Educazione sotto l'mbrellone.

Domenica 19 Agosto 2007 13:29
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Dal corso di Filosofia dell'educazione e della comunicazione tenuto dal prof. Alessandro Mariani presso l'Università degli Studi di Firenze nell'anno accademico 2005-2006 è stata proposta un'indagine sugli aspetti fondanti e formali della filosofia dell'educazione attraverso il pensiero di alcuni autori-chiave. Uno di questi è il politologo fiorentino Giovanni Sartori.

Giovanni Sartori è uno studioso specializzato in politica comparativa che ha ricoperto numerosi ruoli di prestigio presso l’Università degli Studi di Firenze e che ha ricevuto diversi premi di grande importanza, quali la Laurea Honoris Causa da parte di numerosi atenei nazionali ed internazionali e il premio “Outstanding Book Award” da parte dell’Associazione Americana di Scienza Politica (APSA), ottenuto nel 1998 per il volume Parties and Party Systems: A Framework for Analysis (1976).
Sartori può essere ad oggi considerato uno dei principali autori nel campo della “Teoria della Democrazia”, dei sistemi di partito e dell’ingegneria costituzionale nel mondo accademico internazionale. La sua teoria, riguardante la classificazione dei sistemi partitici, è basata sulla differenza tra il formato del sistema partitico e la meccanica funzionale. Nell’opera Homo Videns, Sartori descrive la vita come uno sviluppo inevitabile, che non deve però scadere “in un vivere che è solo un ammazzare il tempo” (Sartori, 1997, p. XII). Dopo un breve excursus sull’evoluzione culturale dell’homo sapiens, Sartori afferma infatti che “la rottura avviene […] con la televisione” e con le immagini. Le critiche alla storia dell’evoluzione umana, tuttavia, non sono riservate solo alla televisione: in questo libro, l’autore ricorda anche il grande scandalo suscitato dall’Encyclopédie di Diderot (addirittura messa all’Indice nel 1759) e sottolinea come invece radio, telefono, telegrafo e giornali non abbiano sconvolto poi tanto gli equilibri sociali e culturali moderni. Per questo il loro avvento è stato salutato come un benefico passo in avanti nel campo della trasmissione/circolazione/diffusione di informazioni, idee e cultura.
Ad ogni modo, ci avverte Sartori, la televisione e, oggi come oggi, Internet hanno stravolto gli equilibri psico-fisici delle persone, perché hanno seriamente compromesso, in chi fa uso di tali mezzi, le normali capacità percettive di orientamento spazio-temporale. In sintesi: prima dell’arrivo di questi nuovi media, l’uomo era in grado di vedere il piccolissimo grazie al microscopio e il lontanissimo grazie al binocolo o al telescopio; ora, invece, con l’informatica e la cybernetica, che hanno scavalcato persino la televisione, tutto è cambiato. Se quest’ultima ci fa vedere immagini reali, Internet ci mostra invece immagini immaginarie, cioè una realtà creata appositamente su video.
È in un simile contesto che si stabiliscono i nuovi paradigmi sartoriani del video-bambino, dell’opinione tele-diretta (ossia dell’opinione pubblica guidata dai mezzi di comunicazione) e della video-politica.

Alessandra Perpiglia

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