E' notizia di oggi che lo Stato non si presenterà parte civile nel processo riguardo la bomba in via dei Georgofili a Firenze - strage del 1993 - insieme ad altri eventi sanguinosii a Roma e Milano.
Reduci da una assoluzione per la strage di Brescia, l'Apparato a capo del Paese continua ad essere lontano dalla partecipazione dei parenti per i loro caduti. L'Avvocatura di Stato dichiara che nessuno li aveva informati. Nemmeno disposizioni superiori.
"Non ne sapevamo niente" reclamano dall'Avvocatura distrettuale di Firenze. "Bastava leggere la Gazzetta ufficiale" è la secca replica del Procuratore Giuseppe Quattrocchi.
Il quotidiano Repubblica nella cronaca, riporta lo sconcerto del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi: "La mancata costituzione dello Stato è un'offesa alle vittime".
Dagli elencati del Giudice Michele Barillaro nel decreto del 14 giugno ne sono rimasti assenti: la presidenza del consiglio, i ministeri dell'interno e dei beni culturali, i Comuni di Roma e Milano e le Regioni di Lazio e Lombardia.
Il Comune di Firenze e la Regione Toscana sono gli unici enti pubblici a costituirsi parte civile insieme ad altre 28 persone: feriti, familiari delle vittime e chi è stato danneggiato; ovvero solo i diretti interessati.
Una negligenza ed una dimenticanza che scivolano facilmente in un sospetto di indifferenza e noncuranza che in uno Stato determina la mancanza ai doveri che è obbligasto a onorare per rispetto ai valori fondamentali di una società. E le vittime e i parenti sono parte integrante e rilevante di questi valori fondamentali. In uno Stato legalmente riconosciuto e democraticamente eletto, tutelare la memoria della cittadinanza caduta in attentati di terrorismo è un suo diritto-dovere del quale dovrebbe sempre rammentare!
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