Teatro: Gastone

Giovedì 15 Novembre 2007 06:03 Giulio Gori
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Gastone

La Contemporanea in coproduzione con Padiglione delle Meraviglie/Modestina Caputo/Astiteatro98 presentano ‘Gastone’ di Ettore Petrolini. Con Massimo Venturiello, Tosca, Franco Silvestri, Camillo Grassi, Antonio Fornari, Claudia Campagnola, Alessandro Greggia, Lara Raffaello, Cinzia Ricciardi, Renato Merlino e Paola Giannetti. Drammaturgia Nicola Fano, musiche originali Germano Mazzocchetti, scene Alessandro Chiti, costumi Sabrina Chiocchio, coreografie Fabrizio Angelini, light designer Vincenzo Raponi. Regia Massimo Venturiello.

Gastone Durville è uno scopritore di talenti del varieté, privo di scrupoli, bugiardo, profittatore, ladro, cocainomane, il ritratto del perfetto animale da mondo dello spettacolo. Le sue promesse sono tanto vuote quanto sfrontate. Le sue battute sono sagaci, ma i suoi versi goffi e raccogliticci. Il suo esibizionismo è secondo soltanto alla sua leziosaggine. Stavolta nella sua ragnatela finisce la giovane Lucia, cantante promettente e sprovveduta, presto ribattezzata come Luciette D’Antibes. Ma a discapito del testo di Ettore Petrolini (1924), in questo caso le cose non andranno secondo copione.
'Gastone' è una commedia dal testo divertentissimo, in cui un personaggio infido e malvagio come il protagonista non può non suscitare simpatia e ilarità: “L’economia è una volgarità insopportabile” ama ripetere a chi reclama di essere pagato.
La compagnia guidata da Massimo Venturiello si muove sulla scena con discreti risultati, con alcuni meriti e alcuni peccati.
Anzitutto la scelta di recitare col microfono appiattisce l’espressività vocale e finisce spesso per contribuire a un gran trambusto e a una certa cacofonia. Inoltre ci si adagia fin troppo sulla descrizione del varietà; in fondo, fare una rappresentazione molto (troppo?) lunga e articolata di questo genere, seppur in versione parodistica, finisce per alimentare il sospetto che in fondo non dispiaccia: per meglio dire, si fa ironia su balletti, maghi e soubrettes, ma forse è più vero che si ha vergogna di apprezzarli. Ci si adagia eccessivamente sul genere musical, spezzando in modo non del tutto opportuno la vivace e compatta prosa di Petrolini. Non strabilia, del resto, la scenografia, fin troppo ridotta, studiata per teatri con boccascena ben più stretti di quello della Pergola.
Tuttavia bisogna riconoscere che Tosca ha talento, e pure con un pizzico di stile antiquato, canta con grande personalità e con un tocco di voluta ingenuità, riuscendo tra l’altro a muoversi con una maniera goffa e impacciata, molto appropriata alle movenze di una soubrette in erba. Le interpretazioni, salvo qualche caduta di tono, sono adeguate. E soprattutto è davvero bravo Massimo Venturiello, nei panni di Gastone: non ha il fascino e il magnetismo di un Mario Scaccia (che fu Gastone per la regia di Maurizio Scaparro), ma con un’impronta di maggiore realismo, con una più smaccata grossolanità, nonché con uno straordinario linguaggio del corpo, che a tratti ricorda il grande Totò, è altrettanto riuscito e efficace.

Al Teatro della Pergola fino a domenica 18 novembre 2007

Giulio Gori

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Novembre 2007 06:05 )