Si potrebbe divagare su come il mondo delle imprese, pretenda di mascherare di razionalità la sua -oserei dire oscura- brama di dominio sulle vite di tutti noi...Tutti conosciamo ad es. il dogma della crescita, moderna versione della leggenda del Soma nel testo indù del RigVeda, (68,2 : “tutto ciò che è nudo egli copre, tutto ciò che è malato medica / Il cieco vede, lo storpio cammina [...]”) sostanza misteriosa di cui si predicano i più stravaganti e impensati miracoli , come la piena occupazione -mai raggiunta in regime di libero mercato- e tanti altri che il lettore “conosce da sé”....Uno sviluppo preoccupante di questa “linea di pensiero” (o per essere esatti: della bruta brama di potere di industriali, squali e sciacalletti, nazionali ed europei), è quello che ci viene segnalato dal sito www.informa-azione.info : l'ingresso diretto delle aziende nella repressione, altresì detta “gestione delle strutture carcerarie”. In sostanza, sembra che in quel di Bolzano, lo stato italiano, abbia demandato costruzione e gestione di un nuovo penitenziario (tramite regolare bando, per aggiungere una spolveratura d'idiozia ) all'imprenditore “mannaro” di turno. Cosicché la funzione sociale del boia (no, non è un offesa: è il termine tecnico che si usa per definire “chi esegue le sentenze”), passa ufficialmente nelle sicure mani del mercato...Nessun dubbio su quali ne saranno le conseguenze; del resto già il compianto Foucault notava che il carcere è un'istituzione...per perpetuare ed espandere in tutta la società, sé stessa...
Fabrizio Cucchi, DEApress
Nota: la citazione del RigVeda è la mia traduzione del testo reperibile qui: http://www.sacred-texts.com/hin/rigveda/rv08068.htm
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|
