Donne e lavoro a Jesolo - Qual'è il confine?

Lunedì 29 Luglio 2013 13:29 Agnese Giacobbe
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Donne e lavoro - Discriminazione o strumentalizzazione? Jesolo 2013

La pazza estate, alla quale stiamo assistendo in questo 2013, è stata investita da una strana vicenda che tocca le spiagge di Jesolo, comune veneto, meta estiva di numerosi turisti. In molte pagine web e giornali si legge che  la Federconsorzi aveva inizialmente stabilito di non assumere più donne come beach steward a causa dei malumori sorti tra gli immigrati islamici, incapaci di accettare rimproveri o imposizioni da parte di figure femminili. 

 A questa notizia è stata spesso affiancata la dichiarazione del Presidente della Federconsorzi: «Nel 2012 le ragazze hanno svolto benissimo il loro compito — afferma il presidente Federconsorzi — ma abbiamo rilevato che in vari casi sono state motivo di tensione con gli immigrati e non certo per colpa delle operatrici. Abbiamo riscontrato che il musulmano non tollera di essere rimproverato da una donna, la considera un’offesa, si agita, risponde in malo modo, creando situazioni di tensione. E così abbiamo deciso di impiegare solo maschi».

Altra dichiarazione che si può trovare nelle varie notizie che riguardano questo fatto, è quella di una delle destinatarie di questi comportamenti offensivi: «Sono stata più volte minacciata e insultata con tutti gli epiteti immaginabili dai venditori abusivi quando cercavo di allontanarli – spiega -. In alcuni casi mi hanno anche sputato addosso. Per fortuna al mio fianco c’erano dei colleghi maschi che mi hanno difesa e hanno evitato che mi accadesse qualcosa».

Questa vicenda ha mosso un' ondata di polemiche asprissime.

Successivamente c'è stata una retromarcia da parte della Federconsorzi. Grazie al progetto “Beach Steward” partito il 1 giugno, le donne possono essere assunte, ma dovranno lavorare accompagnate da uomini, che potranno così intervenire nel caso in cui si ripresentino nuovamente situazioni di questo tipo e con un’aggiunta, quella della presenza obbligatoria «di pattuglie miste, per una questione di sicurezza reciproca e per evitare ogni tipo di suscettibilità, a prescindere da qualsiasi credo o provenienza».

Negli ultimi anni, il tema della posizione assunta dalle donne nei vari settori della società e quello delle autentiche violenze, di ogni natura (fisiche, verbali, psicologiche), perpetrate nei loro confronti, sono diventate finalmente notizie da prima pagina che smuovono gli animi rimasti fino ad ora passivi e volontariamente ciechi.

Detto ciò, in questa particolare vicenda è possibile fare un'analisi parallela, legata alla natura politica delle polemiche.

La discriminazione di genere e quindi la decisione di assumere solo uomini per svolgere alcune mansioni, è già di per sé, un gesto qualificabile come inammissibile ed ingiusto. Fare questo sulla base di motivazioni di questo tipo, rende il tutto ancora più scandaloso.

Sarebbe però il caso di capire quanto il fenomeno del contrasto alla violenza sulle donne, sia il fine o lo strumento per coloro che hanno manifestato tanta indignazione.

Gli esponenti leghisti sono stati tra i protagonisti e portatori di questa missiva.

Non metto in dubbio le difficoltà dovute alla coesitenza di culture diverse, ma mi chiedo se ciò che  sta a cuore ai leghisti,  sia realmente il cancro della discriminazione sulle donne. Da quanto emerge, soprattutto nell'ultimo periodo, viene discusso tale fenomeno solo quando  c'è di mezzo qualcosa che abbia a che fare con il concetto di “straniero” e/o “diverso”.

Mi domando ancora se un argomento così delicato, venga invece strumentalizzato solo come slogan per alimentare la campagna "anti-straniero". Questa domanda la voglio porre soprattutto dopo la disgustosa mancanza di rispetto mostrata da un esponente della Lega, che ricopre un importante incarico istituzionale, nei confronti di un'altra donna, la Ministra per l'integrazione Kyenge.

Ovviamente sono due motivazioni distinte e diverse, ma parliamo sempre di offese rivolte alle donne. In questi casi la discriminazione e il tono offensivo sono dunque ammissibili? Sulla base di quale principio un'offesa è lecita ed un'altra no?

Qual'è il confine di tutto ciò?

 Agnese Giacobbe 

Fonti: http://abbattoimuri.wordpress.com/2013/05/31/jesolo-la-discriminazione-contro-le-bagnine-e-la-campagna-contro-lislam/

http://www.regione.veneto.it/web/guest/comunicati-stampa/dettaglio-comunicati?_spp_detailId=2008975

http://www.regione.veneto.it/web/guest/comunicati-stampa/dettaglio-comunicati?_spp_detailId=2008975

http://abbattoimuri.wordpress.com/2013/05/31/jesolo-la-discriminazione-contro-le-bagnine-e-la-campagna-contro-lislam/

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2013/30-maggio-2013/beach-steward-arenili-retromarcia-ci-saranno-anche-donne-team--2221414249915.shtml

 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 30 Luglio 2013 11:08 )