Da varie fonti apprendo la notizia della rivolta di qualche centinaio di immigrati a Rosarno (Calabria). I lavoratori migranti impiegati precariamente nell'agricoltura del meridione, vivono notoriamente in condizioni disumane, sfruttati da aziende senza scrupoli spesso legate alle varie mafie locali. Nel 2008 la nota ong Medici senza frontiere, aveva denunciato le spaventose condizioni in cui vive qualche migliaio di persone scrivendo testualmente: "Sfruttamento sul lavoro, scarso accesso alla salute, alloggi totalmente inadeguati ed episodi di violenza costituiscono la realtà quotidiana degli stagionali in quest'area. Le condizioni igienico sanitarie in cui versano i lavoratori stagionali sono inaccettabili"(testimonianza ripresa oggi dall'agenzia Reuters). Sembra che un'aggressione da parte di elementi "autoctoni" verso alcuni di loro abbia innescato veementi proteste, subito represse con la massima severita dalle cosiddette forze dell'ordine. Alcune fonti riferiscano la notizia che gli agenti siano giunti al punto di allontanare i migranti dalla cittadina con la scusa di "evitare ulteriori tensioni con la popolazione.". Fonti ufficiali riferiscano che il ministro Maroni, non abbia perso l'occasione di esternare le sue (del resto già note) idee, ossia che la colpa sia, come sempre da attribuirsi essenzialmente "all'immigrazione clandestina". Nessuna responsabilità, come al solito è stata attribuita nè agli abominevoli costumi delle aziende agricole, nè alla crescente xenofobia, e neppure all'indifferenza delle autorità che hanno fino ad ora lasciato che forme moderne di schiavismo avessero luogo.
Fabrizio Cucchi, DEApress
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