Comunisti cechi ancora sotto attacco

Mercoledì 30 Dicembre 2009 20:44 Riccardo Marconi
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Nella Repubblica Ceca il Partito Comunista di Boemia e Moravia (PCBM) è di nuovo sotto attacco. Nella sua sessione del 30 ottobre 2008, il Senato, con la partecipazione di soli 38 senatori su un totale di 81, prese in esame il rapporto finale della Commissione Temporale per la valutazione della costituzionalità del PCBM. Tale riunione senza un quorum sufficiente approvò, con soli 30 voti, una risoluzione per cui il Senato rileva numerosi indizi della violazione della Costituzione della Repubblica Ceca da parte del Partito Comunista di Boemia e Moravia. Ad esempio, si condannava il PCBM per la sua visione marxista, per la sua posizione nei confronti del conflitto nel Caucaso, e per altre interpretazioni soggettive. La risoluzione del Senato chiese al governo di portare il caso di fronte al Tribunale Supremo Amministrativo.

L’8 dicembre 2009, la commissione sopra menzionata ha chiesto ancora una volta al Governo che presenti al Tribunale una proposta di sospensione dell’attività del PCBM. C’è da rilevare che il caso non è stato sollevato al Tribunale Supremo Amministrativo dal precedente governo del signor Topolanek e, al momento, neppure dall’attuale governo del signor Jan Fischer.

Il PCBM quindi in questi giorni chiede, di esprimere solidarietà alle istituzioni internazionali di garanzia ma anche con petizioni, lettere di protesta indirizzate al governo ceco attraverso le ambasciate nei vari paesi.

Si tratta di una violazione dei principi democratici fondamentali - afferma Jirí Mastálka Vice-Presidente del CC del PCBM.

 

Riccardo Marconi - DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 30 Dicembre 2009 21:31 )