Decreto Romani? No, grazie.

Lunedì 15 Novembre 2010 12:58 Ilenia Battaglia
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Decreto Romani? No, grazie.

 

Per oggi è previsto il completamento dei lavori dell' Agcom ( Autorità garante delle comunicazioni)  in materia di web tv e web radio , ultimi baluardi della libera comunicazione.
Secondo il Regolamento, chiunque voglia esercitare un'attività di diffusione televisiva in IP streaming, Web tv o trasmissione in streaming , sarà obbligato ad ottenere un'autorizzazione dall' Agcom, pagare 3.000 euro ed attendere 60 giorni per vedere la propria richiesta presa in considerazione, accettata o respinta dalla suddetta Autorità.
Al momento le deliberazioni di Agcom riguarderebbero solo le web tv e radio lineari , vale a dire con palinsesto.
A queste realtà verranno estesi anche alcuni obblighi tipici dell'editoria tradizionale, quali l'obbligo di rettifica e la tutela dei minori.
Il decreto Romani non dovrebbe investire blog e siti con una quantità limitata di materiale audiovisivo, mentre i siti con contenuti basati prevalentemente su video verranno equiparati alle tv tradizionali.

Non poche, ovviamente, le opposizioni e i dissensi volti a contrastare dei provvedimenti che con ogni probabilità metteranno in serie difficoltà piccoli operatori video italiani che operano su Internet e decreteranno la fine delle micro Web tv. 

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 20 Novembre 2010 19:42 )