L'epicentro del terremoto che ha scosso la regione toscana è la Garfagnana. Piccole scosse sono state avvertite anche a Firenze.
Una forza, quella di madre Natura, che non si puo' controllare, non la si puo' dominare. Qualsiasi armamentario bellico tu abbia, non ci potrà esser nessuno scontro ad armi pari.
Uomo/Natura: una complessa dicotomia che mette a dura prova qualsiasi equilibrio microcosmo/macrocosmo, qualsiasi attitudine umana, qualsiasi ansia di razionalizzare ciò che gli si manifesta.
Leggere Leopardi e il suo Dialogo della natura e di un islandese potrebbe aiutarci a ridimensionare l'incontrollabile eppur così labile autostima che l'uomo sembra portarsi dietro.
È possibile che solo le catastrofi possono ancora dirci qualcosa? A dissuaderci dal costruire le case dei tre porcellini, fatti di sputi di cemento e sabbia? Un'edilizia sfrenata che non bada a conseguenze, né tanto meno a preservare configurazioni paesaggistiche che ci precedono di molto. Eppur rimbomba nelle viscere del nostro ego, la notizia assordante del crollo delle case dello studente in Abruzzo, per il sisma che sconvolse l'Italia, ferita dalle sue inadempienze, dal suo malcostume che rigurgita crisi di legalità da tutti i pori. Quel dolore venne inciso con le note scritte da Jovanotti e interpretate dagli artisti italiani. Quel pentagramma portava il titolo di "Domani". C'era l''eco forte alla forza di rinascere, alla capacità di ricostruire. Eppure "domani" sembra l'intercalare proprio di noi italiani (con cui soprattutto i meridionali vengono etichettati), ovvero il rimandare i compiti al domani, i doveri al dopodomani. Il sottotitolo di questo pericoloso capitolo di atteggiamenti è l'incertezza della pena, la non curanza delle istituzioni che dovrebbero rendere esecutiva la Costituzione, il suo spirito, quello partorito dall'urgenza della seconda guerra mondiale, da quella catastrofe e da quel bisogno di umanità che probabilmente noi non riusciamo più a ereditare.
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