Piu' che ospiti, si diventa parte della famiglia.
Marina ed Ashot praticamente adottano le persone che soggiornano nel loro delizioso tranquillo bed & breakfast.
Il mio impatto con l'Armenia e' stato all'insegna dell'ospitalita' piu' esagerata.
L'autista della martshrutka che dalla statale, dove mi ha lasciato il taxi collettivo proveniente da Tbilisi, mi ha portato al centro della citta' di Vanadzor, non ha voluto neanche che gli pagassi la corsa. Dopo aver camminato un chilometro, con l'aiuto di alcune persone, sono riuscita a trovare il B&B Maghay.
Marina fa l'assistente sociale e quando torna a casa alle 5 del pomeriggio ha ancora mille energie da spendere per preparare la cena ai sui ospiti. E cosi' e' stato venerdi sera: invitata a cenare con loro, mi ha deliziato con mille prelibatezze armene.
Ma il meglio doveva ancora venire. Ieri, mentre Ashot mi ha accompagnato a visitare i monasteri della Gola del Debed in una corsa spericolata con la sua strepitosa Lada di trent'anni, Marina, cuoca straordinaria, ha preparato decine di piatti per la cena alla quale partecipavano le sue colleghe e suoi brillantissimi genitori, e alla quale sono stata invitata anch'io.
Cosa si beve durante una cena armena? Oltre all'acqua e vari sciroppi di frutta, tanto per dare una rinfrescata allo stomaco, si bevono litri e litri di cognac e vodka. Non alla fine. Durante.
La cena con amici e familiari si consuma tra decine di "genats", cioe' tra un brindisi e l'altro che viene suggellato ogni volta da un bicchierino di cognac e di vodka, appunto.
Quando Rafi, il patriarca della famiglia che secondo questo rituale si definisce "tamada" ha proposto il primo brindisi alle donne della serata accompagnandolo (come tutti gli altri brindisi) con un bel discorso, pensavo ci si limitasse a due o tre alzate di bicchiere durante la serata, tanto che ho mandato giu' i primi due cognacchini con una certa leggerezza. Quando poi ho capito che ogni dieci minuti, c'era un nuovo brindisi, per i gentori, per Marina, per il loro figlio che si era sposato tre giorni fa, per l'italiana, alla salute dei commensali e via discorrendo, ho pensato bene di limitare la quantita' da bere, a dei piccoli sorsi. Nonostante cio', il mio apparato digerente ieri sera, bruciava come un bosco in fiamme nelle calde giornate agostane.
Ad un certo punto Ashot ha fatto un brindisi, augurandosi che il capo del governo armeno si togliesse al piu' presto dalle scatole. Avrei voluto aggregarmi e augurarmi la stessa cosa con il mio capo del governo, ma avrei avuto bisogno di una botte di cognac per sostenere quel brindisi ed uno stomaco in ghisa. Ho lasciato perdere, e mi sono fatta un altro cognacchino.
Marina ed Ashot praticamente adottano le persone che soggiornano nel loro delizioso tranquillo bed & breakfast.
Il mio impatto con l'Armenia e' stato all'insegna dell'ospitalita' piu' esagerata.
L'autista della martshrutka che dalla statale, dove mi ha lasciato il taxi collettivo proveniente da Tbilisi, mi ha portato al centro della citta' di Vanadzor, non ha voluto neanche che gli pagassi la corsa. Dopo aver camminato un chilometro, con l'aiuto di alcune persone, sono riuscita a trovare il B&B Maghay.
Marina fa l'assistente sociale e quando torna a casa alle 5 del pomeriggio ha ancora mille energie da spendere per preparare la cena ai sui ospiti. E cosi' e' stato venerdi sera: invitata a cenare con loro, mi ha deliziato con mille prelibatezze armene.
Ma il meglio doveva ancora venire. Ieri, mentre Ashot mi ha accompagnato a visitare i monasteri della Gola del Debed in una corsa spericolata con la sua strepitosa Lada di trent'anni, Marina, cuoca straordinaria, ha preparato decine di piatti per la cena alla quale partecipavano le sue colleghe e suoi brillantissimi genitori, e alla quale sono stata invitata anch'io.
Cosa si beve durante una cena armena? Oltre all'acqua e vari sciroppi di frutta, tanto per dare una rinfrescata allo stomaco, si bevono litri e litri di cognac e vodka. Non alla fine. Durante.
La cena con amici e familiari si consuma tra decine di "genats", cioe' tra un brindisi e l'altro che viene suggellato ogni volta da un bicchierino di cognac e di vodka, appunto.
Quando Rafi, il patriarca della famiglia che secondo questo rituale si definisce "tamada" ha proposto il primo brindisi alle donne della serata accompagnandolo (come tutti gli altri brindisi) con un bel discorso, pensavo ci si limitasse a due o tre alzate di bicchiere durante la serata, tanto che ho mandato giu' i primi due cognacchini con una certa leggerezza. Quando poi ho capito che ogni dieci minuti, c'era un nuovo brindisi, per i gentori, per Marina, per il loro figlio che si era sposato tre giorni fa, per l'italiana, alla salute dei commensali e via discorrendo, ho pensato bene di limitare la quantita' da bere, a dei piccoli sorsi. Nonostante cio', il mio apparato digerente ieri sera, bruciava come un bosco in fiamme nelle calde giornate agostane.
Ad un certo punto Ashot ha fatto un brindisi, augurandosi che il capo del governo armeno si togliesse al piu' presto dalle scatole. Avrei voluto aggregarmi e augurarmi la stessa cosa con il mio capo del governo, ma avrei avuto bisogno di una botte di cognac per sostenere quel brindisi ed uno stomaco in ghisa. Ho lasciato perdere, e mi sono fatta un altro cognacchino.
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