non conta sono scesi in corteo in solidarietà con gli undici perquisiti e con Mannu prigioniero.
Un primo nutrito corteo improvvisato, un secondo ancora più numeroso: molte persone, pochissime bandiere, un solo striscione. Negli stessi giorni, nelle stesse ore a Livorno, a Pistoia, a Roma, altre migliaia di persone scendevano in piazza in solidarietà con i prigionieri a seguito dei fatti dell'11 ottobre e per chiedere la verità per Stefano Cucchi, per la sua solitaria e spaventosa fine.
Nelle carceri si continua a morire -sessanta i suicidi riusciti dall'inizio dell'anno, ammesso che suicidi si possa chiamarli- mentre il lavoro continua ad uccidere. Il 7 novembre 2009 Domenico Ricco è morto travolto da un treno alla stazione fiorentina di Rifredi, mentre stava riparando uno scambio.
Perché non ci siano più un Francesco, uno Stefano, un Domenico.
Mannu askatu.
Il comunicato stampa sulle giornate del sei e del sette novembre.
Dopo la spontanea e partecipata iniziativa di ieri, oggi oltre un migliaio di compagni/e amici e familiari in corteo hanno attraversato le vie del centro fiorentino passando per i luoghi significativi del potere politico (P.za Signoria) giudiziario (P.za San.Firenze) ed emblematici della “serietà” dell’inchiesta nei confronti di Mannu: al Ristorante Rossini è stata “restituita” la pianta che secondo le motivazioni di arresto sarebbe stata sottratta e dimostrerebbe la pericolosità sociale di Mannu.
Durante il corteo di oggi è stato esposto uno striscione che riportava la scritta ”va in carcere chi lotta, muore chi lavora” per denunciare l’ennesima morte di un operaio: il ventisettenne travolto da un treno alla stazione di Rifredi nella giornata di ieri. L’alta partecipazione e la determinazione di chi ha manifestato, dimostrano che nonostante le azioni repressive, la solidarietà è costante e continua.
La mobilitazione non si ferma certamente con la manifestazione odierna.
Nei prossimi giorni faremo altre iniziative in città e non solo, fino a quando non avremo ottenuto la sua liberazione.
La nostra solidarietà si estende anche a tutti i compagni che oggi come noi hanno manifestato nelle altre città come a Roma, dove i compagni e gli amici di Stefano Cucchi si sono anche scontrati con la polizia; come a Livorno in solidarietà con i tre compagni arrestati per i fatti avvenuti alla sede di Casa Pound di Pistoia.
CpaFiSud, Cantiere Sociale K100, CSA Next Emerson, Movimento di Lotta per la Casa, Individualità anarchiche fiorentine, Collettivo politico Scienze Politiche, Assemblea delle Scuole in Lotta, Voci dalla Macchia, Rignano Antifascista.
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La Domenica 8 novembre le Voci dalla Macchia hanno volantinato per Pontassieve.
8.11.2009 – Pontassieve (FI)
Nella giornata di oggi, un gruppo di amici e di compagni di Mannu hanno distribuito alla popolazione di Pontassieve circa un migliaio di volantini.
Lo scopo di questa azione è stato quello di informare la cittadinanza sui gravissimi fatti avvenuti venerdì mattina: l'arresto del nostro amico e compagno Mannu e le perquisizioni alla ricerca di esplosivi (ovviamente con esito negativo) ai danni di altri 11 compagni fiorentini.
L'intervento delle forze dell'ordine locali non ha impedito il proseguimento dell'azione che si è svolta fino all'esaurimento dell'ultimo volantino, con continui interventi al megafono e con due striscioni che chiedevano la sua liberazione e esprimevano solidarietà agli altri antifascisti perquisiti.
Il nostro impegno comune è sempre stato l'avversione al fascismo, allo sfruttamento e alle ingiustizie sociali.
La montatura inquisitoria da loro architettata disegna invece un personaggio intento a delinquere e ad organizzare azioni terroristiche. Ciò dimostra che l'unico terrorismo è quello portato avanti dalle azioni poliziesche ordinate dalla repressione dello Stato.
L' intento accusatorio appare ben chiaro: si vuole criminalizzare chi fino ad oggi non ha accettato la verità imposta dall'alto e si è sempre battuto per la giustizia sociale.
Sia oggi che con la mobilitazione dei giorni scorsi abbiamo cercato di rompere il muro di menzogne costruite ad arte attorno alla vicenda dai media asserviti al potere.
Non ci fermeremo qui. La nostra mobilitazione proseguirà fino alla liberazione di Mannu.
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