
Era partito da nemmeno due settimane. Destinazione Inghilterra, per lavorare e imparare la lingua. Joele Leotta, 19 anni, di Nibionno (Lecce), è stato massacrato di botte domenica 20 ottobre, dopo le 23, in quanto colpevole “di essere italiano e di rubare il lavoro ai sudditi di Sua Maestà”. Eppure non siamo una baraccopoli del terzo mondo ma a Maidstone, capitale del Kent, ad appena cinquanta chilometri da Londra. Ad oggi, ancora il movente non è chiaro: pare infatti che sia venuta meno il motivo di intolleranza e xenofobia. Secondo le ultime ricostruzioni, Joele, che lavorava come camerieri al ristorante “Vesuvius”, e il suo amico e compaesano Alex Galbiati (ndr: ricoverato e fuori pericolo) avrebbero incrociato per strada un gruppo di balordi, ubriachi e strafatti. Qualche insulto, parole grosse, poi l'inseguimento a casa dei due, dove sono stati massacrati a calci e pugni. Nessun motivo, solo violenza, la stessa che miete decine di adolescenti accoltellati ogni anno nelle sterminate periferie di Londra. Escluso il coinvolgimento di cittadini inglesi: i 9 arrestati, posti in manette dopo 24 ore dall'omicidio, sono tutti di origine lituana, fra i 21 e i 30 anni.
Si è anche parlato di scambio di persona. Non si esclude nessuna pista, ma resta la certezza che il tutto sia nato da futili motivi. Futili motivi e un sogno spezzato. “Don't worry about a thing" scriveva su Facebook Joele, pochi giorni prima di morire " 'Cause every little thing / Gonna be alright.. / Singing don't worry about a thing / 'Cause every little thing / Gonna be alright”.
Fonti:
- http://www.leggo.it/NEWS/ESTERI/joele_leotta_ucciso_in_inghilterra/notizie/343739.shtml
- http://news.you-ng.it/2013/10/23/ci-rubi-il-lavoro-ragazzo-italiano-ucciso-inghilterra/
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